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Full text of "Vita in campagna"

2 2009 
FEBBRAIO 



Allegati a questo numero: 
I Guida illustrata 

COLTIVAZIONE DELLA PATATA 

I Guida servizi e vantaggi 
Carta Verde 




Il proverbio 

"Se la viola esce 

a febbraio, 

tieni da conto 

il pagliaio " 



www.vitaincampagna.it 




FEBBRAIO 2009 - N. 2 - ANNO XXVII - ISSN 1120-3005 - MENSILE - VITA IN CAMPAGNA - CASELLA POSTALE 467 - 37100 VERONA - UNA COPIA € 4,00 



Può bastare 






una g-£cia 

^^ ^mL per abbai 



Ospiti 
indesiderati 

Sempre più 
spesso gli scara- 
faggi sono ospiti 
poco graditi di 
case, cantine e 
garage. 

Compaiono 
all'improvviso 
in cucina o in bagno generando ansia 
in chi li sorprende nella propria 
abitazione. 



Negli am- 
bienti do- 
mestici sono 
più comuni 
gli scarafaggi 
marroncini e di 
piccole dimensioni 
{Blattelìa germanica); in 
scantinati, garage e locali al piano terra 
è invece possibile trovare anche lo sca- 
rafaggio nero {Blatta orientalis). 



abbatterli 

Cosa fare? 

Una soluzione è 

SOLFAC GEL Scarafaggi. 

È un insetticida in gocce 

da applicare 
m^ nei luoghi 
dove 




facile ri- 
conoscerli: 
non appena si entra in una stanza e si 
accende la luce scappano cercando riparo 
sotto i mobili o negli angoli più nascosti. 



Sono pericolosi? 

Lo scarafaggio è un vettore di 
agenti patogeni pericolosi per la salute 
dell'uomo, anche una casa pulita e 
curata non è immune dalla presenza 
di quest'ospite. 



comune- 
mente si ri- 
scontra la presenza 
di questi insetti: attratti 
dall'esca, gli scarafaggi la 
scambiano per un ali- 
mento, la mangiano e ri- 
tornano nel loro nascondiglio. 
dove muoiono a distanza di poche ore 
e il problema 
è risolto in 
modo sicuro 
ed efficace. 





SOLFAC GEL Scarafaggi è un l'MC. 

Conservare fuori dalla [tonata dei bambini, lontano da alimenti e bevande. 

Posizionare le esche in luoghi inaccessibili ai bambini e agli animali domestici. 

Terminala la disinfestazione rimuovere il gel residuo dai punti esca. 

Autorizzazione su domanda del 17.01.07. 




•' 



mttlì lettUel e lettoti, 



è arrivato febbraio, un mese poco amato dagli 
agricoltori per i colpi di coda dell'inverno - con gelo e 
talvolta neve - che si possono verificare proprio quando in 
campagna iniziano i lavori ed è in corso la potatura delle 
piante da frutto e della vite. 

Il 2009 si presenta come un anno difficile per tutti a causa 
della recessione. Chi vive in campagna ha almeno la «for- 
tuna» di poter usufruire dei prodotti dell'orto, del frutteto 
e dell'allevamento degli animali, che possono aiutare a ri- 
durre le spese. Chi invece non ha questa «fortuna» può ri- 
volgersi, per risparmiare sugli acquisti di prodotti agricoli, 
ai 60.700 tra frantoi, aziende agricole e cantine che nel 
2008 hanno effettuato la vendita diretta. Un sito Internet 
che riporta un elenco, provincia per provincia, delle aziende 
presso cui fare degli acquisti è: www.campagnamica.it 

Una bella notizia: Veronamercato, la società che gestisce il 
più grande Centro agroalimentare del Veneto, che nel 2008 ha 
visto transitare circa mezzo milione di tonnellate di prodotti 
ortofrutticoli, ha firmato un protocollo d'intesa con «Last 
Minute Market», un progetto coordinato dal professor An- 
drea Segrè, Preside della Facoltà di agraria dell'Università di 
Bologna (vedi n. 6/2006, pag. 9). L'iniziativa ha lo scopo di 
ridurre la quantità di prodotti ortofrutticoli avviata ai centri di 




Quest'anno ricorrono i 200 anni 

dalla nascita di Charles Darwin 

(Shrewsbury, Inghilterra, 12 febbraio 1809) 



compostaggio, recuperando e valorizzando le merci rimaste 
invendute che, pur non avendo più un valore commerciale, 
sono ancora idonee al consumo, attraverso la donazione alle 
Organizzazioni non lucrative di utilità sociale (Onlus). 

Il 12 febbraio si celebrano i 200 anni dalla nascita di 

Charles Darwin (1809), naturalista inglese famoso per la 
teoria sull'evoluzione delle specie, esposta nel libro «L'ori- 
gine delle specie» (del 1859). 

A febbraio ritorna l'iniziativa «M'illumino di meno», gior- 
nata del risparmio energetico ideata dal programma Ca- 
terpillar di Radio2 alla quale tutti (semplici cittadini, scuole, 
aziende, ecc.) sono invitati a dare, a proprio modo, un contri- 
buto. Vita in Campagna propone ai propri lettori di ade- 
rire spegnendo tutte le luci di casa e i dispositivi elettrici 
non indispensabili il giorno 13 febbraio per 15 minuti fra 
le ore 18 e le 19,30. Per informazioni: www.cateipillai-.rai.it 

Giorgio Vincenzi 




II mensile di agricoltura part-time 
con la maggior diffusione pagata 
in Italia (certificazione ADS) 

Fondato da Alberto Rizzotti 

Direttore Responsabile: Giorgio Vincenzi 

Redazione: Giuseppe Cipriani. Silvio Caltran, Alberto Locatelli 

Via Bencivenga/Biondani, 16 - 37133 Verona - Tel. 045 805751 1 

Fax 045 8009240 - E-mail: vitaincampagna@vitaincampagna.it 

Internet: www.vitaincampagna.it 

Editore: Edizioni L'Informatore Agrario spa 

Via Bencivenga/Biondani, 16 - 37133 Verona 

Presidente: Elena Rizzotti 

Vice presidente: Giovanni Rizzotti 

Presidente onorario: Alberto Rizzotti 

Amministratore delegato: Giuseppe Reali 

Direttore commerciale: Luciano Grilli 

Pubblicità: Tel. 045 8057523 - Fax 045 8009378 

E-mail: pubblicita@vitaincampagna.it 

Stampa: Mediagraf spa - Noventa Padovana (Padova) 

Registrazione Tribunale Verona n. 552 del 3-11-1982. Copyright © 2009 
Vita in Campagna di Edizioni L'Informatore Agrario spa. Vietata la ripro- 
duzione parziale o totale di testi e illustrazioni. ISSN 1 120-3005 - Poste 
Italiane s.p.a. - Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 
46) art. 1 , comma 1, DCB Verona - Contiene I.P. e I.R. 



|(odsf| 



Accertamento 
Diffusione Stampa 
Certificato n. 6391 
del 4/12/2008 




iti Unione Stampa 
Periodica Italiana 



La tiratura del presente numero è stata di 89.300 copie 

Vita in Campagna non è in edicola. 



Servizio abbonamenti: 

C.P. 467 - 37100 Verona - Tel. 045 8009480 - Fax 045 8012980 
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+ 15 supplementi). 

Sono previste speciali quote di abbonamento per studenti di ogni ordi- 
ne e grado (per informazioni rivolgersi al Servizio Abbonamenti). 
Una copia (numero + supplemento): euro 4,00. Copia arretrata: 
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supplemento: euro 3,00. Una guida illustrata: euro 3,00. 
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dentemente dal numero di copie ordinate. 
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L'ordine di abbonamento o di copie può essere fatto anche per tele- 
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Agli abbonati: informativa art. 13 Dlgs 30/6/2003 n. 196. 

I dati personali da Lei t'orniti verranno trattati da Edizioni L'Informatore Agrario 
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circa iniziative di carattere editoriale e promozionale che riteniamo possano interes- 
sarLa. Lei potrà rivolgersi ai sottoscritti per far valere i diritti previsti dall'art. 7 
Dlgs 30/6/2003 n. 196; 

Titolare del trattamento: Edizioni L'Informatore Agrario spa 
Responsabile del trattamento: dott. Giuseppe Reali 

i 

Viene inviata solo su abbonamento 










(^ommaJfh U ri. 2/2009- 

in m u/im ahkrmmmb m akan/kmmsik 
em ali iiÉelm i mMikétiodalki^ 



Polo: Maurizio Bono, 



Anche per gli animali 
le cure ai piccoli sono un 
comportamento innato 
complesso (pag. 54). 



6 Le vostre lettere 

7 L'innesto della vite con il turacciolo di S.Caltran 

Politica agricola ed ambientale 

9 Con l'arrivo di Obama cosà cambierà per l'agricoltura 
e l'ambiente negli Usa di A.Andrioli 




mhjAìm 



Articoli 

1 1 Quale albero sempreverde mettere a dimora di F.Mati 
1 6 La lunaria o «moneta del papa» di L.Cretti 
1 8 Risposte ai lettori 

Cotogno del Giappone: riconoscimento della specie 

Bugainvillea: le cure necessarie 

74 Fiere: Flormart/Miflor, Orto-Giardino, Seminat 

75 Corsi: Torino, San Pelagio (Padova), Legnago (Verona) 
Vedi anche: 

Supplemento lavori di febbraio (1/2009) 



(|to 



Articoli 

19 Bietola da coste: dalla semina alla raccolta di G.Cìpriani 
24 Risposte ai lettori 

Melanzana: una strana forma 
Sementi: limiti alla produzione in proprio 
Pomodoro: peronospora e tossicità da antiparassitari 
Pomodoro: con insufficienza di magnesio 
Fiere: Orto-Giardino, Seminat 
Corsi: Saliceto (Cuneo) 
Vedi anche: 
Supplemento lavori di febbraio (1/2009) 
Calendario murale 2009: febbraio 
Guida illustrata: coltivazione della patata 



74 
75 




lutteto - 




e ^maniiim 



Articoli 

26 II reinnesto della vite con l'innesto a spacco di R.Castaldi 



29 Castagno: le principali malattie causate da funghi 
e gli insetti parassiti di G.Bassi 

33 Irrigatori nell'actinidieto: Non si fa così. Si fa così 

33 Risposte ai lettori 

Fitofarmaci e concimi: significato dei numeri dopo i nomi 
Melo: il reinnesto per cambiare varietà 
Pere: colpite da «marciume deliquescente» 
Mele: spaccature a causa di eccesso di acqua 
Noce: gli innesti attecchiscono con difficoltà 
Viti: poco produttive e troppo vigorose 

75 Corsi: Saliceto (Cuneo) 
Vedi anche: 
Supplemento lavori di febbraio nel frutteto (1/2009) 
Supplemento lavori di febbraio nel vigneto (1/2009) 
Supplemento lavori di febbraio nella cantina (1/2009) 




37 
38 



Articoli 

Antiche varietà: farro di Sant'Anna di P.Codianni, P.De Vita 
Risposte ai lettori 

Cereali: tempi di sicurezza di un prodotto 
per la disinfestazione in magazzino 

Mais essiccato: al sole o in essiccatoio? 
Vedi anche: 

Supplemento lavori di febbraio (1/2009) 



(§Pi€£0k 



meeea/umm&ie 



Articoli 

39 Scelta di un piccolo trattore: allestimenti e dotazioni 

indirizzano l'acquisto di M. Valer 
42 Valutazione del vecchio trattore: Samecar agricolo DT 
42 Risposte ai lettori 

Trattorino a doppia trazione: per orto di 6.000 metri quadrati 
74 Fiere: Antica fiera di Godega 



(srieeoli alkwmwli 



Articoli 

43 Tacchino: dal pascolo alle strutture necessarie di M.Arduin 
47 Razze locali di avicoli: anatra Nostrana veneta di M.Arduin 

49 Storia di un pastore e del suo gregge di B.Stefanelli 

50 Risposte ai lettori 

Conigli: come prevenire e curare la rogna auricolare 
Galline: integrazione luminosa in pollaio 

74 Fiere: Fiera agricola zootecnica italiana, Apimell 

75 Corsi: Saliceto (Cuneo), Trento, Città di Castello (Perugia) 



Vedi anche: 

Supplemento lavori di febbraio allevamenti (1/2009) 
Supplemento lavori di febbraio piccoli animali (1/2009) 
Supplemento lavori di febbraio nell'apiario (1/2009) 

(^^ìdedbM koùmm - (^{mkent& 

Articoli 

5 1 Programmi di sviluppo rurale 2007-2013: i contributi 
per la cura del paesaggio (nord Italia) di P.F.Lisi 

54 Fatica, stress ma anche «amore» degli animali selvatici 
nell' allevare la prole di M.Bonora 

58 Quanti funghi «curiosi» esistono in natura di E.Ceccon 

60 Risposte ai lettori 

Zanzare: la lotta con l'aiuto dei pipistrelli 
Bacche di arbusti ornamentali: proprietà 
Vedi anche: 
Supplemento lavori di febbraio nel bosco (1/2009) 

(^fuldòm ìMah e amkmtak 

Articoli 

62 Tra le Valli del Mincio l'escursionismo fluviale 

integra il reddito di un agriturismo di A.Malacarne 

64 Risposte ai lettori 

Zafferano: norme per la vendita in azienda 

(Redima - (^jlmmiamm 

Articoli 

65 Le vene varicose di P. Pi gozzi 

66 Ottimi sottaceti e sottoli aromatizzati di barbabietole, 

cardi, bietole e peperoni di R.Bacchella 

68 Risposte ai lettori 

Aglio sottolio: perde molte proprietà terapeutiche 
«Orxata de xufa»: bevanda derivata dal Cyperus esculentus 

Leggi - Tributi - Finanziamenti 

Articoli 

69 Importanti novità per chi gestisce un distributore 

automatico di latte crudo di R.Pinton 
71 Finanziamenti e opportunità dalle Regioni dì P.F.Lisi 
7 1 Risposte ai lettori 

Muro di proprietà sul confine: rimane del proprietario 
anche dopo intervento a spese del confinante 

Terreno: il canone di affitto è soggetto al libero mercato 



74 Fiere e manifestazioni 

75 Pubblicazioni - Corsi 

76 Annunci economici 



Carta Verde 

àlaactata all'ai 



Servizi e vantaggi 
per gli abbonati 
con la «Carta Verde» 
ed i coupon 

Servizi proposti nel presente numero. 

Turismo rurale. Sconto del 10% in un'azienda agrituristica posta sul- 
le rive del Mincio (Mantova) (pag. 63). 

Fiere ad ingresso grafitilo o scontato. «Fiera agricola zootecnica ita- 
liana» (Montichiari-Brescia), «Antica fiera di Godega» (Godega di S. 
Urbano-Treviso), «Orto-Giardino» (Pordenone), «Seminat-Apimell- 
Buon Vivere» (Piacenza) (pag. 74). 

Servizi proposti in altri numeri tuttora in vigore. 

Asparago selvatico. Sconto 5-10% acquisto semi (n. 1 1/2008, pag. 29). 
Bietola da coste. Sconto 5% acquisto semi (n. 1/2009, pag. 24). 
Castagno. Sconto 5-10% acquisto piante (n. 9/2008, pag. 25). 
Gelso sangue e latte. Sconto 5% acquisto piante (n. 1/2009, pag. 35). 
Rose tappezzanti. Sconto 5-10% acquisto piante (n. 1/2009, pag. 20). 
Serre «a casetta» e/o «a parete». Sconto 5-10% acquisto alcuni mo- 
delli (n. 10/2008, pag. 19). 

Turismo rurale. Sconto del 5-10% in due aziende agrituristiche situa- 
te nella zona della Toma della Valle Elvo (Biella) (n. 6/2008, pag. 66). 
Sconto del 10% in due aziende agrituristiche situate nella zona del 
lonzino di fico (Ancona) (n. 7-8/2008, pag. 55). Sconto del 12% in 
un'azienda agrituristica situata nella zona della Pera Cocomerina 
(Forlì Cesena) (n. 10/2008, pag. 52). Sconto del 5- 10% in tre aziende 
agrituristiche situate nella terra della nocciola di Giffoni (Salerno) (n. 
1 1/2008, pag. 65). Sconto del 5% in un'azienda agrituristica situata 
nella terra del radicchio rosso (Verona) (n. 12/2008, pag. 63). 
Vivai e ditte sementiere consigliati. Sconti dal 5 al 30% in 89 vivai e 
7 ditte sementiere (n. 12/2008, pag. 39). 



CartoVerde 




72 Uè rAqtrft Ptt rXAWZZJ 



Guida «Servizi e vantaggi - Carta Verde 2009». 

Nella guida, allegata a questo numero, oltre ai consue- 
ti servizi per una risposta gratuita a un quesito, per un 
annuncio economico gratuito e ai coupon per l'ingres- 
so gratuito o scontato alle principali fiere, vi sono con- 
venzioni da noi stipulate per l'acquisto di piante da frut- 
to e da giardino, sementi, articoli per il giardinaggio, 
l'orto ed il frutteto, macchine agricole, ricoveri per ani- 
mali, strumenti ed atùezzi per l'agricoltura, l'apicoltura 
e l'enologia, impianti e attrezzature per la casa, ecc. 



Sconto del 10% presso la SAV (Scorte 
Agrarie Vallagarina). 

La SAV di Rovereto nei 2 punti vendita di Ro- 
vereto (Trento) e Mori (Trento) concede uno 
sconto del 10% sui prodotti per l'orticoltura e 
il giardinaggio (ad esclusione di fitofarmaci e 
concimi) a tutti gli abbonati che presenteranno 
la «Carta Verde 2009». Lo sconto è valido sino 
al 31 dicembre 2009. Per ulteriori informazio- 
ni telefonare allo 0464 412016. 



Significato dei simboli riportati nei vari testi 

Agricoltura biologica. Bio Prodotti ammessi nel biologico. 
/\ Molta attenzione. /\ Attenzione. 

C^ Via libera. (£) Guadagno, risparmio, perdita. 




I Azioni di solidarietà. 



• Su Internet. ; F : Curiosità, rarità. 



Le vostre fotografie 




Fiona e Maelys con un asinelio di nonno Marcel 
- Lorenzo Gazzaniga, Vaux en Bugey (Francia) 




Adelmo e i suoi nipoti, Samuele 
e Michelangelo, nell'orto - 
Claudia Bordini (Perugia) 



Letizia «legge» 

Vita in Campagna - 

Marcello Saltannecchi, Pisa 




Ingrid con le mele coltivate 

dal nonno - Mario Carrara, 

Cabiate (Como) 



Samuele e il nonno tra i limoni 

coltivati in vaso - 

Raimondo Yeuillaz, Aosta 




Anna e Sofia mostrano il cavolfiore raccolto nell'orto della nonna 
- Elisa Rossi, San Pietro in Cariano (Verona) 




A QUANDO DEI VOSTRI 
CORSI PRATICI? 

L'anno scorso abbiamo, io e 
mio marito, frequentato a Mon- 
tichiari (Brescia) delle lezioni di 
tecniche agricole. Da Vita in 
Campagna si impara tanto, ma 
la presenza di un docente è mol- 
to gratificante e produttiva. 
Aspettiamo fiduciosi la notizia 
dell 'inìzio dei corsi. 

Lucia Gianelli 
Botticino (Brescia) 

L'esperienza - fatta durante le 
tante edizioni di «Vivere la cam- 
pagna» in occasione di Fieragri- 
cola di Verona - degli incontri/ 
lezione pratiche con i collabora- 
tori di Vita in Campagna ci ha 
permesso di comprendere quan- 
to queste iniziative siano gradite 
agli abbonati, specie quelle ri- 
guardanti la potatura delle pian- 
te da giardino e da frutto e della 
vite, che è la più difficile da illu- 
strare sul giornale. 
Stimolati da queste esperienze e 
dalle lettere, come quella della 
sig.ra Gianelli, che giungono in 
redazione, stiamo valutando la 
possibilità di organizzare degli 
incontri tra collaboratori di Vita 
in Campagna ed abbonati su te- 
mi specifici riguardanti le piante 
da frutto ed i piccoli allevamen- 
ti familiari. 

Non mancheremo, al momento 
opportuno, di darne ampio risal- 
to su Vita in Campagna. 

QUANTE EMOZIONI 

CON L'ARTICOLO 

SU S. ANTONIO ABATE 

Grazie per le emozioni che mi 
avete fatto rivivere con l'artico- 
lo su «La devozione a S. Antonio 
Abate nelle campagne» (vedi n. 
1/2009, pag. 9, n.d.n). 

Marta Cavallaro 
Mantova 




UN TRATTORE FATTO 
DI LEGNO 

Tornando da un 'escursione nel- 
l'alta Val di Non (Trento) abbia- 
mo notato un trattore costruito 
interamente di legno (vedi foto). 
Ci è sembrato un riconoscimen- 
to nei confronti di questa mac- 
china che ha alleviato tante fati- 
che della, gente che vive di agri- 
coltura in territori dove non esi- 
stono pianure. 

Elio Dallacosta 
Bolzano 

LETTERA APERTA 

AI COSTRUTTORI 

DI SPAZZANEVE 

Tramite Vita in Campagna vor- 
rei lanciare un 'idea a chi co- 
struisce le macchine per la puli- 
zia dalla neve (spazzaneve, 
n.d.r.). Siccome la mia abitazio- 
ne confina con altre, se dovessi 
utilizzare queste macchine an- 
drei a sparare la neve dai vicini. 
La mia idea sarebbe di modifica- 
re queste attrezzature: anziché 
sparare la neve, sarebbe bene 
applicare un sistema di compat- 
tazione della stessa, così da otte- 
nere dei blocchetti che si posso- 
no anche sistemare con facilità 
in qualche angolo libero dei cor- 
tili o dei giardini (con un sistema 
simile a quello della preparazio- 
ne delle balle di fieno). 

Vittorio Morlacchì 
Cornaredo (Milano) 



Avviso ai lettori 

Allegata a questo numero 
trovate la «Carta Verde» 
2009 che vi permette di ot- 
tenere le agevolazioni ri- 
portate nella guida «Servi- 
zi e vantaggi - Carta Verde 
2009» (anch'essa allegata a 
questo numero di Vita in 
Campagna) e altri sconti 
che andremo a pubblicare 
nel corso dell'anno e che 
compariranno in ogni nu- 
mero della rivista, a pagina 
5, nei «Servizi e vantaggi 
per gli abbonati». 



VITA IN CAMPAGNA 2/2009 



/"f ono vostro abbonato da lunga 
SS X dataeapag. 10 del n, 12/2008 
" kJ Ito visto un attrezzo che mi ha 
riportato indietro nel tempo di alme- 
no cinquant 'anni. Tale attrezzo veniva 
usato da mio padre per innestare la vi- 
te...»: esordisce così Sergio Giambru- 
no di Genova, il primo dei nostri abbo- 
nati (pochi per la verità, solamente tre, 
ma ce lo aspettavamo) ad aver indovina- 
to l'uso dello strumento ritratto nella fo- 
to pubblicata a pag. 10 del numero di di- 
cembre dello scorso anno; e nella sua e- 
mail ne illustra l'impiego in modo parti- 
colarmente dettagliato. 

Come il signor Giambruno hanno in- 
dovinato anche Giovanni Colla di Cu- 
miana (Torino) e Samuele Lonati di 
Poncarale (Brescia), giovane studente 
della facoltà di agraria di Milano, che 
ricorda di aver visto un attrezzo uguale 
nelle mani del nonno. 

E giunto ora il momento di svelare di 
che cosa si tratta. 

Una pinza ingegnosa, inventata 
in Francia, che serviva per fissare 
e proteggere gli innesti della vite 

Il nostro «oggetto misterioso» non è 
altro che una delle versioni della pinza 
per innesti inventata in Francia alla fine 
del 1 800 da Paul Aliés (vedi riquadro qui 
sotto) e particolarmente diffusa nei primi 
decenni del secolo scorso. Sul medesimo 
principio, a quanto pare, sono stati rea- 
lizzati diversi modelli: un altro è quello 
ritratto nella foto d'epoca pubblicata sul- 
la copertina de «i Lavori» di marzo-apri- 
le 2008 e riportata in alto a destra. 



I lavori 
di una volta: 

l'innesto 

della vite con 

il turacciolo 



Vi mostriamo un vecchia tecnica 

dì innesto della vite, diffusa tra la fine 

dell '800 e la prima metà del secolo 

scorso. Prevedeva l 'impiego 

di una pinza particolare grazie 

alla quale era possibile applicare 

un tappo di sughero con funzione 

di fissaggio meccanico e di protezione 

Silvio Caltran 



..T— - ::■■ xiMÉ 





Queste pinze servivano per facilitare 
l'esecuzione degli innesti della vite ef- 
fettuati con i metodi dell'innesto inglese 
a doppio spacco, a spacco inglese sem- 
plice e a spacco pieno, e consentivano di 
fissare marza e portinnesto per mezzo di 
un tappo di sughero tagliato in senso 
longitudinale e legato con del filo di fer- 
ro. Il turacciolo garantiva una buona 
adesione dell'innesto e una buona tenu- 
ta meccanica, oltre alla protezione 
dell'innesto dal freddo; ricordiamo 
che a quel tempo non esisteva la co- 
modità di usare nastri adesivi o fet- 



La pinza per innesti di monsieur Paul Aliés 

La pinza per legare gli innesti fu inventata in Francia da Paul Aliés, fab- 
bricante di coltelli a Saint Antonia Noble Val (Francia meridionale), in- 
torno al 1886; in quell'epoca la fillossera imperversava nei vigneti euro- 
pei e per contrastare l'infestazione dell'afide fu necessario, come è noto, 
il ricorso generalizzato all' innesto dei vitigni locali su viti americane, re- 
sistenti a questo pericolosissimo insetto. 

L' Aliés ebbe l'idea di costruire uno strumento che consentisse di ap 
pi icore un tappo di sughero diviso in due nel senso della lunghezza 
(con la funzione di fissaggio e protezione dell 'innesto), lasciando 
libere le mani dell'operatore per legare l'insieme. Paul Aliés rea- 
lizzò anche una macchina in grado di tagliare fino a 5.000 tappi 
l'ora e la sua azienda era in grado di fornire tutto il necessario 
per l'innesto, compreso il filo di ferro sottile per la legatura. 
Secondo il costruttore, con questa pinza, con la quale era possi- 
bile innestare sia in campo che al tavolo, si riducevano i tempi dell'innesto a 
meno di un minuto e si otteneva una percentuale di attecchimento del 90-98%. 
Il filo, arrugginendo, si rompeva naturalmente nel giro di sei-otto mesi, li- 
berando così l 'innesto. 

La pinza illustrata in questo articolo è una versione più recente, modifica- 
ta e semplificata, dell'originale pinza Aliés ed è un modello probabilmente 
fabbricato in Italia. 



Innesto in campo sulle colline di Elegan- 
ze (Vicenza), intorno al 1940: gli opera- 
tori utilizzano una pinza per l'innesto 
con il turacciolo di sughero 

tucce di materiale plastico per innesti. 

La pinza può essere bloccata, libe- 
rando in tal modo le mani dell'operato- 
re per effettuare la legatura, il che con- 
sentiva di velocizzare notevolmente le 
operazioni di innesto. 

Ecco come si eseguiva 
un innesto con il turacciolo 

Qui a lato riportiamo 
una foto della pinza in 
questione: come ca- 
ratteristiche costrutti- 
ve assomiglia un po' 
ad una forbice da po- 
tatura: è infatti dotata di 
due manici (a) e una mol- 
la (b) che ne consente 
l'apertura; le ganasce 
sono costituite da quat- 
tro rebbi (e) ciascuna e 
sui due rebbi centrali di 
ciascun lato sono pre- 
senti dei denti (d) che 
consentono di fissare 
il tappo. Una fibbia 
metallica forata, re- 
golabile (e), consen- 
te il bloccaggio del- 
la pinza durante il 
lavoro. 

Per ogni innesto 
occorre preparare 
un turacciolo di sughero 
e predispone tre fili di ferro 
di piccolo diametro della lun- 
ghezza di circa 15 cm. 
Nella sequenza che segue illustriamo 
'impiego pratico della pinza per innesti, 




VITA IN CAMPAGNA 1/2009 



Abbiamo eseguito per voi un innesto con l'impiego della pinza 
per l'applicazione del turacciolo di sughero 





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impiegata per la realizzazione di un in- 
nesto inglese a doppio spacco. 

Preparazione dei turaccioli. Come 
prima cosa occorre preparale i turaccio- 
li: essi devono essere forati in senso lon- 
gitudinale con una punta da legno del 
diametro di 8-10 mm, e successivamen- 
te tagliati, sempre per il lungo, come è 
visibile nella foto (1). Ecco il risultato 
dell'operazione (2). 

In seguito si ricompongono le due 
metà del tappo e si racchiudono fra le 
ganasce della pinza (3): grazie ai denti 
presenti sui rebbi riaprendo la pinza il 
tappo rimarrà attaccato ai rebbi stessi, 
metà da una parte e metà dall'altra (4). 

Preparazione del portinnesto. Sul 

portinnesto si esegue un taglio obliquo 
(5) regolare e non ondulato (6); inseren- 
do poi il coltello in prossimità del mi- 
dollo (7) si solleva una linguetta di legno 
profonda circa un centimetro (8). 



Preparazione della marza. La marza 
deve avere lo stesso diametro del portin- 
nesto (9); si esegue un taglio obliquo co- 
me quello fatto sul portinnesto e, inseren- 
do il coltello in prossimità del midollo, si 
solleva anche in questo caso una linguetta 
di legno profonda circa un centimetro (10) 

Inserimento della marza sul portin- 
nesto. Se l'operazione è stata eseguita 
correttamente portinnesto e marza si in- 
castrano tramite le linguette (11). Ecco 
come si presenta l'innesto ad operazio- 
ne conclusa (12). 

Applicazione del turacciolo. Si acco- 
stano all'innesto le due parti del tappo di 
sughero, precedentemente fissate sulle 
ganasce della pinza, in modo che abbrac- 
cino bene l'innesto stesso (13); si blocca 
la pinza nella posizione adatta per mezzo 
della fibbia a fori, regolabile (14). A que- 
sto punto è possibile lasciare la pinza, che 
rimane nella posizione fissata (15). 



Legatura dell'innesto. Si inserisce 
ora un filo di ferro sottile nella prima fes- 
sura tra i primi due rebbi (16) e si procede 
alla legatura (17) stringendo con modera- 
zione; si ripete l'operazione effettuando 
in totale tre legature: un filo per ogni spa- 
zio presente tra i rebbi della pinza (18). 

Alla fine si sblocca la pinza (19) libe- 
rando il turacciolo che rimane fissato a 
protezione dell'innesto (20). □ 

Si ringraziano il perito agrario Tito Angeli- 
ni, già funzionario dell'Ispettorato provincia- 
le dell'agricoltura di Verona, che ci ha córte- 
semente prestato la pinza per innesti, e il prof. 
Giorgio Bargioni, già direttore dell'Istituto di 
frutticoltura della Provincia di Verona, per la 
consulenza tecnica. Si ringraziano inoltre i si- 
gnori Raffaello e Leonardo Giacopuzzi del 
vivaio F.lli Giacopuzzi di S. Pietro Incartano 
(Verona) che gentilmente si sono resi disponi- 
bili per l'esecuzione pratica dell'innesto illu- 
strato in questo articolo, rendendo possibile la 
realizzazione del servizio fotografico. 



VITA IN CAMPAGNA 2/2009 



Politica agricola ed ambientale 



Con l'arrivo di Obama cosa cambierà 
per l'agricoltura e l'ambiente negli Usa 

Il nuovo Presidente non ha annunciato grandi cambiamenti in campo agricolo, mentre 
quello ambientale punterà molto sulle energie «alternative» e sulla riduzione dell'inquinamento 



in 



Il 20 gennaio scorso il democratico 
Barack Obama è diventato il 44° Presi- 
dente degli Stati Uniti. 

In tutto il mondo l'evento è stato sa- 
lutato come una svolta epocale e, in ef- 
fetti, l'elezione di un uomo di colore a 
capo di un Paese che fino agli anni '60 - 
non un secolo fa - prevedeva per legge 
la segregazione razziale in molti Stati, 
merita davvero l'aggettivo epocale. 

Ma al di là della grande novità per la 
società americana, quello che interessa 
di più a tutto il resto del mondo è cosa 
farà il nuovo Presidente in campo politi- 
co ed economico, visto che quello che si 
decide a Washington ha effetti sugli Sta- 
ti di tutto il mondo. 

NESSUNO STRAVOLGIMENTO 
PER L'AGRICOLTURA 

Per quanto riguarda il settore agrico- 
lo statunitense nessuno si aspetta cam- 
biamenti sostanziali con la nuova presi- 
denza. Durante tutta la campagna eletto- 
rale il tema dell'agricoltura non è stato 
certamente tra quelli «caldi» ed entram- 
bi i candidati alla presidenza (lo sfidan- 
te di Obama era il repubblicano John 
McCain) si sono limitati a dichiarazioni 
piuttosto generiche. 

D'altra parte Barack Obama ha pub- 
blicamente sostenuto il Farm Bill 2008, 
cioè la legge quinquennale che regola 
tutto il settore agricolo Usa, approvata lo 
scorso anno [1] sotto la presidenza Bush, 
dicendosi però a favore dell'introduzio- 
ne di un tetto massimo per ciascuna 
azienda di 250.000 dollari (circa 1 80.000 
euro) di aiuti, per evitare che i finanzia- 
menti pubblici premino troppo le grandi 
aziende a scapito dei piccoli agricoltori. 

Sempre in campagna elettorale Ba- 
rack Obama ha sostenuto che gli agri- 
coltori americani hanno bisogno di «una 
robusta rete di sicurezza» in grado di 
aiutarli contro i rischi derivanti da feno- 
meni che sfuggono al loro controllo, co- 
me calamità naturali o andamenti com- 
merciali anomali. 

Niente di rivoluzionario quindi e in- 
fatti i contadini americani, i «farmers», 
hanno accolto l'elezione del nuovo pre- 
sidente senza particolari paure, ma an- 




Barack Obama, 44° Presidente 

degli Stati Uniti, è nato a Honolulu 

(Hawaii), il 4 agosto 1961 

che senza particolari entusiasmi. 

Un accenno va fatto anche ai nego- 
ziati sul commercio mondiale: i Paesi 
aderenti alla Wto (Organizzazione mon- 
diale del commercio) cercano da molto 
tempo senza successo un accordo tra le 
diverse posizioni e ora si spera che l'ar- 
rivo del «nuovo protagonista» possa 
sbloccare la situazione. Ovviamente è 
piuttosto improbabile che Obama sia di- 
sposto a grandi concessioni in questo 
campo, e quindi non è certo scontato che 
un eventuale accordo sia più favorevole 
all'Europa. 

IL «CUORE VERDE» DI OBAMA 

Uno degli aspetti più importanti del- 
l'elezione di Barack Obama è senz'altro 
quello ambientale: il nuovo inquilino 
della Casa Bianca, infatti, non ha mai 
fatto mistero di avere in questo campo 
idee completamente diverse dal suo pre- 
decessore George Bush e di puntare 
molto sulle energie alternative e sulla ri- 
duzione dell'inquinamento. 

Ancor prima del suo insediamento, 
Obama ha presentato il piano della sua 
amministrazione per rilanciare il Paese e 
combattere la crisi economica mondiale 



ed è stato subito evidente che la musica 
è cambiata. Le promesse di creare tre 
milioni di posti di lavoro e di tagliare le 
tasse si fondano su un concetto molto 
semplice ma potenzialmente rivoluzio- 
nario: gli Stati Uniti devono puntare a un 
nuovo modello di sviluppo capace di 
consumale e inquinare meno, puntando 
sul raddoppio della produzione di ener- 
gie alternative in tre anni. 

Globalmente il piano di Barack Oba- 
ma prevede investimenti per quasi 800 
miliardi di dollari (circa 590 miliardi di 
euro). Di questi, almeno 15 miliardi 
(circa 11 miliardi di euro) all'anno do- 
vrebbero essere destinati proprio alle 
energie rinnovabili, tra cui quelle di ori- 
gine agricola come i biocarburanti. 

Il nuovo Presidente non ha detto in 
maniera esplicita che il suo Paese inten- 
de applicare il Protocollo di Kyoto, ma 
in pratica molte sue promesse vanno 
proprio in questa direzione. Ricordiamo 
che il Protocollo di Kyoto è stato sotto- 
scritto nel 1997 da circa 160 Paesi e ha 
l'obiettivo di combattere i cambiamenti 
climatici dovuti al surriscaldamento del 
nostro pianeta. 

In una intervista il nuovo Presidente 
ha fatto un esempio di come intende agi- 
re: «gli incentivi per coibentare (cioè 
migliorare l'isolamento termico, n.d.r.) 
le case di tutto il Paese sono un investi- 
mento a lungo termine che può tagliare 
drasticamente le bollette energetiche, 
aumentare la nostra indipendenza ener- 
getica, ridurre i gas serra globali». 

Queste iniziative sono state commen- 
tate positivamente anche da Achim Stei- 
ner, direttore dell'Agenzia ambientale 
dell' Onu: «sono un segnale preciso: vuol 
dire che, a dispetto della crisi finanziaria, 
c'è spazio per un'economia verde». 

È proprio questo l'aspetto più impor- 
tante: per Barack Obama puntare su 
energie pulite e riduzione dell'inquina- 
mento non è solo una questione ecologi- 
ca, ma anche un modo per rilanciare 
l'economia. 

Alberto Andrioli 

[1] Su questo argomento si veda il n. 
2/2008. pag. 71. 



VITA IN CAMPAGNA 2/2009 



POLITICA AGRICOLA ED AMBIENTALE 




SEDILI CONDUCENTE & 
PASSEGGERO 




CILINDRI & COMPONENTI 
OLEODINAMICI 



ACCESSORI & 
COMPONENTI AGRI 




MACCHINE PER 

LA CURA DEL VERDE 



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Quale albero sempreverde 
mettere a dimora nel giardino di campagna 

Vi proponiamo sedici alberi di specie e/o varietà sempreverdi, adatti per il giardino di campagna; 

si tratta di piante da impiegare «con parsimonia», perché in realtà anch'esse perdono le foglie e creano 

delle zone d'ombra che possono far soffrire il tappeto erboso o le piante sottostanti 

«Vorrei un giardino di sole piante sem- 
preverdi, in modo che... non diventi triste 
d'inverno»: è curioso che molte perso- 
ne abbiano avuto questo pensiero e lo ab- 
biano messo in pratica per poi accorger- 
si che anche le sempreverdi perdono le 
foglie o gli aghi d'estate, lentamente, fo- 
glie ed aghi coriacei che, per di più, non 
si decompongono dopo un po' di pioggia 
e sono difficili da raccogliere. Che dire 
poi dell'ombra costante che queste pian- 
te proiettano, sotto la quale il prato cresce 
a fatica e invece i muschi proliferano? Per 
non parlare poi della loro assoluta o quasi 
staticità dal punto di vista estetico. 

Pertanto, anche nel giardino, l'equi- 
librio è la soluzione migliore e il giusto 
rapporto fra alberi spogliane e semprever- 
di offrirà sicuramente un migliore effetto 
nell'arco di tutte le stagioni. 

LE PIANTE SEMPREVERDI 
PER TERRENI POVERI E ARIDI 

Per situazioni ambientali di questo ti- 
po occorrono piante forti, capaci di adat- 




Per garantire il migliore effetto estetico in ogni stagione è necessario un giusto rap- 
porto tra alberi a foglia caduca e specie sempreverdi; in questo articolo parliamo 
appunto di queste ultime 



tarsi e resistere anche a periodi di lunga 
siccità, dotate di un vigoroso apparato ra- 
dicale. È il caso dei cipressi: Cupressus 
sempervìrens pyramidalis (1), Cupres- 



sus sempervirens horizontalis (2), Cu- 
pressus clone «Bolgheri»® (3) e Cupres- 
sus clone «Agrimed»® (4), famosi in To- 
scana e nel mondo per il viale di Bolghe- 



Alcune interessanti informazioni sui 16 alberi consigliati nell'articolo 


SPECIE E/O VARIETÀ 


Altezza 
inedia a 10 
anni di vita 


Altezza 
a pieno 
sviluppo 


Diametro 
chioma 


Colore 
fogliame 


Periodo di fioritura 


Vita media 
in anni 


Esposizione 


Le specie e/o varietà più indicate per luoghi aridi e terreni poveri 


I-C. sempeivirens pyramidalis 


7-9 metri 


15-25 metri 


1,5-2 metri 


verde intenso 


Fioritura insignificante 


200-300 


Al sole/mezz'ombra 


I-C. sempeivirens horizontalis 


7-9 metri 


15-25 metri 


2-2,5 metri 


verde intenso 


Fioritura insignificante 


200-300 


Al sole/mezz' ombra 


3-C. clone «Bolgheri»® 


7-9 metri 


15-25 metri 


1,5-2 metri 


verde intenso 


Fioritura insignificante 


200-300 


Al sole/mezz'ombra 


4-C clone «Agrimed» 9 


7-9 metri 


15-25 metri 


2-2,5 metri 


verde intenso 


Fioritura insignificante 


200-300 


Al sole/mezz'ombra 


5-Leccio 


5 metri 


12-15 metri 


5-8 metri 


verde intenso 


Fioritura insignificante 


300-400 


Al sole/mezz'ombra 


6-Sughera 


4-5 metri 


15-18 metri 


5-10 metri 


verde intenso 


Fioritura insignificante 


200-300 


Sole 


7 -Pino marittimo 


4-6 metri 


20-25 metri 


10-15 metri 


verde medio 


Fioritura insignificante 


200-300 


Sole 


i-Mimosa 


8-10 metri 


10-15 metri 


7-10 metri 


verde chiaro 


gennaio-marzo 


50-70 


Sole 


9-Arancio amaro 


3,5 metri 


5-7 metri 


3-5 metri 


verde medio 


febbraio-aprile 


50-70 


Sole 


ÌQ-Olivo 


3-4 metri 


7-8 metri 


4-5 metri 


verde medio 


Fioritura insignificante 


300 


Sole 


Le specie e/o varietà più indicate per terreni mediamente fertili 


li-Lauro canfora 


4-6 metri 


12-15 metri 


6-7 metri 


verde chiaro 


Fioritura insignificante 


180-200 


Al sole/mezz'ombra 


Yl-Nespolo del Giappone 


5-6 metri 


9- 1 1 metri 


5-7 metri 


verde scuro 


novembre-dicembre 


80-130 


Al sole/mezz'ombra 


13-Magnolia grandiflora 


6-7 metri 


12-16 metri 


7-10 metti 


verde medio 


maggio-giugno 


200-300 


Al sole/mezz'ombra 


14-Ligustro 


4-5 metri 


7-8 metri 


4-5 metri 


verdechiaro 


maggio-giugno 


60-80 


Al sole/mezz'ombra 


15-Falso pepe 


3-5 metri 


8-10 metri 


5-7 metri 


verde chiaro 


Fioritura insignificante 


80-130 


Sole 


16-Carrubo 


3-5 metri 


10-12 metri 


7-10 metri 


verde medio 


Fioritura insignificante 


130-150 


Sole 



VITA IN CAMPAGNA 2/200M 



GIARDINO 



11 



Le specie e/o varietà più indicate per terreni poveri e aridi 




Cupressus sempervirens 
pyramidalìs 



Cupressus sempervirens 
horìzontalis 



Cupressus 
clone «Bolgheri»® 



Cupressus 
clone «Agrimed»® 




Leccio 



ri citato nella poesia del Car- 
ducci «Davanti S. Guido», e 
per i paesaggi caratteristici 
delle colline senesi. 

Molti li associano al ci- 
mitero, dove spesso i cipres- 
si delimitano il viale prin- 
cipale; da parte nostra tro- 
viamo strano collegare una 
pianta viva e così elegante al 
culto dei morti. 

I cipressi differiscono fra 
loro per il portamento: infat- 
ti il Cupressus sempervirens 
pyramidalìs ha la vegetazio- 
ne che cresce in verticale co- 
sì da conferire all'albero un aspetto snel- 
lo e slanciato, mentre il Cupressus sem- 
pervirens horìzontalis ha rami orizzontali 
ed un portamento più largo e disordinato 
nei primi anni di vita. In Toscana vengo- 
no chiamati «maschio» il primo e «fem- 
mina» il secondo, ma è soltanto un modo 
originale per distinguere le due varietà. 

I cloni, invece, sono selezioni otte- 
nute dal Consiglio nazionale delle ricer- 
che che presentano resistenza al cancro 
del cipresso. 

Esistono anche varietà ornamentali 



Sughera 



Pino marittimo 



Mimosa 




d'innesto che mostrano una vegetazione 
molto densa e compatta, stretta e profi- 
lata; si tratta di piante dall'aspetto poco 
naturale, adatte al giardino di una villet- 
ta moderna. 

Per avere un'idea della rusticità dei ci- 
pressi basta pensale alle piante nate e cre- 
sciute entro le mura urbane di alcune cit- 
tà e paesi toscani, alle piante che cresco- 
no in colline aride e sassose come quel- 
le della zona delle Crete Senesi, uno dei 
luoghi meno ospitali per la vegetazione. 



Il leccio (5) (Quercus ilex) 
e la sughera (6) (Quercus su- 
ber) sono invece due tipi di 
quercia sempreverde che vi- 
vono in luoghi asciutti, anche 
difficili come i boschi della 
Sardegna e della Maremma. 

Ci troviamo davanti a due 
alberi longevi, non velocissi- 
mi nell'accrescimento, ma in 
grado di raggiungere dimen- 
sioni ragguardevoli. 

Il pino marittimo (7) (Pì- 
nus pinea), chiamato impro- 
priamente «marittimo» per- 
ché è presente nelle grandi 
pinete della Versilia e sulle coste di mez- 
za Italia, è un'altra pianta adatta a vivere 
in terreni asciutti. Decisamente longevo, 
è inarrestabile nella crescita: si tratta in- 
fatti di una conifera che cresce soltanto in 
altezza, non disponendo di gemme laten- 
ti o dormienti; le uniche potature possibi- 
li consistono nel togliere i rami bassi che 
seccano mentre la pianta si accresce. 

Può raggiungere dimensioni conside- 
revoli e, com'è noto, il suo vigoroso appa- 
rato radicale può provocare non pochi di- 
sagi se la pianta si trova a crescere vicino 



12 



VITA IN CAMPAGNA 2/2009 



Le specie più indicate per terreni mediamente fertili 




Lauro canfora 



Nespolo del Giappone 



Magnolia sempreverde 



Ligustro 



ad una strada o ad una casa. 

Anche la mimosa (8) 
(Acacia dealbata) è una pian- 
ta rustica e la ritroviamo spes- 
so spontanea sulle aspre col- 
line liguri. Velocissima nel- 
la crescita, è una pianta gene- 
rosa per l'abbondante fioritu- 
ra che può partire fin da gen- 
naio e proseguire fino ai primi 
giorni di marzo. 

Si accresce in breve tem- 
po, soprattutto se seguita con 
irrigazioni e concimazioni; in 
certi casi però produce un le- 
gno debole e può essere sog- 
getta a danni provocati dal vento. 

Esistono molte varietà a fiore grande 
e a fiore doppio, molto delicate e sensi- 
bili al freddo, e altre decisamente rusti- 
che con foglia stretta e lunga - Acacia 
saligna - in grado di vivere anche in ri- 
va al mare. 

Anche l'arancio amaro (9) (Cytrus 
aurantiacus) vive bene in terreni asciutti 
dove cresce rigoglioso, fiorisce e si cari- 
ca dei bei frutti arancioni. 
/\ La sughera, la mimosa, l'arancio 
^— ^ amaro non amano le basse tempera- 
ture; sono quindi piante indicate per posi- 
zioni riparate, esposte a sud oppure desti- 
nate a zone dal clima non troppo rigido. 

L'ultima pianta per terreni poveri ed 
asciutti è l'olivo (10) (Olea europaea), 
albero decisamente rustico, longevo ed 
in grado di raggiungere dimensioni no- 
tevoli, se non viene potato. 

Esistono alcune varietà interessanti 
come l'olivo cipressino - utilizzato per 
creare schermi e barriere frangivento - e 
l'olivo Leccino che, seppur utilizzato per 
la buona produzione di frutti, ha un bel 
portamento e può risultare interessante 
anche come pianta ornamentale. 

Sugli olivi vorremmo fare un piccolo 
inciso: evitiamo di utilizzare piante se- 




Falso pepe 



Carrubo 



colori strappate dal paesaggio per ar- 
ricchire il giardino della moderna vil- 
letta di campagna con la quale hanno 
davvero poco in comune. Stiamo par- 
lando di un albero simbolo di un'agri- 
coltura difficile che forse non dovrebbe 
essere utilizzato nei giardini come scul- 
tura vivente o, ancor peggio, come capi- 
ta di vedere, esibito con vegetazione po- 
tata a «palloncini» (alla maniera thailan- 
dese). E molto meglio utilizzare pian- 
te relativamente giovani (di 15-20 anni), 
fresche, dal portamento rigoglioso. 

LE SPECIE SEMPREVERDI 
ADATTE PER I TERRENI 
MEDIAMENTE FERTILI 

In questa situazione abbiamo molta 
scelta; oltre alle piante sopra citate pos- 
siamo utilizzare, compatibilmente con 
il clima, alberi maestosi come il lauro 
canfora (11) (Laurus camphora = Cin- 
namomum camphora) non adatto però 
a climi rigidi, il nespolo del Giappone 
(12) (Eriobotrya japonica) dalle grandi 
foglie verde scurissimo nella pagina su- 
periore, e tendente al grigio in quella in- 
feriore. Il nespolo inoltre fiorisce alla fi- 



ne dell'autunno e produce in 
primavera frutti ovali, com- 
mestibili, color giallo ocra. 

Anche la magnolia sem- 
preverde (13) (Magnolia 
grandiflora) è in grado di di- 
ventare un grande albero ed 
è più rustica di quanto si pos- 
sa immaginare. La magno- 
lia ottenuta per seme ha una 
foglia grande, verde brillan- 
te, produce grandi fiori bian- 
chi profumati ed ha un porta- 
mento della chioma globoso 
irregolare. 

Di dimensioni più conte- 
nute abbiamo piante come il ligustro 
(14) (Ligustrum japonicum), che ha fo- 
glia medio piccola, verde lucido, e che 
produce piccoli fiori profumati in prima- 
vera e bacche blu scuro in piena estate. 
Per le zone a clima mite infine ci sono 
anche piante come lo Schinus mollis det- 
to anche falso pepe (15), un albero pian- 
gente che ricorda vagamente il salice per 
la chioma globosa, pendula, composta da 
piccole foglie lanceolate. Il carrubo (16) 
(Ceratonia siliqua) è un bellissimo albe- 
ro dalla chioma globosa che produce in- 
fiorescenze a cui fanno seguito i noti bac- 
celli (carrube); ha una foglia medio-pic- 
cola di un bel verde intenso ed un tronco 
che si accresce rapidamente assumendo 
originali conformazioni. 

Francesco Muti 

Puntate pubblicate. 

• Quale albero a foglia caduca mettere a di- 
mora nel giardino di campagna (1/2009). 

• Quale albero sempreverde mettere a di- 
mora nel giardmo di campagna (2/2009). 
Prossimamente. La messa a dimora. 

Le foto 1-12 e 16 sono state gentilmente for- 
nite dai Maxi Editori (Pistoia). 



VITA IN CAMPAGNA 2/2009 



(JIAHDINO 



13 



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La lunaria o «moneta del papa», 
pianta attraente sia in fiore che essiccata 

Si tratta di un'interessante pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Crucifere, ben ambientata 

in tutte le nostre regioni e facile da coltivare. È attraente in fioritura, ma la si coltiva soprattutto 

per essiccarne gli steli e i frutti (silique) dalla caratteristica forma piatta ed ovale e di uno splendido colore 

argenteo e pergamenaceo, che vengono utilizzati per realizzare interessanti composizioni di fiori secchi 



La lunaria è una pianta appartenente 
alla famiglia delle Crucifere, e compren- 
de due specie erbacee molto simili che 
crescono spontanee nelle nostre regioni: 
la lunaria comune (Lunaria rediviva) e 
la lunaria meridionale o erba d'argento 
(Lunaria biennis). 

Nel presente articolo ci occupiamo 
della lunaria meridionale, più conosciu- 
ta ed apprezzata anche come pianta or- 
namentale. 

La lunaria meridionale, classificata 
in un primo tempo come Lunaria annua, 
ha visto correggere il suo nome scien- 
tifico in Lunaria biennis da quando si 
è scoperto che il ciclo biologico della 
pianta è biennale. 

Questa specie è abbastanza diffu- 
sa allo stato spontaneo in alcune regio- 
ni dell'Italia centrale e lungo le coste 
del Mediterraneo, dove si incontra so- 
prattutto in terreni freschi e in posizio- 
ni poco soleggiate. E presente anche in 
altre regioni, ad esempio nel nord Ita- 
lia, ma come pianta inselvatichita; que- 
sta specie, infatti, è così rustica e fruga- 
le che tende a disseminarsi spontanea- 
mente e si espande così dai giardini ai 
terreni incolti. 

La lunaria è molto apprezzata e vie- 
ne coltivata a scopo ornamentale; è co- 
nosciuta con diversi altri nomi comu- 
ni - che testimoniano le sue caratteristi- 
che - come «monete del papa», «scudi 
del Papa», «monete di Giuda», «mone- 
te di raso», «raso bianco», «fiore di se- 
ta», «pianta delle medaglie», «erba d'ar- 
gento». 






Sii 

Lunaria biennis 
è una cruci/era 
diffusa allo stato 
spontaneo in al- 
cune regioni del- 
l'Italia centrale, 
in terreni freschi 
e in posizioni po- 
co soleggiate; vie- 
ne coltivata a sco- 
po ornamentale ed è conosciuta con diver- 
si nomi, il più comune dei quali è «moneta 
del papa». Nel particolare. I fiorì della lu- 
naria presentano quattro petali del diame- 
tro di circa un centimetro ciascuno e gene- 
ralmente sono di colore violetto intenso 



Pianta ritratta 

alla fine 

del ciclo vitale 

(biennale) 

e con gli steli 

e i frutti 

in via 

di essiccazione 

I frutti sono 

delle silique 

di forma 

ovoidale, 

dì cm 2x3, 

contenenti 

6-8 semi 



E UNA SPECIE BIENNALE: 

FIORISCE NELL'ANNO 
SUCCESSIVO ALLA SEMINA 

La lunaria è una pianticella erbacea 
a steli eretti e ramificati, alti 50-80 cm, 
con foglie triangolari e dentate. Come 
detto si tratta di una specie biennale: nel 
primo anno avviene lo sviluppo vegeta- 
tivo, mentre nell'anno seguente fiorisce 
e produce i semi; subito dopo la pianta 
si secca completamente. 

I fiori sono grandi formati da quattro 
petali del diametro ciascuno di circa un 
centimetro, di colore per lo più violetto 
intenso; qualche volta sono più chiari o 
anche bianchi, oppure rossicci. 

I frutti sono delle grandi e caratte- 
ristiche silique (così sono denominati i 
frutti delle Crucifere) di forma ovoida- 
le, di. cm 2x3, contenenti 
6-8 semi appiattiti di for- 
ma ovale. 

È MOLTO FACILE 
DA COLTIVARE 

Normalmente si col- 
tivano delle selezioni di 
lunaria a fiori violetti, ma 
in commercio si possono 
reperire anche varietà di- 
verse ad esempio a fiori bianchi (varietà 




16 



VITA IN CAMPAGNA 2/2009 



«Alba») o a fiori violacei molto più scuri 
(varietà «Violacea» o anche a foglie va- 
riegate (varietà «Variegata»). 

E molto facile da coltivare ed è co- 
sì rustica che spesso la vediamo inselva- 
tichire e crescere al margine dei giardi- 
ni e in mezzo alle erbacce nei terreni in- 
colti dove risalta solo nel momento del- 
la fioritura. 

Per la coltivazione è però convenien- 
te scegliere un terreno di buona fertili- 
tà e piuttosto fresco in un posto a mez- 
z'ombra e ricordarsi che si tratta di una 
specie biennale. Per ottenere dei buoni 
risultati i semi devono essere posti a di- 
mora tempestivamente, nel mese di ago- 
sto, con semina piuttosto rada; eventual- 
mente le piantine si possono anche tra- 
piantare, ma solo intervenendo nelle pri- 
me fasi di crescita, cioè entro settembre. 
La distanza ottimale fra le piante è di 
circa 40 centimetri. 

LA RACCOLTA DEGLI STELI 
E L'ESSICCAZIONE 





l-Per l'essiccazione, verso la fine eli luglio si recidono gli steli che portano le 
silique quando sono ormai secchi, si legano a mazzetti e si pongono per qual- 
che giorno all'aria, a testa in giù, in un posto a mezzo sole. 2-Per valorizzare e 
rendere attraenti le silique si devono togliere le due valve esterne: per fare ciò 
basta sfregarle leggermente, tenendole con delicatezza tra i polpastrelli ed 
esercitando una leggera pressione, in modo da lasciare solo il diaframma 



Al momento della fioritura, che av- 
viene a fine aprile o a maggio a secon- 
da del clima, le piante sono sicuramente 
belle, ma l'attrazione maggiore di que- 
sta specie sono gli steli secchi, decorati- 
vi e adatti per composizioni da tenere in 
appartamento. 

Le silique, se ben secche si conserva- 
no a lungo, anche per anni, e per la lo- 
ro bellezza si prestano per composizio- 
ni decorative, da sole o insieme ad altri 
fiori secchi. A tale scopo si recidono gli 
steli che portano le silique quando so- 
no ormai secchi, verso la fine di luglio; 
dopo la raccolta si tengono per qualche 
giorno all'aria in un posto a mezzo sole, 
legati a mazzetti e con la testa in giù. 

LA PREPARAZIONE 
DELLE «MONETE DEL PAPA» 

Chi non conosce questa pianta non 
può certo apprezzarla quando si sta sec- 
cando perché le silique si presentano di 
un colore bruno chiaro, del tutto anoni- 
mo: si possono valorizzare e rendere at- 
traenti in tutta la loro bellezza solo to- 
gliendo le due valve esterne, così da la- 
sciare solo il diaframma che è molto 
sottile, pergamenaceo, argenteo e tran- 
slucido. 

Per effettuare questa operazione bi- 
sogna operare con la massima accor- 
tezza, poiché le silique sono assai fra- 
gili; tuttavia non è difficile: basta sfre- 
gare leggermente le silique, tenendole 
tra i polpastrelli delle dita, ed esercitan- 
do, una leggera pressione. Ad operazione 
ultimata si ottengono degli steli elegan- 
ti per la straordinaria bellezza delle sili- 
que argentee e luminose. 







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I-Eliminate le valve dei frutti, rimane solo il diaframma, sottile, pergamenaceo, argen- 
teo e translucido. 2-Una composizione realizzata con gli steli essiccati della lunaria 



Con l'asportazione delle valve si 
asportano anche i semi, che ovviamente 
possono servire per rinnovare la coltu- 
ra. In questo caso vanno tenuti per qual- 
che giorno all'aria perché maturino per- 
fettamente e poi vanno seminati imme- 
diatamente. 

Luciano Cretti 

Semi di lunaria sono reperibili presso le 
seguenti Ditte: 

- Blumen - Via Carlo Strinati, 7/9 - Lo- 
calità Le Mose - 29100 Piacenza - Tel. 
0523 57321 1 - Fax 0523 573298 (segna- 



la il rivenditore più vicino). 

- F.lli Ingegnoli - Via O. Salomone, 65 - 
20138 Milano - Tel. 02 58013113 - Fax 
02 58012362 (vendono per corrispon- 
denza). 

- Franchi Sementi - Viale G. Matteotti, 
18 - 24050 Grassobio (Bergamo) - Tel. 
035 526575 - Fax 035 335540 (segnala il 
rivenditore più vicino). 

- N. Sgaravatti & C. - Via Nazionale, 
62/64 - 52020 Pergine Valdarno (Arezzo) 

- Tel. 0575 89955 1 - Fax 0575 899535 (se- 
gnala il rivenditore più vicino). 

; CONTROLLO INDIRIZZI AL 2-1-2009 : 



VITA IN CAMPAGNA 2/2009 



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^T Art. 33 



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TAGLIO MASSIMO MM 20 

— =~H > !3V"'2-t 



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novyt\ 



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INNESTATRICE 
MANUALE«RICCIO» 



INNESTO A SPACCO OBLIQUO 

DIAMETRO DI TAGLIO 

MASSIMO MM 25 



40026 IMOLA (Bologna) ViaTreves, 3 

Tel. 0542.640782 - Fax 0542.641603 

e-mail: carloa.manaresi@libero.it 

web: www.carloamanaresi.it 



Risposte ai lettori 



E UN COTOGNO DEL GIAPPONE 

Vi mando le foto di un albero e dei suoi 
frutti per sapere di che specie si tratta. Il 
frutto è piuttosto duro (come una mela 
cotogna), del diametro di 8-10 cm, ha po- 
co profumo e assomiglia ad una mela. 

Aldo Collizzolli 
Bolbeno (Trento) 

La pianta ritratta nelle foto è un coto- 
gno del Giappone (Chaenomeles japoni- 
ca, talvolta indicato come Cycìonia japo- 
nica nei cataloghi dei vivaisti), coltivato 
nei giardini a scopo ornamentale. Come si 
vede dalle foto produce frutti tondeggian- 
ti o ovoidali, abbastanza grossi e molto 
simili a quelli del vero 
cotogno da frutto (Cy- 
donia vulgaris). 




■ .. Mvvy '■<" ' 
// cotogno del Giappone è un arbusto 
spinoso alto fino a due metri 
i cui frutti sono commestibili 

Il cotogno del Giappone è un arbusto 
a foglie caduche, alto da uno a due me- 
stri, con rami piuttosto spinosi. Fiorisce 
molto precocemente, a fine inverno o in 
aprile a seconda del clima, e i suoi fiori 
possono essere bianchi, rosati o rossi a 
seconda delle varietà. 

I suoi frutti sono di colore giallo, as- 
sai profumati, piuttosto coriacei ma 
commestibili, anche se non sono molto 
gustosi; maturano all'inizio dell'autun- 
no. (Luciano Cretti) 

LA CURE NECESSARIE 
ALLA BUGANVILLEA 

Ho regalato a mia moglie una pianta 
di buganvillea in vaso che ha due tipi di 
fiorì: viola e rosso. Vorremmo sapere se 
va potata e in tal caso in che periodo, e 
se necessita di una concimazione parti- 
colare. Lo scorso anno in primavera ab- 
biamo notato molti rami secchi; da che 
cosa dipende? 

Roberto Schiavon 
Morgano (Treviso) 



La potatura della buganvillea si effet- 
tua a febbraio-inizio marzo. I getti prin- 
cipali si accorciano di circa un terzo e i 
rami più vecchi si eliminano per dare 
aria e luce all'interno della pianta, con- 
dizione necessaria per avere una buona 
fioritura estiva. 

Successivamente, all'arrivo della pri- 
mavera, si asportano eventuali rami sec- 
chi, deboli o danneggiati dal gelo. 

La caduta delle foglie durante l'inver- 
no è un fenomeno frequente alle nostre 
latitudini, in quanto la specie, originaria 
di climi più caldi, va in riposo vegetativo 
per difendersi dagli abbassamenti di tem- 
peratura. La presenza di rami secchi, se 
non dovuta al freddo e in assenza di even- 
tuali parassiti, può essere la conseguenza 
di mancanza di luce o di scarsa aerazione 
dei locali in cui è stata ricoverata nel pe- 
riodo invernale. 

Alla ripresa del periodo vegetativo, 
il lettore posizioni il vaso in un luogo 
soleggiato e riparato da correnti e 
provveda alla somministrazione ogni 
15-20 giorni di un concime a cessione 
rapida (tipo Nitrophoska Gold) in do- 
si proporzionali alle dimensioni del 
vaso di coltivazione (la punta di un 
cucchiaino è sufficiente per un vaso di 
25-30 cm di diametro). 

In alternativa può utilizzare anche 
un concime composto a lenta cessione 
in tavolette (tipo Osmocote Plus Tablet 
15+9+11 della Scott, reperibile pres- 
so i Consorzi Agrari o negozi che ven- 
dono prodotti per l'agricoltura). In que- 
sto caso è sufficiente inserire le tavolet- 
te di concime nel terreno all'inizio della 
primavera e i nutrienti saranno rilasciati 
in maniera graduale per tutta la stagione 
vegetativa. Sulla confezione sono ripor- 
tate le dosi di impiego (numero di tavo- 
lette necessarie) che variano in funzione 
delle dimensioni del vaso di coltivazio- 
ne. (Francesca Moscatelli) 




La buganvillea si pota a febbraio-ini- 
zio marzo. Gli esemplari coltivati in va- 
so richiedono costanti somministrazio- 
ni di concime 



18 



VITA IN CAMPAGNA 2/201» 



V 




La coltivazione della bietola da coste 
dalla semina alla raccolta 

La bietola da coste è una pianta da orto che esige un terreno preparato con cura, sia negli strati superficiali 

che in quelli più profondi. Non richiede particolari cure di coltivazione, se non costanti irrigazioni e 

pulizie delle aiole dalle erbe infestanti. In pianura padana la raccolta di questo ortaggio si effettua da fine 

maggio ai primi geli, mentre nelle aree centro-meridionali è un ortaggio tipicamente invernale 



Nello scorso numero, a pag. 23, vi ab- 
biamo presentato alcune varietà di bieto- 
la da coste (a costa larga e lembo verde 
scuro e a costa stretta e lembo verde chia- 
ro), uno degli ortaggi da foglia più colti- 
vati negli orti familiari, sia delle zone di 
collina che di montagna. In queste pagi- 
ne vi illustriamo le tecniche e le fasi di 
coltivazione, dalla semina alla raccolta. 

SUGGERIMENTI TECNICI 
E PRATICI PER LA COLTIVAZIONE 

Preparazione del terreno. Vangate 
il terreno sino ad una profondità di circa 
25-30 centimetri. In presenza di suoli pe- 
santi e compatti - se desiderate effettuare 
una coltura primaverile - è opportuno che 
eseguiate questo lavoro nell'autunno che 
precede la semina, in modo che pioggia, 
neve, gelo e disgelo favoriscano la disgre- 
gazione delle grosse zolle che si formano 
durante i lavori di fondo, e sia anche più 
agevole la successiva sistemazione super- 
ficiale del suolo. Lavorando tali terreni a 
fine inverno-inizio primavera la semina 
risulterebbe in pratica impossibile. 

Sempre in presenza di terreni pesanti 
e compatti - ed in tutti quelli in cui si te- 
me che si formino ristagni d'acqua - è 
opportuno che sistemiate il terreno in 
aiole sopraelevate di 10-15/20 centime- 
tri, specialmente nel caso si attuino col- 
ture tardive, in cui la raccolta si esegue 
in autunno o nella primavera suc- 
cessiva la semina. 

Sminuzzate le zolle impie- 
gando un estirpatore passandolo 
più volte sulla superficie del suo- 
lo anche a distanza di giorni, fi- 
no a che vi sarà possibile usare il 
rastrello per sistemare definitiva- 
mente il terreno. 
A. Non sminuzzate troppo gli 
^— ^ strati più superficiali del suo- 
lo perché potreste favorire la for- 
mazione della crosta superficiale, 
che spesso impedisce una regolare 
germinazione dei semi. 




Aiole con bietole da coste 
in pieno sviluppo 

per due anni di seguito nella stessa aiolà 
e dopo ortaggi che appartengono alla sua 
stessa famiglia botanica, come la bietola 
da taglio, la bietola da orto (che viene 
coltivata per le radici) e lo spinacio. 

Concimazione organica. In un orto 
da tempo coltivato si può fare a meno di 
distribuire letame o compost maturi, ed è 
invece consigliabile coltivare la bietola da 
coste dopo una coltura concimata abbon- 
dantemente (ad esempio lo zucchino). 

Solo se disponete di terreni poco fer- 
tili potete distribuire nell'autunno che 
precede la coltura tre chilogrammi di le- 



Ciclo di coltivazione della bietola da coste 

(tempi indicativi per la pianura padana) 
Semina Raccolta 





A. Rotazione. È opportuno non 
^— ^ coltivare la bietola da coste 



Da fine febbraio- 
primi DI MARZO A CIRCA 
METÀ LUGLIO 



DA FINE MAGGIO- 
METÀ GIUGNO A METÀ 
NOVEMBRE-PRIMI DI DICEMBRE 



tame o di compost ben maturi per metro 
quadrato, interrandoli con i lavori di 
fondo del suolo. 

Concimazione minerale. Prima della 
semina potete interrare perfosfato mine- 
rale- 19 (30-35 grammi per metro quadra- 
to) e solfato di potassio-50 (25-30 gram- 
mi per metro quadrato). Se vi è possibile 
interrate metà delle quantità indicate al 
momento della vangatura e metà al mo- 
mento dei lavori di preparazione del suo- 
lo, appena prima della semina, in modo 
che i concimi si distribuiscano meglio 
nello strato di terreno in cui si sviluppe- 
ranno le radici delle piante. 

Per quanto riguarda l'azoto potete di- 
stribuire in totale 30-40 grammi per metro 
quadrato di nitrato ammonico-26 sommi- 
nistrandolo con la coltura in vegetazione 
(in copertura). Si possono prevedere me- 
diamente 3-4 apporti di nitrato in quanti- 
tà variabili da 1 a 1 3 grammi per metro 
quadrato quando se ne effettuano tre, e 
da 8 a 10 grammi, sempre per metro qua- 
drato, se invece si effettuano quattro di- 
stribuzioni. E opportuno iniziare le som- 
ministrazioni di azoto in copertura do- 
po che sono state ultimate le operazioni 
di diradamento o, se si effettua il trapian- 
to, dopo che le piantine sono sicuramen- 
te attecchite ed hanno ripreso a vegeta- 
re. Conviene distanziare gli apporti di ai- 
uno dall'altro, a se- 
conda della vigoria delle colture. 
/\ In ogni caso limitate la di- 
^— ^ stribuzione di fertilizzanti 
azotati, in particolare se avete 
suoli fertili, ultimando gli appor- 
ti più di un mese prima dell'ini- 
zio della raccolta. 

Nelle coltivazioni attuate a 
metà-fine estate, in cui la raccolta 
si effettua soprattutto nella pri- 
mavera successiva, potete evitare 
di eseguire l'ultima concimazio- 
ne in copertura ed intervenire in- 
vece al momento della ripresa ve- 
getativa (somministrando da 10 a 
1 5 grammi di nitrato ammonico- 
26 per metro quadrato), sempre 
lontano dalla raccolta. 



meno 10-12 giorni 



VITA IN CAMPAGNA 2/2(»J 



19 



Distanze d'impianto 
della bietola da coste 




Le distanze da tenere sono dì 35-40, 
fino a 50 cm tra le file, e di 20-30 cm 
sulla fila, in relazione allo sviluppo 
vegetativo tipico della varietà scelta 



Semina. La semina in piena terra può 
iniziare già a fine febbraio-primi di mar- 
zo (o anche prima nelle località più miti 
della pianura padana) e proseguire fino a 
circa metà luglio. Se si prolunga la semi- 
na della bietola da coste, in pianura pa- 
dana, sino ai primi di agosto, in genere si 
raccoglie nella primavera successiva - 
solo in annate molto fredde questo ortag- 
gio può essere seriamente danneggiato 
dalle gelate - prima che la pianta emetta 
gli scapi fiorali, fenomeno stimolato an- 
che quando le colture precoci subiscono 
a lungo basse temperature, come succe- 
de in presenza di un andamento stagio- 
nale primaverile particolarmente freddo. 

Questo ortaggio inizia a germinare 
quando la temperatura si aggira sui 6 °C, 
anche se le temperature più adatte alla 
germinazione vanno dai 25 ai 30 °C. 

E opportuno seminare a righe distanti 
tra loro da 35-40 a 50 centimetri, interran- 
do il seme ad una profondità di circa mez- 
zo centimetro, o poco più. Per seminare 
un metro quadrato di superficie occorre 
circa un grammo e mezzo di semente, nel 
quale sono contenuti circa 75 semi. 

Va sottolineato che il seme della bieto- 
la da coste è formato da un insieme di pic- 
coli frutti (glomerulo) che contengono 
ognuno un seme [1]. Per questo motivo, 
da quello che viene considerato un solo 
seme, si sviluppano da 1 a 5-6 germogli, 
e perciò è indispensabile in seguito proce- 
dere al diradamento delle piantine che, se 
non diradate, crescerebbero in modo sten- 
tato (filate). Le piantine si possono già di- 
radare quando sono alte 4-6 centimetri, 
lasciandole sulla fila ad una distanza di 
20-30 centimetri, in rapporto allo svilup- 
po vegetativo della varietà seminata. 

Per favorire la germinazione e/o pro- 
teggere le colture dal freddo nelle prime 
fasi di crescita (colture di fine inverno-ini- 
zio primavera), si possono stendere sulle 
aiole dei veli di tessuto non tessuto. 




Coltura e particolare di una pianta 

di bietola da coste nelle prime 

fasi di crescita 







Produzione in contenitore di piantine 

con pane di terra. Nel particolare: 

piantina pronta per il trapianto 

Produzione di piantine con pane di 
terra. La coltivazione della bietola da co- 
ste, soprattutto su piccole superfici, può 
anche iniziare trapiantando piantine prov- 
viste di pane di temi. 

Per produrre piantine con pane di ter- 
ra procuratevi un contenitore alveolato 




Talvolta nella stessa aiolà vengono col- 
tivate assieme (consociate) la bietola da 
costa e la catalogna che potranno esse- 
re utilizzate mescolate tra loro e lessate 



di circa 40-50 posti (o anche più picco- 
lo, di soli 9-12 posti) e l'apposito ter- 
riccio per semine. Collocate un seme 
per ogni alveolo, e a germinazione av- 
venuta procedete subito al diradamen- 
to lasciando nell'alveolo la piantina 
migliore. Questo sistema consente an- 
che di programmare meglio le coltiva- 
zioni nell'orto, in quanto le aiole riman- 
gono occupate 30-40 giorni in meno, 
cioè il periodo in cui le piante di bietola 
si sviluppano nel contenitore alveolato 
prima della messa a dimora. 

Le piantine di bietola da coste sop- 
portano abbastanza bene anche il tra- 
pianto a radice nuda. Utilizzando quindi 
le piantine tolte con il diradamento si 
possono realizzare altre aiole, o cederle 
ad un altro orticoltore. Quando si esegue 
il trapianto tanto di piantine con pane di 
terra che a radice nuda, si tengono tra 
le piantine le stesse distanze indicate 
per le colture seminate direttamente in 
piena terra dopo il diradamento. In 
media, a seconda dello sviluppo delle 
diverse varietà, in un metro quadrato 
si tengono da 7-8 a 15-20 piante per 
metro quadrato. 

Consociazione. Nei piccoli orti 
talvolta nella stessa aiolà si coltivano as- 
sieme (consociate) la bietola da coste e 
la catalogna, che possono poi venir les- 
sate e consumate insieme. 



Irrigazione. Pur essendo una pian- 
ta che resiste discretamente alla siccità 
A. non è consigliabile coltivare la bie- 
^— ^ tola da coste dove non si ha la pos- 
sibiltà di disporre regolarmente di acqua 
per irrigare. L'irrigazione consente in- 
fatti di ottenere produzioni costanti, ele- 
vate e di buona qualità, con coste meno 
fibrose e foglie tenere. 

Pur potendo irrigare anche per asper- 
sione (cioè a pioggia), è preferibile adot- 
tare il sistema per scorrimento-infiltra- 
zione laterale dentro solchi: in questo 
modo si evita di bagnare le foglie e ven- 
gono meno favoriti gli attacchi di malat- 
tie fungine. 

Qualora nel periodo di semina non si 
verifichino piogge è opportuno aiutare 
la germinazione con leggere e ripetute 
irrigazioni, che al contempo impedisco- 
no o attenuano la formazione della cro- 
sta superficiale, facilitando così la fuo- 
riuscita delle piantine dal terreno. 

Diserbo. La bietola da coste non ha 
bisogno di particolari cure di coltivazio- 
ne, se non tenere pulite le aiole dalle pian- 
te infestanti. Questo si ottiene per mezzo 
di ripetute zappature e/o estirpature su- 
perficiali, intervenendo con le mani vici- 
no alle piante per non danneggiarle. 

Se il terreno in seguito a piogge o a 



20 



ORTO 



VITA IN CAMPAGNA 2/2009 



ripetute irrigazioni tendesse a diventare 
compatto è opportuno smuoverlo super- 
ficialmente sempre a mezzo di leggere 
zappature o estirpature. Di regola però 
quando si esegue il diserbo questo lavo- 
ro viene svolto quasi automaticamente. 

Pacciamatura. Molto utile risulta la 
pratica della pacciamatura, eseguita uti- 
lizzando sia teli plastici scuri che paglia o 
altri materiali vegetali. Va ricordato che si 
possono impiegare anche teli prodotti 
con apposito materiale che si degrada nel 
terreno quando viene interrato con i lavo- 
ri di fondo una volta ultimata la coltura. 

Quando si usano teli plastici è oppor- 
tuno avviare la coltura con il trapianto, 
anche se si potrebbero forare i teli con 
un piantabulbi alle distanze volute, ese- 
guire la semina e poi effettuare il dirada- 
mento come si opera nelle colture non 
pacciamate. 



La coltura protetta. Nei piccoli orti 
la coltura protetta della bietola da coste è 
poco praticata, anche se su ridotte super- 
fici si possono, volendo, ricoprire le aiole 
con piccoli tunnel per ripare le piante dai 
primi freddi autunnali (in pianura pada- 
na) e prolungare quindi il periodo di rac- 
colta. In alternativa si possono stendere 
veli di tessuto non tessuto sulle piante per 
difenderle dalle prime brinate. 

LA COLTURA ORGANICA 
(BIOLOGICA) 

Nelle colture organiche, invece di som- 
ministrare i prodotti indicati nel paragra- 
fo della concimazione minerale, si può 
impiegare un fertilizzante a base di gua- 
no, costituito dagli escrementi di uccelli 
marini. Bisogna però ricordare che il gua- 
no contiene azoto, e quindi è opportuno 
A. non eccedere nelle quantità impie- 
^— ^ gate (seguite scrupolosamente le 
istruzioni allegate al prodotto). 

LA RACCOLTA SI ESEGUE 

TAGLIANDO LE FOGLIE 

AD UNA AD UNA 

La bietola da coste si raccoglie quan- 
do le foglie sono completamente svilup- 
pate, tagliandole una per una alla base 
della pianta (in genere però non più di 
2-3 per volta per ogni pianta), evitando 
/\ di strapparle per non disturbare la 
^— ^ zona del colletto (punto di inser- 
zione della rosetta di foglie sulle radici) 
e la prima parte dell'apparato radicale, e 
consentire quindi la crescita delle rima- 
nenti foglie. La raccolta foglia per foglia 
è in genere quella più diffusa negli orti 
familiari, mentre larga parte dei mercati 
vuole che la bietola da coste sia conferi- 
ta come pianta intera. Nei piccoli orti di 




Coltura di bietola da coste 
attuata in aiole pacciamate 

solito si raccolgono le piante intere solo 
nelle colture seminate nella tarda estate, 
pronte per l'utilizzo poco prima che ini- 
zino ad andare a seme. 

La raccolta della bietola da coste se- 
minata a fine febbraio-primi di marzo 
inizia circa nella terza decade di maggio- 
metà di giugno (pianura padana) e si può 
protrarre fino ai primi geli. Per avere pro- 
duzioni prolungate e costanti è consiglia- 
bile seminare in periodi successivi. Nelle 
zone più miti del centro-meridione la bie- 
tola da coste è invece una coltura caratte- 
ristica del periodo più freddo dell'anno. 

Da circa 10 metri quadrati di superfì- 
cie coltivata a bietola da coste si posso- 
no raccogliere da 25 a 40 chilogrammi 
ed oltre di prodotto, con uno scarto che 
arriva difficilmente al 10%. 

ECCO LE PIÙ COMUNI AVVERSITÀ 

CHE COLPISCONO 

LA BIETOLA DA COSTE 

©Nei piccoli orti la bietola da coste si 
coltiva di solito senza dover ricorre- 
re ad alcun intervento antiparassitario. 

Questo ortaggio può però essere espo- 
sto agli attacchi di insetti (afidi e nottue), 
di microrganismi fungini (cercospora, 



oidio e peronospora), di lumache e li- 
macce, specie in climi caldo-umidi e 
grandi coltivazioni. 

Gli afidi (Aphisfabae, vedi foto A) in- 
festano la pagina inferiore delle foghe più 
giovani causandone l'accartocciamento e 
impedendone lo sviluppo. Essi compiono 
svariate generazioni, influenzate soprat- 
tutto dalla disponibilità di giovane vegeta- 
zione fogliare. In caso di forti attacchi 
eseguite un intervento con piretro natura- 
le (ad esempio NeemAzal TS della Bio 
Intrachem, non classificato, 30 millilitri 
per 10 litri d'acqua), rispettando il tempo 
di sicurezza di 3 giorni. 

Le nottue (Mamestra brassicae, vedi 
foto B) compiono erosioni fogliari, so- 
prattutto durante il periodo autunnale, 
riuscendo talora a distruggere buona par- 
te della vegetazione. Per il contenimento 
dei danni è opportuno intervenire nei 
confronti delle giovani larve, in quanto 
più vulnerabili con Bacìllus thuringiensis 
varietà kurstaki (ad esempio Turex-Scam, 
non classificato, alla dose di 10 grammi 
per 10 litri d'acqua) rispettando il tempo 
di sicurezza di 3 giorni. 

La cercospora {Cercospora beticola, 
vedi foto C) si manifesta con numerose 
piccole macchie rotonde, del diametro 
di qualche millimetro, talora confluenti, 
con successivo disseccamento dei tessu- 
ti coinvolti e perforazione del lembo fo- 
gliare. Nei casi più gravi le lesioni pos- 
sono comparire anche sulla costa. La 
malattia si sviluppa in genere sul finire 
dell'estate, raggiungendo la massima 
gravità all'inizio dell'autunno, favorita 
da piogge e dagli elevati tassi di umidità 
relativa dell'aria. 

Si può intervenire alla comparsa del- 
le prime macchie con l'impiego di polti- 
glia bordolese-20 (ad esempio Poltiglia 
Disperss della Cerexagri, irritante, 70 
grammi per 10 litri d'acqua) o solfato di 
rame tribasico- 15,2 (ad esempio Basi- 
ram L della Sariaf, irritante, 40 mi per 
10 litri d'acqua), rispettando il tempo di 
sicurezza di 3 giorni. 





t A-Afidi (min 2). 

»H li-Nottua (larva, 
I mm 35-40). 
\ C-Cercospora. 
-, D'Oidio. 
E-Peronospora. 
F-Lumache. 
G-Limacce 



VITA IN CAMPAGNA 2/201» 



ORTO 



21 




I-Bietole da coste pronte per la raccolta. 2-Nei piccoli orti in genere la raccolta vie- 
ne eseguita staccando con le mani o, preferibilmente, tagliando le foglie ad una ad 
una (vedi freccia) e lasciando intatto il germoglio centrale che produrrà altre foglie 



L'oidio (Erysiphe betae, vedi foto D) 
si manifesta con una muffa farinosa bian- 
ca sulle foglie, le quali ingialliscono. Le 
infezioni più gravi si sviluppano nella 
tarda estate, favorite da condizioni am- 
bientali caldo-umide; esse possono esse- 
re contrastate ricorrendo a uno o più in- 
terventi, con turni settimanali, utilizzan- 
do i comuni zolfi bagnabili-80 (ad esem- 
pio Tioflor della Sariaf, non classificato, 
30 grammi per 10 litri d'acqua), rispet- 
tando il tempo di sicurezza di 5 giorni. 

La peronospora (Peronospora fari- 
nosa forma betae, vedi foto E) colpisce 
soprattutto le foglie più giovani della ro- 
setta centrale, causandone l'accartoccia- 
mento, mentre sulla pagina inferiore del 



lembo fogliare il fungo forma una muf- 
fa di colore grigio-violaceo. Questa ma- 
lattia si manifesta soprattutto durante i 
mesi primaverili, essendo favorita da 
temperature ottimali attorno ai 10 °C; 
con temperature superiori ai 20 °C le in- 
fezioni rallentano sensibilmente o cessa- 
no addirittura. Per contrastare lo svilup- 
po di nuove infezioni realizzate 2-3 in- 
terventi con cadenza settimanale utiliz- 
zando poltiglia bordolese-20 o solfato di 
rame tribasico- 15,2 (vedi prodotti e dosi 
indicati per la cercospora). 

In annate particolarmente umide e 
piovose le lumache (Helix pomatia, ve- 
di foto F) e le limacce (Agriolimax agre- 
stis e Arion hortensis, vedi foto G) pos- 



Le caratteristiche positive e negative della bietola da coste 

Caratteristiche positive. La bietola da coste è un ortaggio facilmente digeribile 
e capace di regolare l'intestino pigro; inoltre, grazie alle sue proprietà rinfre- 
scanti, è particolarmente indicata per chi soffre di emorroidi e di eccessive fer- 
mentazioni intestinali. 

Il contenuto nutrizionale di questo ortaggio è piuttosto limitato (è scarsa la pre- 
senza delle vitamine, con l'eccezione dei caroteni, precursori della vitamina A), 
e ulteriormente ridotto dalla cottura, soprattutto se effettuata in piena acqua. Di 
un certo interesse sono i minerali, a patto che non siano anch 'essi dispersi con 
l'acqua di cottura. Sono assai raccomandati, per questo motivo, quei sistemi di 
cottura che consentono di limitare al massimo le perdite di vitamine e minerali, 

©come ad esempio una veloce cottura al vapore, con la quale la dispersio- 
ne di nutrienti è molto ridotta, ed in ogni caso il recupero dell 'acqua di cot- 
tura (da aggiungere a minestre e risotti, oppure da impiegare per preparare be- 
sciamelle o altre salse) è agevolato anche dalla sua ridotta quantità. Meglio an- 
cora stufare la bietola a fuoco basso in una pentola a fondo largo, con poco olio 
ed uno spicchio d'aglio. 

La bietola da coste apporta pochissime calorie (17 chilocalorie per 100 gram- 
mi di ortaggio crudo), che aumentano di molto quando viene condita con burro 
e formaggio, o utilizzata come ingrediente (con uova, formaggi e besciamella) 
di piatti saporiti ed elaborati come sformati, crocchette, polpettoni, ecc. 

Caratteristiche negative. Questo ortaggio contiene quantità significative di aci- 
do ossalico, sostanza che in alcuni soggetti predisposti - e in seguito a consumi 
A. eccessivi -favorisce la formazione di calcoli renali e, in ogni caso, irhpe- 
£— ^ gna eccessivamente i reni. (Paolo Pigozzi) 



sono causare danni notevoli, soprattutto 
se l'attacco avviene quando le piante so- 
no ancora poco sviluppate. Per combat- 
terle effettuate la raccolta diretta, oppu- 
re impolverate il terreno delle possibili 
zone di accesso o di transito con calce in 
polvere o solfato di ferro. È possibile poi 
impiegare esche avvelenate a base di 
metaldeide (es. Mesurol lumache Plus- 
Bayer Garden, non classificato da distri- 
buire alla sera sul terreno della coltiva- 
zione e delle zone vicine alla dose di 
0,7- 1 ,2 grammi per metro quadrato) po- 
nendole eventualmente sotto un basso 
sottovaso o un piattino rovesciati in mo- 
do che in caso di pioggia non vengano 
éjjjjà; dilavate. Queste esche si possono 
l *$0!y' impiegare pure nelle colture biolo- 
giche, se utilizzate all'interno di apposi- 
te trappole, e devono contenere un repel- 
lente per gli animali superiori. 

L'UTILIZZO 

La bietola da coste si consuma in ge- 
nere lessata, condita con sale, olio e ace- 
to (o limone), oppure fatta saltare in te- 
game, sempre dopo lessatura, con un 
po' di aglio ed olio. 

Volendo si possono separare le coste 
dai lembi fogliari: le coste si possono 
passare, dopo lessatura, in padella spol- 
verate con formaggio grattugiato, oppu- 
re è possibile utilizzarle per confeziona- 
re sformati e piatti simili; i lembi foglia- 
ri si consumano invece più o meno co- 
me gli spinaci. 

Sovente, previa lessatura, si sfrutta il 
caratteristico sapore dolce della bietola 
da coste per mitigare quello tendenzial- 
mente amaro di ortaggi quali radicchio e 
catalogna, al fine di rendere questi ulti- 
mi più gradevoli al palato. 

La bietola da coste si presta inoltre - 
dopo breve lessatura (circa un minuto 
per le foglie e 2-3 minuti per le coste) - 
alla conservazione in congelatore, al 
massimo per 2-3 mesi, perché oltre que- 
sto periodo in qualche caso il sapore del- 
l'ortaggio potrebbe alterarsi. 



Coltivazione 
Interventi lìtosanitari 



Giuseppe Cipriani 
Aldo Pollini 



[1] Quello delle bietole più che un seme è 
un raggruppamento di frutti detti acheni. 
Questo insieme, costituito da 1 a 5-6 frutti 
ciascuno dei quali contiene un seme, viene 
appunto chiamato glomerulo. 

Puntate pubblicate. 

• Coltivate la bietola da coste, un ortag- 
gio che si adatta a diversi climi e terre- 
ni (1/2009). 

• La coltivazione della bietola da coste 
dalla semina alla raccolta. (2/2009). 

Fine. 



22 



ORTO 



VITA IN CAMPAGNA llliW) 









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Risposte ai lettori 



UNA STRANA MELANZANA 

Ho trovato questo «frutto misterio- 
so», che ho fotografato su un ramo di 
abete per farne risaltare il colore. Che 
cos'è? 

Roberto Berlini 
Lucca 



Il frutto trovato e fotografato dal let- 
tore è quello di una melanzana orna- 
mentale, Solarium mammosum, origina- 
ria dell'America meridionale, che viene 
appunto coltivata come curiosità per la 
strana forma dei frutti, gialli a maturità. 




Il frutto di Solarium mammosum, una 
melanzana ornamentale originaria del- 
l'America meridionale, fotografato dal 
lettore 

Si tratta di una pianta rustica, annua- 
le, che si coltiva al pari delle altre me- 
lanzane, ma solo a scopo ornamentale. 
(Luciano Cretti) 

LIMITI ALLA PRODUZIONE 
IN PROPRIO DELLE SEMENTI 

Vorrei sapere se posso utilizzare, per le 
prossime stagioni, ì semi degli ortaggi del 
mio orto. Ho utilizzato finora sementi in 
bustine acquistate in normali negozi ma, 
se ho ben compreso, gli «ibridi» non si 
possono riprodurre. Se così è, dove posso 
trovare semi «tradizionali» che mi con- 
sentano di produrre autonomamente le 
sementi? Vi sono controindicazioni, ossia 
ragioni per cui non sia opportuno produr- 
re in proprio le sementi? 

Roberto Pepe 
Chieri (Torino) 

Sul mercato sono reperibili sementi 
di specie da orto di varietà standard, di 
selezioni e di ibridi. 

Le varietà «standard» sono degli in- 
siemi di piante con caratteristiche di for- 
ma e comportamento vegetativo sostan- 




zia produzione in proprio delle semen- 
ti è possibile per le varietà «standard»; 
non è invece possìbile per gli ibridi (ve- 
di testo) 

zialmente omogenee; ad esempio Chan- 
tenay è una varietà standard di carota. 

Le selezioni rappresentano un miglio- 
ramento di una o più di queste caratteri- 
stiche (produttività, precocità, frutti omo- 
genei, resistenza alle malattie); ad esem- 
pio Oranza è una carota selezionata dal- 
la varietà Berlicum 2. 

Le varietà ibride (o ibridi) sono le 
prime generazioni derivate dall'incrocio 
di particolari selezioni dette «linee». Ri- 
spetto a quelle standard si distinguono 
facilmente perché sulle confezioni è 
scritto «ibrido» (o «varietà ibrida»), op- 
pure compare il simbolo «FI». 

Per mezzo dell'ibridazione vengono 
migliorate, in rapporto alle diverse varie- 
tà, le caratteristiche di produttività, omo- 
geneità di piante e frutti, precocità, resi- 
stenza alle malattie ed altro. Per ottenere 
il seme servono spesso interventi manuali 
su ogni singolo fiore al fine di consentire 
l'incrocio tra le linee desiderate. E da ri- 
cordale che queste linee spesso sono frut- 
to di ricerche che durano anni. 

L'ibrido è pertanto una ulteriore op- 
portunità che hanno gli orticoltori per 
migliorare le loro coltivazioni senza ar- 
recare problemi all'ambiente; anzi so- 
vente impiegando le varietà ibride si 
possono ridurre gli interventi antiparas- 
sitari. 

Non è possibile, invece, produrre le 
sementi in proprio dagli ìbridi, perché in 
tal caso si otterrebbero soggetti con le 
caratteristiche che avevano le varietà da 
cui si era partiti per ottenere le linee. 

La produzione in proprio delle se- 
menti è possibile limitatamente a qual- 
che varietà standard a cui si è affeziona- 
ti per le caratteristiche gustative o di 
aspetto esteriore. 

A. Si tratta in ogni caso di una produ- 
*-— ^ zione che richiede particolare ac- 
curatezza e che per motivi di sanità del- 
le colture è in molti casi sconsigliabile, 
in quanto le sementi stesse possono es- 
sere veicolo di malattie. 

La produzione delle sementi in limi- 



tate quantità, a livello di piccoli coltiva- 
tori, è stata trattata su Vita in Campagna 
nei numeri 11/2001. apag21, 12/2001 a 
pag. 23 e 1/2002 a pag. 29. (Redazione) 

POMODORI CON SINTOMI 

DI PERONOSPORA E TOSSICITÀ 

DA ANTIPARASSITARI 

Da alcuni anni le piante di pomodoro 
che coltivo presentano alterazioni dovute, 
probabilmente, ad attacchi di peronospo- 
ra. Vi invio alcune foto e vi chiedo se gli 
usuali trattamenti con zolfo ventilato uti- 
lizzati fino alla fioritura sono inefficaci. 

Domenico Fontana 
Palizzi (Reggio Calabria) 

Le manifestazioni visibili sulle foglie 
di pomodoro del lettore sono proprie del- 
la peronospora (Phytophthora infestans), 
mentre la rugginosità che interessa le 
bacche non appare causata dalla suddetta 
malattia ma potrebbe essere dovuta a fe- 
nomeni di tossicità da antiparassitari. 




/ sintomi rilevabili sulle foglie dei 

pomodori del lettore sono quelli della 

peronospora (Phytophthora infestans)... 




...mentre la rugginosità sulle bacche 

potrebbe essere attribuita a fenomeni 

di tossicità da antiparassitari 

I preparati a base di zolfo, essendo dei 
classici prodotti antioidici (da usare con- 
tro l'oidio o mal bianco), sono inefficaci 
contro le infezioni della peronospora, 
contro le quali occorre impiegare prodot- 
ti come i sali di rame (ossicloruro, polti- 
glia bordolese, solfato tribasico, alle do- 



24 



VITA IN CAMPAGNA 2/200') 



si puntualmente indicate nei supplemen- 
ti de «i Lavori», rubrica «Orto»). 

1 trattamenti e i prodotti per la difesa 
del pomodoro vengono regolarmente indi- 
cati negli «Interventi fitosanitari» della lu- 
brica «Orto», all'interno dei supplementi 
bimestrali «i Lavori». (Aldo Pollini) 

POMODORO CON SINTOMI 

DA INSUFFICffiNZA 

DI MAGNESIO 

Nella scorsa stagione, dopo la fiori- 
tura, le mie piante di pomodoro «Cuo- 
re di bue» hanno manifestato l'ingial- 
limento visibile nella foto, seguito da 
un graduale disseccamento; i pomodo- 
ri, anche se giunti a maturazione, erano 
acquosi, pieni di semi e con poca polpa. 
Le piatite erano protette da tunnel, e so- 
no state trattate con ossicloruro di rame 
ed equiseto per agricoltura biologica. 
Di che cosa si tratta? 



9 




Giuseppe Picco 
Giaveno (Torino) 

Esaminando la foto che l'abbonato ci 
ha inviato sono rilevabili sintomi molto 
simili a quelli prodotti da situazioni di 
insufficiente assorbimento di magnesio. 
Per esserne del tutto certi occorrerebbe 
procedere ad un'analisi delle foglie o 
del terreno. 

I sintomi di insufficienza di magne- 
sio interessano soprattutto le foglie ba- 
sali, ma nei casi più gravi possono coin- 
volgere anche quelle di più recente for- 
mazione. Il fenomeno si manifesta so- 
prattutto sulle piante vegetanti in terreni 
sabbiosi e acidi, nei quali il magnesio è 
scarso o viene dilavato dalle piogge, 
nonché su quelli con scarsa presenza di 
humus. Inoltre, gli eccessi di potassio 
accentuano il fenomeno, in quanto que- 
sto elemento ostacola il trasporto del 
magnesio a livello fogliare. 

Per correggere le situazioni di scarsi- 
tà di magnesio è opportuno ricorrere a 
due-tre trattamenti fogliari, con interval- 
li quindicinali, impiegando concimi fo- 
gliari ricchi di magnesio. (Aldo Pollini) 




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Le foglie dei pomodori del lettore 

con i sintomi di una probabile 

insufficienza di magnesio 



VITA IN CAMPAGNA 2/2009 



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(ghuM}- 




e ^montino, 



Il reinnesto della vite 
con l'innesto a spacco di fine inverno 

Un tempo assai diffuso per l'innesto in campo della vite, dall'avvento delle barbatelle innestate l'innesto 

a spacco viene impiegato quasi esclusivamente per il reinnesto, nel caso cioè in cui sia necessario 

sostituire la varietà originaria. È una soluzione valida, alternativa al reimpianto, che permette alla pianta 

di rientrare in produzione l'anno successivo e consente di risparmiare tempo e denaro 

L'innesto a spacco era molto pratica- 
to in passato, quando i vigneti veniva- 
no realizzati mettendo a dimora il selva- 
tico, o «piede americano», ed innestan- 
dolo solo in un secondo momento. Do- 
po la diffusione delle barbatelle innesta- 
te, l'innesto a spacco viene impiegato 
solo per il reinnesto praticato per la so- 
stituzione del vitigno scelto al momento 
dell'impianto. 

Il reinnesto si propone come unica e 
valida alternativa al reimpianto del vi- 
gneto, sia in termini economici che in 
termini di risparmio di tempo, dato che 
consente di sfruttare un apparato radica- 
le già sviluppato e di tornare a produrre 
già l'anno successivo all'intervento, evi- 
tando la fase giovanile della pianta. • 

SI ESEGUE ENTRO 
LA FINE DI FEBBRAIO 

L'innesto a spacco viene eseguito du- 
rante il periodo di riposo vegetativo, ver- 
so la fine- dell' inverno ma comunque an- 
ticipando il pianto, la fase cioè che si 
contraddistingue per l'emissione di lin- 
fa dai tagli di potatura. Per cautelarsi nei 
confronti di inverni particolarmente mi- 
ti e di possibili riprese vegetative antici- 
pate è consigliabile eseguirlo, nel cen- 
tro-nord Italia, entro la fine di febbraio. 

Considerata l'epoca di intervento, 
qualora l'innesto a spacco non vada a 
buon fine, rimane comunque la possibi- 
lità di ripiegare sugli innesti erbaceo e 
semi legnoso, innesti che si eseguono 
durante il periodo primaverile sfruttan- 
do i germogli sviluppatisi dal tronco. 

LA PREPARAZIONE 
DELLA VITE DA INNESTARE 

La preparazione della vite da innesta- 
re (il cosiddetto «soggetto») prevede che 
il tronco sia capitozzato (tagliato) a cir- 
ca 50 centimetri dal suolo (1), utilizzan- 
do una sega o i forbicioni da potatura. 

Se il diametro del tronco è di almeno 
quattro centimetri, viene eseguito un ta- 
glio orizzontale al fine di inserire due 
marze. Con diametri inferiori, che con- 




26 



FRUTTETO - VIGNETO E CANTINA 



VITA IN CAMPAGNA 2/2009 




sentono l'inserimento di una sola marza, 
si esegue dapprima un taglio obliquo al 
quale segue un taglio orizzontale che in- 
teressa la metà della sezione, in maniera 
tale da creare una superficie piana su cui 
viene ricavato lo spacco. La superficie di 
taglio, qualora vi siano delle irregolari- 
tà, viene rifinita tramite il ronchetto. 

Lo spacco, che deve essere verticale, 
deve interessare diametralmente la su- 
perficie di taglio fino ad una profondità 
di 5-6 centimetri e, a seconda del diame- 
tro del tronco, viene eseguito per mezzo 
di un ronchetto (2). di una roncola, di un 
fenditoio o di un grosso coltello; su que- 
sti ultimi due si agisce con un martello 
(2a) fino a farli penetrare ad una profon- 
dità uguale alla lunghezza del cuneo 
realizzato sulle marze (vedi più avanti). 

Perché lo spacco sia regolare e per- 
metta un corretto inserimento delle mar- 
ze, con perfetta adesione ai tessuti del 
/\ portinnesto, è necessario che la ca- 
^— ^ pitozzatura non venga effettuata in 
corrispondenza di un nodo. 

Al fine di evitare fenomeni di disidra- 
tazione nonché di imbrattamento delle 
superfici di taglio, la preparazione del 
soggetto deve essere eseguita immedia- 
tamente prima dell'innesto. 

LA PREPARAZIONE 
DELLA MARZA 

I tralci da cui saranno ricavate le mar- 
ze devono essere ben conformati e li- 
gnificati, prelevati da piante che nel cor- 
so della stagione vegetativa non abbia- 
no manifestato sintomi di malattie a ca- 
rico del legno. Il prelievo dei tralci può 
avvenire direttamente dalle piante madri 
al momento in cui viene eseguito l'inne- 
sto oppure in gennaio. In tal caso biso- 
gna aver cura di riporli in «conserva», 
ovvero in un ambiente buio e con tem- 
peratura costante di alcuni gradi sopra 
lo zero, preferibilmente avvolti in un fo- 
glio di plastica che li protegga dalla di- 
sidratazione (3). 



Tagliando 1-2 centimetri al di sopra di 
ogni nodo (4), da ciascun tralcio si rica- 
vano più marze, che nella parte inferiore, 
tramite due tagli convergenti, vengono 
conformate a cuneo in modo da poter es- 
sere inserite perfettamente nello spacco. 
È bene che ciascuna marza porti un'uni- 
ca gemma: l'esperienza dimostra che le 
marze con una gemma hanno una percen- 
tuale d'attecchimento maggiore rispetto 
alle marze con due o più gemme. Ciò può 
essere spiegato considerando che al mo- 
mento del germogliamento la saldatura 
non è completa, per cui il flusso di linfa 
potrebbe non essere sufficiente per sup- 
portare la traspirazione di due o più ger- 
mogli, con conseguente disidratazione e 
disseccamento della marza. 

I due tagli convergenti sono realizza- 
ti con il coltello da innesto o con il ron- 
chetto; in una mano si tiene la marza ben 
stretta tra pollice e indice, mentre con 
A l'altra si esegue il taglio, muoven- 
i— ^ do il coltello in avanti e non contro 
se stessi (5). Siccome per conformare e 
dimensionare correttamente la marza 
possono essere necessari più tagli, è be- 
ne che il coltello o il ronchetto siano 
adeguatamente affilati, in modo da poter 
«affettare» (6) il legno. 

I tagli devono essere eseguiti nei due 



piani perpendicolari a quello in cui è in- 
serita la gemma (7), di modo tale che, 
una volta inserita la marza nello spacco, 
la gemma sia rivolta verso l'esterno (8); 
inoltre, la lunghezza del cuneo realizza- 
to deve essere uguale alla profondità del- 
lo spacco, in modo tale da riempirlo e far 
sì che il cambio [1] della marza coincida 
con quello del portinnesto. 

Quando nello spacco vengono inseri- 
te due marze, queste devono obbligato- 
riamente avere dimensioni praticamente 
identiche, poiché se una fosse più gran- 
de impedirebbe all'altra di aderire ai tes- 
suti del soggetto. 

L'INSERIMENTO DELLE MARZE 
NEL SOGGETTO 

Avendo cura di non toccare le superfi- 
ci di taglio, la marza viene inserita nella 
parte esterna della fenditura (9), in ma- 
niera da far coincidere le cortecce della 
marza e del portinnesto e conseguente- 
mente i loro cambi; tramite colpi delica- 
ti, portati con le forbici da potatura chiu- 
se (10), la marza viene spinta in profon- 
dità e portata in posizione. 

Se l'innesto è eseguito a regola d'ar- 
te le marze rimangono perfettamente in 
posizione, strette nella fenditura del sog- 




VITA IN CAMPAGNA 2/2009 



FRUTTETO - VIGNETO E CANTINA 



27 




getto (11). Per garantire che le marze 
non si muovano, si può eseguire comun- 
que una legatura circolare attorno all'in- 
nesto con plastica grossa o rafia. 

LA PROTEZIONE DELL'INNESTO 

È fondamentale proteggere l'innesto 
dalla disidratazione, evitando nel con- 
tempo di impermeabilizzarlo, dato che 
deve essere garantito lo spurgo della lin- 
fa che fuoriesce dalle superfici di taglio al 
momento del pianto. Il taglio superiore 
delle marze viene quindi cosparso di ma- 
stice (12), catrame o cera, dopodiché l'in- 
nesto viene avvolto con un manicotto di 
plastica, che ingloba sia la fenditura del 
soggetto che le estremità delle marze. Il 
manicotto, realizzato generalmente con 
plastica grossa o con un pezzo di mani- 
chetta usata, viene tenuto in posizione da 
una ulteriore legatura eseguita apposita- 
mente o da un'unica legatura che fissi sia 
il manicotto che l'innesto sottostante 
(13). Il manicotto a questo punto viene 
riempito di sabbia, che si fa cadere con 
delicatezza evitando di pigiarla eccessi- 
vamente (14), fino a coprire le estremità 
superiori delle marze (15). La sabbia as- 
solve il compito di proteggere l'innesto 
sia dalle basse temperature che dalla disi- 
dratazione; è inoltre di fondamentale im- 
portanza anche per rallentare lo sviluppo 
della gemma della marza, impedendo che 
possa schiudersi prima dell'attecchimen- 
to e quindi prima che sia garantito il flus- 
so di linfa dal portinnesto. In quest'ulti- 
mo caso la conseguenza sarebbe la rapi- 
da disidratazione del germoglio e il suo 
inevitabile disseccamento. 

LE CURE ALL'INNESTO 

A differenza degli innesti primaverili, 
l'innesto a spacco non necessita di cure 
particolari. Nel corso della stagione vege- 
tativa è consigliabile legare a più riprese 
il germoglio ad un tutore, tipo canna o 
tondino di ferro (16), in modo da evitare 
che possa essere stroncato dal vento, il 
che vanificherebbe il lavoro eseguito. 

La protezione di plastica viene ri- 
mossa solamente nell'inverno successi- 
vo a quello della realizzazione dell'in- 
nesto, e vengono così messi in evidenza 
l'ingrossamento originatosi in seguito 
alla formazione del callo cicatriziale 
nonché le numerose piccole radici che 
si sviluppano sotto alla protezione (17), 
radici che scompariranno nel corso del- 
la stagione vegetativa successiva (18). 

Riccardo Castaldi 

[1] Cambio (o zona generatrice): fascia 
sottile di tessuto che genera verso l'ester- 
no la corteccia e verso l'interno il legno. 



28 



FRUTTETO - VIGNETO E CANTINA 



VITA IN CAMPAGNA 2121»! 



Castagno: le principali malattie 
causate da funghi e gli insetti parassiti 

Normalmente considerato una pianta rustica e rubusta, il castagno è in realtà soggetto a numerose 

avversità, alcune delle quali introdotte da altri continenti. Le malattie fungine più pericolose sono 

il cancro corticale e il mal dell'inchiostro, mentre fra i diversi insetti che possono colpire questa specie, 

l'ultimo in ordine di tempo, arrivato nei nostri ambienti nel 2002, è il cinipide del castagno 

Concludiamo questa serie di articoli 
sulla coltivazione del castagno trattando 
l'argomento delle malattie causate da 
funghi e degli insetti parassiti che posso- 
no arrecare danni alla coltura. 

Nei nostri ambienti diverse malattie 
condizionano i riscontri produttivi e lo 
sviluppo vegetativo delle piante di casta- 



gno. La conoscenza dei cicli biologici dei 
parassiti e delle cause che favoriscono 
l'insorgere delle malattie permette l'at- 
tuazione delle opportune strategie di lot- 
ta nel pieno rispetto degli equilibri natu- 
rali che caratterizzano gli ambienti inte- 
ressati alla coltivazione di questa specie. 

LE MALATTIE FUNGINE 

1) Cancro corticale. È la malattia del 
A. castagno di gran lunga più temibile 
^—^ e diffusa: non esiste area di coltiva- 
zione che non ne sia colpita. 

Si manifesta sin dai primi anni di col- 
tivazione della pianta con arrossamenti 
della corteccia, seguiti dalla comparsa di 
depressione, fessurazione e sfaldamento 
della zona colpita. 

Il fungo agente della malattia (Cry- 
phonectria parasìtica) può attaccare tut- 
te le parti fuori terra della pianta, ma il 
danno più grave si ha quando la malattia 
si instaura nelle porzioni basse del tron- 
co e, causando il blocco del flusso linfa- 
tico sull'intera circonferenza del fusto, 
provoca rapidamente la morte per dis- 
seccamento del castagno colpito. 

L'ingresso del parassita è agevolato 
dalla presenza di ferite naturali o indot- 
te nella corteccia: il ristagno di umidità 
e le pratiche errate di coltivazione ne 
amplificano l'azione. 

Non esistono specie o varietà di ca- 
stagno che possano definirsi immuni dal 
cancro corticale, per quanto lo sviluppo 
del fungo avvenga con tempi diversi a 
seconda delle varietà colpite: il gruppo 
delle castagne e dei marroni di origine 
europea mostra un'elevata sensibilità al 
cancro corticale (la varietà più tolleran- 
te è la Belle Epine), mentre il gruppo dei 
castagni ibridi euro-giapponesi (in par- 
ticolare la varietà Bouche de Betizac) 
evidenzia un'elevata tolleranza [1] nei 
confronti della malattia. 

Le difese sono per lo più di ordine 




Cancro corticale. I-Gravi conseguenze del cancro su una pianta di castagno. la-Can- 
cro ipovirulento (forma meno aggressiva e non mortale della malattia): ci sono le con- 
dizioni per la cicatrizzazione degli strati profondi lesionati ed il conseguente ripristi- 
no della funzionalità della corteccia 



preventivo. Si consiglia di impalcare le 
piante ad un'altezza non inferiore ai 2- 
2,5 metri da terra, perché l'esposizione 
diretta al sole limita l'instaurarsi della 
malattia eliminandone le condizioni pre- 
disponenti (periodi prolungati di umidi- 
tà sulla vegetazione). 

È fondamentale disinfettare con co- 
stanza le ferite provocate con gli inter- 
venti di potatura e le fratture del legno 
legate a cause naturali con ossicloruro di 
rame-20 (bio, non classificato) alla dose 
di 100 grammi per litro d'acqua. 

Gli interventi di potatura per la for- 
mazione della chioma delle giovani pian- 
te devono essere tempestivi e garantire la 
rimozione dei rami in sovrannumero non 
oltre il secondo anno di crescita per non 
produrre cicatrici da taglio troppo estese 




2-Mal dell'inchiostro. Sintomi 
del mal dell 'inchiostro sotto 
la corteccia di un castagno 



e di difficile rimarginazione. 

Il legno colpito dalla malattia si deve 
asportare, tagliandolo dalla pianta al di 
sotto del limite inferiore dell'area infet- 
ta, e allontanare dal castagneto. La pian- 
ta va mantenuta in buone condizioni di 
crescita attraverso la somministrazione 
di fertilizzanti ed acqua di irrigazione, 
dove ciò sia possibile. 

Negli ultimi decenni si sono diffusi 
nei castagneti alcuni tipi anomali di can- 
cro, meno invasivi e non letali (ceppi 
«ipovirulenti», cioè a bassa virulenza), 
la cui azione tende a bloccare lo svilup- 
po del fungo agente del cancro. L' ipovi- 
rulenza, ovvero la capacità della pianta 
di risanare le ferite provocate dal cancro 
sulla corteccia, una volta presente nel 
frutteto, tende a diffondersi alle altre 
piante malate in modo naturale, garan- 
tendo nel tempo un miglioramento delle 
condizioni sanitarie dell'impianto. 

Sono in vendita alcuni prodotti a base 
di ceppi ipovirulenti di Cryphonectria - 
ad esempio Cryphon della ditta Elep [2] - 
che vanno somministrati nei mesi di mag- 
gio e giugno con applicazioni locali sulle 
parti del tronco colpite dalla malattia. 

2) Mal dell'inchiostro. L'agente dei- 
TV la malattia è il fungo Phytophthora 
*■ — ^ cambivora, presente nel suolo dei 
castagneti di antica formazione. La causa 
predisponente l'attacco è l'alternanza per 
lunghi periodi di aridità e ristagno d'ac- 
qua al piede della pianta; il fungo coloniz- 
za dapprima le radici fini del castagno, per 



VITA IN CAMPAGNA 2/200'ì 



FRUTTETO - VIGNETO E CANTINA 



29 



risalire successivamente, attraverso le ra- 
dici maggiori, fino alla base del tronco su 
cui si manifesta con lingue irregolari e an- 
nerite al di sotto della corteccia. 

L'esito è la morte, più o meno rapida 
a seconda dell'età, del castagno colpito 
che manifesta improvvisi disseccamenti 
fogliari nel periodo estivo, momento in 
cui la richiesta d'acqua per il sostenta- 
mento dell'attività fogliare è massima. 

L'utilizzo di principi attivi ad attività 
fungicida, per quanto possibile, non è 
consigliabile per la scarsa efficacia nel- 
l' eradicare la malattia: è possibile solo 
rallentarne lo sviluppo (azione fungista- 
tica), ma il ripresentarsi di condizioni 
favorevoli alla crescita del fungo causa 
comunque la perdita della pianta.. 

Anche in questo caso si deve operare 
in termini preventivi rimuovendo le cau- 
se che possono scatenare la malattia: 
evitare il ristagno d'acqua alla base del- 
le piante attraverso una preparazione at- 
tenta del terreno prima dell'impianto, 
come indicato nella seconda puntata 
(vedi n. 10/2008 a pag. 24); mantenere 
in buona efficienza produttiva le piante 
attraverso puntuali cure colturali (pota- 
ture, concimazione, irrigazione); fare in 
modo che non si verifichino le condizio- 
ni negative legate all'accumulo delle fo- 
glie e dei ricci alla base del tronco. 

Gli ibridi eurogiapponesi mostrano 
una maggior tolleranza alla malattia ri- 
spetto alle varietà europee. 

3) Ruggine delle foglie (o fersa o an- 
tracnosi). La malattia è causata dal fun- 
go Mycosphaerella maculiformìs e si 
manifesta con piccole macchioline scu- 
re a margine irregolare che si formano 
sul lembo fogliare. 

Se l'andamento stagionale risulta par- 
ticolarmente piovoso e umido nei mesi 
primaverili ed estivi si può verificare una 
precoce defogliazione della pianta con 
perdita di frutti. Le varietà di castagno 
europeo sono sensibili alla malattia, i 
castagni ibridi eurogiapponesi mostrano 




*■■— mi HH1IB 

3-Ruggine delle foglie. La ruggine (o 
fersa o antracnosi) si manifesta sulle fo- 
glie con piccole macchie scure dai con- 
torno irregolare 




4-Nerume dei frutti. In seguito all'at- 
tacco del fungo Ciborio batschiana la 
polpa assume un colore dapprima gri- 
gio scuro e successivamente nero 

invece un 'elevata tolleranza. 

Su piante giovani, l'infezione può es- 
sere controllata mediante l'impiego di 
prodotti fungicidi a base di rame con 
trattamenti a cadenza mensile (maggio- 
giugno-luglio); ad esempio si può im- 
piegare ossicloruro di rame-20 (bio, non 
classificato) alla dose di 400 grammi per 
ettolitro d'acqua. 

4) Nerume dei frutti. Il fungo agente 
della malattia è Ciborio batschiana che si 
localizza all'interno del seme. In seguito 
all'attacco del fungo la polpa assume un 
colore dapprima grigio scuro, quindi ne- 
ro; esternamente il frutto non mostra sin- 
tomi evidenti della malattia, se non per il 




5-Tortrice precoce. 

Pammene fasciano, nini 15. di apertura 
alare, è diffusa al sud e centro Italia 



6-Tortrice intermedia. 

Cydia fagiglandana, min 19 di apertura 
alare, è diffusa al sud e centro Italia 





Mag. 


Giù. 


Lug. 


Ago. 


Set. 


Ott. 






Mag. 


Giù. 


Lug. 


Ago. 


Set. 


Ott. 


Larva 






t 


t 






Larva 








t 






Adulto 














Adulto 














Le frecce indicano il momento dei trattamenti 


La freccia indica il momento dei trattamenti 



fatto che la buccia presenta un colore leg- 
germente più scuro della norma. 

Per prevenire la diffusione della ma- 
lattia si consiglia di non lasciare a lungo 
i frutti a terra dopo la caduta, di provve- 
dere alla curatura in acqua del raccolto 
(vedi quinta puntata, n. 1/2009, a pag. 
38) e di conservare le castagne, dopo la 
curatura, in un luogo fresco ed asciutto. 

GLI INSETTI PARASSITI 

5-6-7) Carpocapsa (tortrice) o ver- 
me dei frutti. Nelle aree di coltivazione 
del castagno sono reperibili tre lepidot- 
teri (farfalle) la cui azione provoca la di- 
struzione del frutto. 

L'adulto della tortrice precoce (Pam- 
mene fasciano) (5) è una farfallina con 
apertura alare di 15 mm che presenta sul- 
le ali anteriori una macchia biancastra 
contornata da tre macchie nere. L'adulto 
fa la sua comparsa in epoca precoce (dal- 
la fine di maggio a settembre, con un pic- 
co nella seconda decade di giugno), de- 
pone le uova sulla pagina inferiore delle 
foglie e le larve che ne nascono si nutro- 
no prima delle foglie, quindi dei piccoli 
ricci e frutti in via di accrescimento. 

Provoca la distruzione delle castagne 
in via di formazione e la caduta anticipa- 
ta dei ricci. L'attività dell'insetto è segna- 
lata dalla presenza di rasura (escrementi 
granulali) visibili all'esterno del riccio. 

La larva può colpire più ricci prima di 
formare il bozzolo al di sotto della cortec- 
cia dei castagni, dove rimane in pausa fi- 
no all'anno successivo. L'insetto è diffu- 
so principalmente al sud e centro Italia. 

La tortrice intermedia {Cydia fagi- 
glandana) (6) è caratteristica delle zone 
più aride ed in particolare delle coltiva- 
zioni dell'Italia centro-meridionale; ha 
dimensioni maggiori della precedente 
(19 mm di apertura alare nell'insetto 
adulto) ed è di colore giallo aranciato. 

Gli insetti adulti sono visibili a partire 
da luglio fino ai primi di settembre, con 
un picco verso la metà di agosto, e de- 
pongono le uova sui ricci; le larve scava- 
no gallerie all'interno della polpa del 
frutto di cui si nutrono. Il riccio coi frutti 
bacati giunge comunque a maturazione e 
le larve riparano nel suolo sottostante le 
piante prima della caduta dei frutti. 

La tortrice tardiva (Cydia splendano) 
(7) presenta ali di colore grigio screziato 
con una macchia gialla bordata di nero. 
Il volo degli adulti avviene dall'inizio 
del mese di agosto alla seconda metà di 
settembre, con un picco nella terza deca- 
de di agosto. Dalle uova deposte sotto il 
lembo fogliare e sul peduncolo del riccio 
fuoriescono le larve che si nutrono della 
polpa delle castagne in via di maturazio- 
ne, svuotandone il contenuto. 

Durante il periodo di crescita, che du- 



30 



FRUTTETO - MONETO E CANTINA 



VITA IN CAMPAGNA 2/2009 



ra un mese, la larva è in grado di attacca- 
re più frutti. A maturità si apre un foro di 
uscita dalla castagna e va ad impuparsi 
nel terreno. L'insetto è diffuso in tutte le 
zone di coltivazione del castagno. 

Questi tre insetti possono causare, 
congiuntamente o singolarmente, perdite 
di produzione che variano tra il 5%, in ca- 
so di attacco lieve, fino al 30-40%, nei ca- 
si più gravi. I metodi di lotta contro que- 
sti temibili parassiti sono molteplici: 

- raccolta tempestiva di tutte le castagne 
cadute al suolo, successiva attenta cerni- 
ta dei frutti ed eliminazione del prodotto 
bacato mediante combustione, oppure 
somministrazione dello stesso come ali- 
mento fresco per gli animali domestici 
(conigli, maiali, cavalli, ecc.); 

- stesura di reti a maglie molto fini sot- 
to la chioma di piante isolate con produ- 
zioni di pregio allo scopo di prevenire 
l'interramento delle larve nel terreno; 

- interventi insetticidi con prodotti a ba- 
se di thiacloprid-40,4 (Calypso della 
Bayer Cropscience, nocivo, tempo di si- 
curezza 14 giorni), alla dose di 25 mi per 
100 litri d'acqua a partire dalla metà di 
luglio, effettuando tre interventi distan- 
ziati di 20 giorni, oppure con spinosad- 
11,6 (ad esempio Success della Bayer 
Cropscience, o Conserve SC distribuito 
da Azf Agricoltura, Greenlogy, Kollant, 
Verde Vivo, ambedue bio, non classifi- 
cato, tempo di sicurezza 14 giorni), alla 
dose di 100 mi per 100 litri d'acqua, ef- 
fettuando al massimo tre interventi, uno 
ogni 30 giorni, a partire da metà luglio. 
fjÉÉj Coloro che praticano la coltivazio- 
, v?5 / ne del castagno secondo il metodo 
dell'agricoltura biologica possono im- 
piegare Io spinosad, con le modalità pri- 
ma indicate, oppure il Bacillus thurin- 
giensis var. kurstaki (bio, non classifica- 
to), alla dose di 150 grammi per 100 litri 
d'acqua, effettuando tre interventi, uno 
ogni 30 giorni a partire da metà luglio. 

8) Balanino o punteruolo (Curculio 
elephas). Il balanino è un piccolo co- 
leottero di colore grigio-giallastro le cui 
femmine presentano una prominenza 
molto sviluppata del capo (rostro) grazie 
alla quale scavano gallerie all'interno 
del riccio per poi depone le uova. 

Gli adulti fanno la loro comparsa nei 
mesi di luglio, agosto e settembre e si nu- 
trono dei piccoli frutti in via di formazio- 
ne che scavano col rostro. Dopo l'accop- 
piamento le femmine depongono un uovo 
per riccio; ne fuoriesce una larva bianca, 
carnosa, tozza, che assume una forma ar- 
cuata a «C» e che si nutre della polpa del- 
le castagne fino al mese di ottobre: dopo 
esce dal frutto e si impupa nel terreno. 

La lotta si basa sulla raccolta tempe- 
stiva dei frutti, la cernita e la distruzione 
dei frutti colpiti dall'insetto come indi- 




7-Tortrice tardiva. Cydia splendano, 
mm 16-19 di apertura alare, è diffusa in 
tutte le zone di coltivazione del castagno. 
la-Danni e larva (mm 12-16, vedi frec- 
cia) di Cydia splendano. 





Giù. 


Lug. 


Ago. 


Set. 


Ott. 


Nov. 


Larva 








t 






Adulto 














La freccia indica il momento dei trattamenti 




8-Balanino. Adulti del balanino: femmi- 
na (a sinistra, mm 10) e maschio (a de- 
stra, mm 6). Sa-La larva (mm 15, vedi 
frecce) assume una caratteristica forma 
arcuata, a «C», e si nutre della polpa del- 
le castagne svuotandone il contenuto 

cato in precedenza per le tortrici. 

Gli interventi possono essere effettuati 
con prodotti a base di etofenprox-15 (ad 
esempio Scatter della Bayer Cropscience 
o Trebon Star della Sipcam o Big Star del- 
la Ital-Agro, tutti classificati come irritan- 
te, tempo di sicurezza 14 giorni), alla do- 
se di 100 mi per 100 litri d'acqua. 




9-Afide nero. Le colonie di questo afide 
(mm 2-3) si dispongono sui rami in ca- 
ratteristici manicotti di colore scuro 



8a: 






Giù. 


Lug. 


Ago. 


Sci. 


Ott. 


Nov. 


Larva 








f 






Adulto 














La freccia indica il momento dei trattamenti 





Apr. 


Mag. 


Giù. 


Lug. 


Ago. 


Set. 


Adulto 














Si effettua l'eliminazione manuale dei manicotti 



Jji&Gli interventi secondo il metodo 
V--' dell'agricoltura biologica prevedo- 
no l'impiego di Beauveria bassiana (Na- 
turalis della Intrachem Bio Italia, bio, 
non classificato), alla dose di 500 mi per 
100 litri d'acqua, con un trattamento da 
fare al terreno prima dell'impupamento 
delle larve (ottobre). 

9) Afide nero (Lachnus roboris). La 
presenza di manicotti di colore scuro su 
giovani rami o polloni segnala l'infesta- 
zione dell'afide nero. Le sue colonie non 
creano particolari problemi allo sviluppo 
della pianta ed in genere non necessitano 
di interventi fitosanitari. È possibile elimi- 
nare i manicotti di afidi manualmente con 
la protezione di un guanto. 

10) Cinipide del castagno (Dryoco- 
smus kuriphilus). E un insetto di origine 
cinese, introdotto in Italia nel 2002 e che 
è segnalato in molte nostre regioni. Si 
tratta di un piccolo imenottero (vespa) 
che provoca la formazione di galle (pic- 
coli ingrossamenti semisferici) a carico 
delle gemme, delle foglie e degli fiori 
maschili (amenti) del castagno. 

Dalle galle, nel periodo compreso 



VITA IN CAMPAGNA 2/2009 



FRUTTETO - VIGNETO E CANTINA 



31 




10-Cinipide del castagno. Adulto, mil- 
limetri 5. IOa-Questo imenottero provo- 
ca la formazione di galle, indicate dalle 
frecce, sulle gemme, sulle foglie e sui 
fiori maschili (amenti) impedendo l'ac- 
crescimento del germoglio 

fra la prima decade di giugno e l'inizio 
di agosto, fuoriescono le femmine alate 
che vanno a deporre le uova sulle gem- 
me di nuova formazione. Le femmine 
- non si nutrono, depongono su più gem- 
me e dopo pochi giorni muoiono. 

Nel corso dell'estate dalle uova fuo- 
riescono le larve che si sviluppano mol- 
to lentamente all'interno delle gemme 
senza che queste mostrino alcun sinto- 
mo estemo della presenza dell'insetto. 
In primavera il rapido sviluppo delle lar- 
ve coincide con la comparsa delle galle 





Mag. 


Giù. 


Lug. 


Ago. 


Set. 


Ott. 


Larva 














Adulto 














Non si effettuano trattamenti (vedi testo) 



La clorosi ferrica: un problema molto frequente 

La manifestazione più evidente della clorosi è V ingiallimento della pagina fo- 
gliare che inizia in prossimità delle nervature per estendersi poi verso il mar- 
gine fogliare, fino a provocare il disseccamento anticipato dell'intera foglia. 
La pianta subisce un blocco significativo nel! 'accrescimento e nei casi più gra- 
vi si può arrivare alla morte; questa condizione non si modifica se non si inter- 
viene a correggere le cause che hanno generato la clorosi. 
Non si tratta di una malattia, ma del manifestarsi di stati di sofferenza per il 
mancato assorbimento di determinati minerali (ferro, in particolare) necessa- 
ri al normale sviluppo della pianta e che sono scarsamente disponibili in quei 
terreni dove sia presente il calcare attivo. Come ricordato nella prima puntata 
(vedi n. 9/2008, a pag. 24), la coltivazione del castagno è possibile solo nei ter- 
reni a reazione acida o leggermete acida (pH compreso tra 4,5 e 6,7); laddove 
il terreno denunci un valore di pH di poco superiore è possìbile prevenire l 'in- 
sorgenza della clorosi ferrica con somministrazioni di solfato ferroso o chela- 
ti di ferro (ad esempio Sequestrare) ripetute mensilmente a partire dal mese di 
febbraio fino a giugno alle seguenti dosi: 

- piante fino al 5° anno: 50 grammi (due cucchiai da cucina colmi) per pianta 
distribuendo il prodotto sul terreno umido a partire da 40 cm dal tronco per un 
raggio di 1,5 metri; 

—piante dal 5° al 10° anno: 150 grammi (6 cucchiai da cucina colmi) per pian- 
ta distribuendo il prodotto sul terreno umido a partire da 40 cm dal tronco per 
un raggio di 2,5 metri; 
—piante adulte: 250 grammi per pianta di- 
stribuendo il prodotto sul terreno umido a 
partire da 80 cm dal tronco per un raggio 
di 4 metri. 

Foglia di castagno normale (a sinistra) 

e foglia che evidenzia chiari sintomi 

di clorosi fenica (a destra) 





sulle gemme ed il ciclo riprende. 

I danni derivanti dalla presenza del 
cinipide possono essere rilevanti in 
quanto l'insetto blocca la crescita delle 
gemme, provoca un netto calo nella pro- 
duzione dei frutti (nei casi più gravi fino 
al 60% in meno) ed un deperimento ge- 
nerale della pianta. 

Non vi sono principi attivi utili a con- 
trastare questo parassita; l'unica forma 
di lotta possibile consiste nell'introdu- 
zione di un insetto suo limitatore natura- 
le (iperparassita), il Torymus sinensis 



lOb 

Wb-Adulto di Torymus sinensis (min 2,5- 
3), V imenottero utile per il controllo del ci- 
nipide del castagno in quanto si nutre del- 
le sue larve. Alla sua introduzione e diffu- 
sione nelle aree castanicole provvedono i 
Servizi fitosanitari delle Regioni 

(vedi foto lOb), che si nutre delle larve 
del cinipide. All'introduzione e diffusio- 
ne dell'insetto utile provvedono i Servi- 
zi fitosanitari delle Regioni. 

Nel corso di questi anni è stato possibi- 
le valutare la buona tolleranza agli attac- 
chi del cinipide di alcune varietà: risulta- 
no asintomatiche (non presentano, cioè, 
alcuna formazione di galle e danno vege- 
tativo) le varietà ibride euro-giapponesi 
Bouche de Betizac e Primato, la castagna 
europea Belle Epine, la maggioranza del- 
le varietà di castagno giapponese (Casta - 
nea crenata) come Tanzawa, Ginyose, ecc. 

Guido Bassi 

[1] Tolleranza: possibilità da parte di 
una pianta di sopportare l'attacco di uno 
specifico parassita (la pianta riesce a ve- 
getare e produne sebbene si sia verifica- 
to l'attacco). 

[2] Il prodotto Cryphon, a base di cep- 
pi ipovirulenti di Ciyphonectria, viene 
prodotto su ordinazione dalla ditta Elep 
-Via Merendi, 6/8 - 20010 Cornaredo 
(Milano) -Tel. 02 9363163. 

Puntate pubblicate. 

• Il longevo e generoso castagno e le 
sue migliori varietà (n. 9/2008). 

• Il castagno: dalla preparazione del ter- 
reno al trapianto a dimora (n. 10/2008). 

• L'importanza dell'innesto nell'im- 
pianto e nella gestione del castagneto 
(n. 11/2008). 

• Castagno: le principali cure di colti- 
vazione da riservare al nuovo impianto 
(n. 12/2008). 

• Castagno: dalla raccolta alla «cura- 
tura» per conservare più a lungo i frut- 
ti (n. 1/2009). 

• Le avversità, le malattie fungine e gli in- 
setti che insidiano il castagno (n. 2/2009). 

Fine 

: CONTROLLO INDIRIZZI AL 12-1-2007 



32 



FRUTTETO - VIGNETO E CANTINA 



VITA IN CAMPAGNA 2/21)09 



Risposte ai lettori 



COSA SIGNIFICANO I NUMERI 

CHE COMPAIONO DOPO I NOMI 

DEGLI ANTIPARASSITARI 

E DEI CONCIMI? 

Negli artìcoli pubblicati su Vita in 
Campagna, quando indicate un prodotto 
per gli interventi fitosanìtarì o per la con- 
cimazione questo è sempre accompagna- 
to da uno o due numeri, ad esempio: bi- 
tertanolo-46, zolfo bagnabile-80, nitrato 
ammonico-26, solfato dì potassio-50. 
Qua] è il significato di tali numeri? 

Lucio Faggian 
S. Donato Milanese (Milano) 

Il numero che compare affiancato 
agli antiparassitari consigliati su Vita in 
Campagna indica il contenuto percen- 
tuale della sostanza attiva dei più comu- 
ni formulati commerciali. Consigliando, 
ad esempio, ossicloruro di rame-20, in- 
tendiamo un prodotto contenente il 20% 
di rame. 

Per la medesima sostanza attiva in- 
fatti possono essere disponibili formula- 
ti commerciali con diverse percentuali 
della suddetta. In base al contenuto di 
sostanza attiva varia conseguentemente 
la dose d'impiego del prodotto commer- 
ciale e a parità di contenuto di sostanza 
attiva, in base al tipo di formulazione 
(ad esempio polvere, granuli idrodisper- 



sibili, sacchetti idrosolubili, emulsione 
concentrata, sospensione concentrata, 
liquido microincapsulato, ecc.) cambia 
spesso la classificazione tossicologica. 

Quando sono disponibili diversi for- 
mulati commerciali della medesima so- 
stanza attiva, vengono consigliati quelli 
meno tossici («non classificato»), che 
portano in etichetta la dicitura «Atten- 
zione! Manipolare con prudenza». 

Analogamente, nei concimi il nume- 
ro posto dopo il nome indica la percen- 
tuale di elemento minerale utile conte- 
nuto nel prodotto: il nitrato ammonico- 
26 contiene il 26% di azoto, il solfato di 
potassio-50 contiene il 50% di potassio, 
il concime composto NPK 8-24-24 con- 
tiene l'8% di azoto (N) e il 24% di fosfo- 
ro (P) e di potassio (K), e cosi via. (Aldo 
Pollini) 

IL REINNESTO DI PIANTE 

ADULTE DI MELO 
PER CAMBIARE VARIETÀ 

Possiedo un frutteto familiare di 60 
diverse piante da frutto, fra cui una de- 
cina di meli di circa 10 anni dì età. Vor- 
rei sostituire alcune varietà di questi 
meli con altre che soddisfano meglio i 
mìei gusti. Vi chiedo se convenga fare 
uno o più innesti sulle piante esistenti o 
se invece sia preferibile sradicare e so- 
stituire le piante non gradite. 

Enrico Biagio iti 
Calenzano (Firenze) 



NON SI FA COSI 



Visto in campagna 

Q SI FA COSÌ 




La corretta installazione degli irrigatori nell'actinidieto. Non si fa così: 
quando installate un impianto di irrigazione per V actinidia non ponete gli irri- 
gatori statici o dinamici in prossimità delle piante, poiché potrebbero infuturo 
creare dei problemi. Fintanto che le piante sono giovani trarranno sicuramente 
vantaggio da una irrigazione così ravvicinata, ma diventando adulte il tronco 
si ingrosserà e un 30-50% di acqua si fermerà contro il fusto, mantenendo co- 
stantemente bagnato il terreno ai piedi dell'albero; ciò innescherà gravi malat- 
tie come lafitoftora o provocherà marciumi per asfissia radicale. Si fa così: in- 
stallate quindi gli irrigatori a metà tra una pianta e l 'altra avendo cura nelle 
piante in allevamento dì tenere le astine di calata degli irrigatori più lunghe, ac- 
corciandole poi quando le piante entrano in produzione. (Giovanni Rigo) 




Reinnesto di una pianta di melo 

mediante innesto a corona effettuato 

direttamente sul fusto 

Il melo è una specie da frutto che ben 
si adatta al reinnesto di piante adulte e 

©quindi, nel caso del lettore, è 
senz'altro possibile procedere a 
questa pratica. 

Si sconsiglia l'intervento solo se si no- 
ta la presenza di attacchi parassitali sulla 
porzione di fusto che rimarrà sotto l'inne- 
A. sto. Qualora vi siano insediati can- 
<— ^ cri rameali, carie del legno o larve 
di insetti xilofagi (cioè che si cibano del 
legno, ad esempio il rodilegno rosso) è 
consigliabile estirpare gli alberi anziché 
reinnestarli poiché questi parassiti po- 
trebbero facilmente diffondersi sui nuo- 
vi rami compromettendo in tal modo il 
regolare ed uniforme sviluppo della nuo- 
va chioma. 

Il reinnesto va fatto in fase di ripresa 
vegetativa, da marzo ad aprile: in marzo 
si può innestare «a triangolo», mentre 
in aprile «a corona»; ambedue i tipi di 
innesto sono validi. 

Se il diametro del fusto è modesto, al- 
l'incirca 5-6 centimetri, l'innesto può es- 
sere fatto sul fusto stesso all'altezza desi- 
derata per la costituzione delle nuove 
branche. Se il fusto ha un diametro mag- 
giore si possono eseguire più innesti per 
albero, intervenendo sulle branche capi- 
tozzate poco sopra il punto di inserzione. 

Su ogni sito di innesto vanno messe 
da due a quattro marze a seconda del 
diametro del fusto. 

Le tecniche di esecuzione di questi ti- 
pi di innesto sono state descritte nella 
«Guida illustrata alla propagazione delle 
piante da frutto e della vite», supplemen- 
to al n. 2/2007. (Giovanni Comerlati) 

PERE IN CONSERVAZIONE 

COLPITE DA «MARCIUME 

DELIQUESCENTE» 

Vi invio una foto che ritrae una pera 
Kaiser affetta da una malattia per me 
ignota e quindi incurabile. L'intera pro- 
duzione posta in conservazione è stata 
inesorabilmente colpita in settembre. Di 
che cosa si tratta e che cosa posso fare? 

Gabriele De Marco 
Omignano Stazione (Salerno) 



VITA IN CAMPAGNA 2/2009 



FRUTTETO - VIGNETO E CANTINA 



33 



Nella foto che ci è stata inviata è ri- 
tratta una pera con un'ampia macchia di 
marciume, sintomo da collegare quasi 
certamente al fungo Mucor piriformis, 
responsabile del «marciume delique- 
scente». 

Più sensibili alla malattia sono le me- 
le delle varietà Golden Delicious e Red 
Delicious e le pere delle varietà Kaiser, 
Conference e Decana. 

Il fungo penetra nel frutto attraverso 
microscopiche lesioni causate in occasio- 
ne della raccolta e invade i tessuti interni, 
disgregandoli. La parte marcescente ten- 
de a rigonfiarsi e la buccia si spacca facil- 
mente alla minima pressione, mettendo a 
nudo una polpa deliquescente con odore 
di fermentato (di acido). Il liquido che 
fuoriesce dai frutti marcescenti imbratta 
e contamina quelli circostanti per cui, du- 
rante la fase di conservazione, le perdite 
possono raggiungere percentuali elevate. 

Per contenere lo sviluppo della ma- 
lattia è opportuno non danneggiare i 
frutti in occasione delle operazioni di 
raccolta, impiegare imballaggi lavati, 
evitare di raccogliere frutti bagnati o di 
immergerli in acqua dopo la raccolta. 




La foto, inviataci dai lettore, 

della pera con sintomi 
di «marciume deliquescente» 

Durante la conservazione i frutti van- 
no regolarmente controllati e quelli col- 
piti vanno prontamente allontanati per 
evitare che quelli adiacenti vengano 
contaminati. (Aldo Pollini) 

TRE LETTORI, UN SOLO 

PROBLEMA CON LE MELE: 

ECCESSO DI ACQUA 

Le mie mele hanno evidenziato la 
spaccatura visibile nella foto... 

Giuseppe Albanese 
Lissone (Milano) 

Cos'è successo quest'anno alle mie 
mele ? Vi allego le foto scattate in agosto. . . 

Giampiero Valoti 
Nembro (Bergamo) 



Le mie mele, prodotte da alberi che 
hanno più di cinquant'anni, presentano 
queste strane deformazioni... 

Ugo Rodes 
Cafasse (Torino) 

In tutti e tre i casi le mele riprese nelle 
foto che ci sono state inviate dai lettori 
presentano una profonda spaccatura. Que- 
sto fatto è conseguente ad un anormale e 
rapido accrescimento del frutto causato 
da un'eccessiva disponibilità di acqua so- 
praggiunta dopo un periodo di siccità. 




Diversi lettori ci hanno inviato foto di 
mele che presentano profonde spaccatu- 
re e deformazioni: sono la conseguenza 
di un 'eccessiva disponibilità di acqua 
dopo un periodo di siccità 

In seguito alla maggior velocità di 
accrescimento dei tessuti esterni rispet- 
to a quelli interni, si assiste allo stira- 
mento dei primi e conseguente compar- 
sa di una profonda spaccatura. Con il 
passare del tempo i tessuti lesionati ci- 
catrizzano, ma con lo sviluppo del frut- 
to rimane una cicatrice ben marcata. 

Per ridurre i rischi di comparsa del- 
l'alterazione è opportuno eliminare o 
contenere al minimo gli apporti di con- 
cimi azotati e ricorrere a moderate irri- 
gazioni di soccorso, qualora l'andamen- 
to stagionale sia siccitoso, in modo da 
ridurre gli effetti derivanti dagli sbalzi di 
disponibilità di acqua. (Aldo Pollini) 

GLI INNESTI DEL NOCE 
ATTECCHISCONO 
CON DIFFICOLTÀ 

Sono un vostro abbonato residente in 
Sicilia e vorrei sapere se nella mia zona 
è possibile innestare il noce, ed even- 
tualmente con quale tecnica e in quale 
periodo. 

Antonino Spada ro 
Modica (Ragusa) 

L'innesto del noce è piuttosto difficile 
perché per l'attecchimento della marza 
sono necessarie temperature elevate (in- 
torno ai 27 °C) e costanti per qualche 
giorno. Nel centro-nord si può essere sod- 



disfatti se si ottengono risultati di attec- 
chimento anche solo del 10%; percentua- 
li maggiori si possono avere invece nel 
meridione e più che mai in Sicilia. 

I tipi di innesto che possono dare i 
risultati migliori sono quello «a zufo- 
lo» (detto anche «ad anello») e quello 
«a corona», da eseguire in aprile-mag- 
gio, oppure quello «a pezza», da effet- 
tuare in agosto. Quest'ultimo può defi- 
nirsi innesto «a gemma dormiente» poi- 
ché il germoglio si svilupperà all'inizio 
della primavera seguente. 

I rami che dovranno fornire le marze 
per l'innesto a corona devono essere 
prelevati in pieno inverno, da alberi per- 
fettamente sani, e conservati chiusi in un 
sacchetto di polietilene in frigorifero al- 
la temperatura di circa 2 °C, dopo avere 
eliminato la parte basale (di solito gros- 
sa e dura) e la parte terminale (perché di 
solito non ben lignificata). 

Invece le marze necessarie agli inne- 
sti a zufolo e a pezza devono essere pre- 
levate al momento dell'innesto, quando 
la pianta è «in succhio», cioè quando la 
«buccia» si stacca molto facilmente. 

Le tecniche di esecuzione di tutti que- 
sti tipi di innesto sono state descritte nel- 






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Tra i diversi tipi di innesto che si può 
tentare di eseguire sul noce (ma sem- 
pre con ridotte possibilità di attecchi- 
mento) i migliori risultati si ottengo- 
no con quello «a zufolo», detto anche 
«ad anello» (1), a corona (2) e quel- 
lo «a pezza» (3) 



34 



FRUTTETO - VIGNETO E CANTINA 



VITA IN CAMPAGNA 2/2009 



la «Guida illustrata alla propagazione 
delle piante da fratto e della vite», supple- 
mento al n. 2/2007. (Giorgio Bargioni) 

VITI POCO PRODUTTIVE 
E TROPPO VIGOROSE 

Possiedo un piccolo terreno terrazza- 
to nell'alta Val d'Astico, dove sei anni fa 
ho impiantato circa 220 viti che curo 
con tanta passione. Le mie viti però dan- 
no poca resa a vantaggio di tralci lunghi 
anche più di 4 metri. 

Premetto che il terreno è sassoso e 
ben drenato e che le viti sono innestate 
su Kober 5BB. 

Relativamente alla concimazione, a 
dicembre distribuisco una grossa man- 
ciata di letame pellettato per pianta e a 
giugno un pugnetto di Nitrophoska Blu. 

Con la potatura di febbraio lascio due 
archetti portanti circa 6-7 gemme ciascu- 
no e a luglio eseguo la legatura e una for- 
te cimatura dei tralci più vigorosi. 

Come posso fare per aumentare la 
produzione e nel contempo avere meno 
legno? 

Armando Serafini 
Pedemonte (Vicenza) 

In base agli elementi a disposizione, 
in primo luogo la lunghezza dei tralci, si 
può desumere che la scarsa produzione 
sia da imputare ad un'eccessiva vigoria 
delle piante, la quale esercita una forte 
competizione nei confronti dell'attività 
produttiva. L'eccesso di vigore è ricon- 
ducibile sia ad una eccessiva disponibi- 
lità di elementi minerali, sia ad un cari- 
co di gemme troppo limitato rispetto al- 
le potenzialità dell'ambiente. Per equili- 
brare l'attività vegetativa con quella pro- 
duttiva si può quindi agire sia sulla ferti- 
lizzazione che sulla potatura. 

Per limitare il vigore è fondamenta- 
le ridurre l'apporto di azoto: nel caso in 
questione è consigliabile non sommini- 
strare sostanza organica per qualche an- 
no; per concimare in maniera oculata bi- 
sognerebbe comunque eseguire preventi- 
vamente l'analisi chimica del terreno. 

Qualora sia compatibile con le distan- 
ze di impianto, il vigore può essere at- 
tenuato anche lasciando un maggiore 
carico di gemme per pianta (ad esem- 
pio due gemme in più per archetto), te- 
nendo però presente che tralci molto lun- 
ghi possono avere un germogliamento 
non ottimale nella porzione centrale. 

Nel caso in cui le condizioni del suo- 
lo lo consentano, si può inoltre optare 
per I'inerbimento permanente: la 
competizione che il cotico erboso eser- 
cita nei confronti delle viti ne riduce si- 
curamente il rigoglio vegetativo. (Ric- 
cardo Castaldi) 



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VITA IN CAMPAGNA 111009 



FRUTTETO - VIGNETO E CANTINA 



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a valorizzarne la tipicità e la qualità. È particolarmente adatto per la coltivazione con il metodo biologigo 



Sopravvissuto fino ai nostri giorni gra- 
zie a coltivazioni in aree marginali svan- 
taggiate dell'altopiano umbro-marchigia- 
no, il farro di Sant'Anna sta attualmente 
richiamando su di sé un nuovo e rinnova- 
to interesse da parte dei consumatori. La 
naturale predisposizione alla coltivazio- 
ne con il metodo biologico e la possibili- 
tà di valorizzare la tipicità e la qualità del- 
la produzione di questo territorio sembra- 
no gli elementi in grado di farlo uscire da 
un lungo periodo di oblio. 

ORIGINE E DIFFUSIONE 






In Umbria la coltivazione del 
farro è concentrata soprattutto 
nelle zone montane dell'Alta 
Valnerina, in particolare nel- 
l'area di Monteleone di Spoleto. Negli 
ultimi anni la ricchezza delle popolazioni 
di farro di questa regione ha permesso la 
riscoperta del farro di Sant'Anna, coltiva- 
to fino a qualche anno fa su una superfi- 
cie di circa 150-170 ettari, oltre che nella 
località di Sant'Anna, situata nel comune 
di Sigillo (Perugia), anche sull'altopiano 
del Monte Cucco ed in Valtopina nei co- 
muni di Gubbio, Gualdo Tadino, Scheg- 
gia, Costacciaro e Fossato di Vico. 

• CARATTERISTICHE 

La pianta. L'altezza delle piante è 
variabile, leggermente superiore al me- 
tro. L'epoca di spigatura è più tardiva ri- 
spetto a quella delle altre popolazioni di 




Spighe e cariossidi del farro 
di Sant'Anna 

farro tipiche dell'Umbria. 

Il portamento della pianta alla spiga- 
tura è semieretto e alla raccolta la spiga 
appare di colore rosso pallido con ariste 
(vedi freccia nella foto) di lunghezza me- 
dia di colore bianco-rossastro. Il rachide 
(l'asse centrale) della spiga è debole e ciò 
favorisce la rottura della spiga. Il seme è 
piccolo e di peso non elevato. 

La coltivazione. Il tipo di sviluppo 
«alternativo» permette sia la semina au- 
tunnale, di norma contemporanea a quel- 
la del frumento tenero (semine più pre- 
coci sono possibili negli ambienti di alta 
collina a rischio per i freddi invernali), 
che la semina primaverile. La semina 
può essere effettuata a spaglio o con una 
normale seminatrice utilizzando circa 
200 kg di seme per ettaro. 



Contributi per la coltivazione 

\ Il Programma di sviluppo rurale (Psr) 2007-2013 della Regione Umbria pre- 
vede contributi per l'introduzione e il mantenimento di metodi di produzio- 
ne biologica (misura 214, azione b), ai quali il farro si presta particolarmente. 

Indirizzi utili 

Per informazioni sulle iniziative per la valorizzazione di questa popolazione di 
farro rivolgetevi a: 

— Agribosco - Località Sant'Anna, 1 - 06028 Sigillo (Perugia) - Tel. 075 
9177223 - Fax 075 9178071 - Email: agribosco@agribosco.com 

— Centro di ricerca per la cerealicoltura - S.S.16 km 675 - 71100 Foggia - Tel. 
0881 742972. 



Grazie alla sua rusticità e alla tolleran- 
za ai parassiti e alle avversità climatiche, 
può essere coltivato fino a 1 .000 metri di 
altitudine, facendo ricorso, prevalente- 
mente, alle tecniche di coltivazione pro- 
prie dell' agricoltura biologica [1]. In que- 
ste condizioni la coltura garantisce una re- 
sa media di circa 20 quintali per ettaro. 

Il prodotto. La granella decorticata 
viene utilizzata prevalentemente per pre- 
parare zuppe e precotti (cioè pietanze su- 
bito pronte abbinate a cereali e legumi); 
la farina non risulta invece indicata per la 
preparazione di prodotti trasformati (ad 
esempio pasta). 

VALORIZZAZIONE 

La società Agribosco s.r.l. con sede in 
Sigillo, località Sant'Anna, in collabora- 
zione con il «Centro di ricerca per la ce- 
realicoltura» di Foggia, ha avviato un 
programma per la valorizzazione, il man- 
tenimento e la conservazione di questa 
popolazione, con l'obiettivo di seleziona- 
re al suo interno linee di farro Sant'Anna 
con una maggiore attitudine alla trasfor- 
mazione in pasta e in prodotti da forno 

Pasquale Codianni, Pasquale De Vita 

[1] Per approfondimenti sulla coltiva- 
zione vi rimandiamo alla «Guida illu- 
strata cereali e legumi minori», supple- 
mento aVito in Campagna n. 10/2006. 

Puntate pubblicate. 

• Mais: Marano (n. 1 1/2007), Biancoper- 
la (n. 12/2007), Sponcio (n. 1/2008), No- 
strano di Storo (n. 2/2008), Spin di Caldo- 
nazzo (n. 3/2008), Nostrano dell'Isola (n. 
7-8/2008), Pignoletto rosso (n. 9/2008), 
Onorile Maceratese (n. 10/2008), Spinu- 
sa (n.l 1/2008), Ostenga del Canave- 
se (n. 12/2008), Spinato di Gandino (n. 
1/2009). Grano duro: Senatore Cappel- 
li (n. 4/2008). Farro: Farro di Garfagnana 
(n. 5/2008), Farro di S. Anna (n. 2/2009). 
Prossimamente. 

• Farro: Farro di Sigillo, Fano Molisano. 

: CONTROLLO INDIRIZZI AL 19-12-2008 l 



VITA IN CAMPAGNA 2/2009 



CAMPO 



37 



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o a 4 tempi, se sarà di piccola o di grossa cilindrata, se sarà il classico modello ad asta fissa con 
una o due impugnature o se sarà della famiglia di nuova concezione degli spezzati multifunzione 
EVOLUTION e tanto altro. L'unica cosa che ACTIVE non ti permetterà di scegliere sarà la qualità 
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Risposte ai lettori 

TEMPO DI SICUREZZA DI UN 
DISINFESTANTE PER I CEREALI 

Per la disinfestazione dei cereali in 
magazzino ho impiegato il prodotto Actel- 
lic 2P della Newphann. Sull'etichetta non 
è specificato se e dopo quanto tempo è 
possibile utilizzare per l'alimentazione 
animale i cereali trattati, ma c'è scritto: «i 
cereali destinati all'alimentazione umana 
e del bestiame devono essere sottoposti ad 
un adeguato processo di pulitura prima 
della molitura». Cosa significa? Bisogna 
lavare i cereali, o basta arieggiarli? 

Ivano Mercurio 
Lozzo Atesino (Padova) 

Sulla base della documentazione della 
ditta Newpharm, si conferma che l'insetti- 
cida in polvere Actellic 2P contenente la 
sostanza attiva pirimifos metile-2 ed auto- 
rizzato per la difesa dai parassiti che infe- 
stano i cereali durante la conservazione, 
non ha un tempo di sicurezza (numero di 
giorni che devono trascorrere tra il tratta- 
mento e l'utilizzo del prodotto). L'unica 
indicazione è quella che, prima dell' utiliz- 
zo, «i cereali destinati all'alimentazione 
umana e del bestiame devono essere sotto- 
posti ad adeguato processo di pulitura». 

Per piccoli quantitativi la pulitura va 
effettuata per mezzo di ripetuti e accurati 
rimescolamenti effettuati con una pala, in 
modo da disperdere la polvere insetticida. 
Sebbene Actellic 2P non abbia una eleva- 
ta tossicità per l'uomo (non classificato), 
/\ durante l'operazione è bene adotta- 
^— ^ re le precauzioni riportate sulla con- 
fezione, in particolare quella di munirsi di 
maschera e guanti. (Umberto Grigolo) 

MEGLIO IL MAIS ESSICCATO 
AL SOLE O IN ESSICCATOIO? 

Gradirei sapere se, ai fini dell'alimen- 
tazione animale, il mais essiccato in es- 
siccatoio è un prodotto diverso da quello 
essiccato con esposizione al sole. 

Giorgio Michieletto 
Trivignano (Venezia) 

Ai fini dell' alimentazione animale non 
vi sono differenze tra il valore nutritivo 
del mais essiccato in appositi impianti 
(essiccatoi), dove la temperatura dell'aria 
raggiunge i 100 °C, e quello essiccato al 
sole. Si ricorda invece che temperature 
superiori a 40 °C comportano la perdita 
della capacità germinativa del seme; il 
mais che verrà utilizzato come semente 
deve quindi essere essiccato con questa 
avvertenza. (Umberto Grigolo) 



VITA IN CAMPAGNA 2/2009 











meaiwmmom 




Il posto di guida, con i relativi comandi, può essere fissato direttamente sulla mac- 
china, nel caso dei trattori «pedanati» (1); oppure su piattaforme sospese, con il di- 
spositivo «sileni -block», nel caso dei trattori «piattafo rinati» (2) 



Scelta di un piccolo trattore: allestimenti 
e dotazioni indirizzano l'acquisto 

Abbiamo visto nei numeri scorsi le principali caratteristiche di un trattore riguardo al motore e alle sue 

prestazioni, al tipo di sterzo e di cambio, nonché al tipo di pneumatici adottato. Vediamo 

in questa puntata quali sono i principali allestimenti (posto guida, cabina e altri ancora) di questa 

preziosa macchina agricola e come valutare la loro importanza all'atto dell'acquisto 

Cominciamo questa puntata con il 
posto di guida, una delle parti fonda- 
mentali di un trattore. 

IL POSTO DI GUIDA OFFRE 
DIVERSE OPZIONI 

Il posto di guida, con i relativi co- 
mandi, può essere fissato direttamen- 
te sulla macchina, nel caso dei trattori 
«pedanati» (1); oppure su piattaforme 
sospese, su «sileni-block», nel caso dei 
trattori «piattaformati» (2) che offrono 
un comfort di guida superiore (le vibra- 
zioni e il rumore vengono filtrati) [1]. 

La guida può essere consentita in 
un'unica direzione di avanzamento, e 
in tal caso è definita «monodireziona- 
le», oppure in entrambe le direzioni, e in 
tal caso è definita «reversibile», opzio- 
ne quest'ultima che nei trattori compact 
e mini è offerta solo sui modelli aventi 
ruote di uguale diametro (isodiametrici). 
Con il sistema reversibile il posto di gui- 
da viene ruotato all' indietro assieme ai 
comandi dei freni e della frizione, con- 
sentendo la guida retroversa come è be- 
ne evidenziato in figura 3. 

Se la scelta cade su un trattore rever- 
sibile è preferibile, relativamente ai co- 
mandi del sollevatore e dei distributori 
idraulici, richiedere l'applicazione del 
relativo «joystick multifunzionale» (4), 
altrimenti in fase di guida retroversa ci 
A si ritroverà i comandi del sollevato- 
^— ^ re e dei distributori idraulici sul la- 
to sinistro, quindi scomodi da azionare. 

LA CABINA PUÒ ESSERE FISSA 
O RIMOVIBILE 

Sui trattori è possibile applicare la 
cabina (5),- dotata eventualmente di 
ventilazione, riscaldamento, impianto 
di condizionamento e persino di appa- 
recchio radiofonico. La spesa può es- 
sere anche notevole (dai 3.000 ai 5.000 
euro), però tutti questi accessori ren- 
dono più confortevole il lavoro del- 
l'operatore. 

La cabina può essere montata in fase 
di fabbricazione, nel qual caso è fissa, 




3-Con il sistema reversibile il posto di guida viene ruotato all' indietro assieme ai 
comandi dei freni e della frizione, consentendo la guida retroversa. ^-«Joystick 
multifunzionale», utile in fase di guida retroversa nel caso di trattore reversibile 

oppure in un secondo tempo. Le cabine 
originali offrono un miglior isolamento 
acustico rispetto a quelle montate dopo 
la vendita; queste ultime, per contro, of- 
frono il vantaggio di essere rapidamente 
rimovibili perché vengono montate su 
attacchi rapidi (la possibilità di smontar- 
le torna utile nel caso di coltivazioni 
basse che limitano il passaggio dei trat- 
tori dotati di cabina). 
/\ Per rispettare le norme del Codice 
*— * della strada e le leggi sulla sicurez- 
za del lavoro è importante che, nel caso 
di installazione di una cabina non origi- 
nale in un secondo momento dopo l'ac- 
quisto, rimanga montato sul trattore il 
telaio di protezione antiribaltamento 
omologato dal costruttore (6). 




La cabina può essere montata in fase dì 
fabbricazione, nel qual caso è fissa (come 
nella foto), oppure in un secondo tempo 



VITA IN CAMPAGNA 2/2009 



PICCOLA MECCANIZZAZIONE 



39 




Per la sicurezza del lavoro, in caso di in- Uno specchietto retrovisore di adeguate 

stallazione di cabina non originale, deve dimensioni è indispensabile nella marcia 

rimanere montato il telaio di protezione su strada e di valido aiuto anche in cam- 

antirìbaltamento omologato (vedi freccia) pagna 




Se il trattore è dotato di cabina è interessante l 'applicazione sulla stessa dei fan 
lavoro sia anteriori (8) che posteriori (9) 




// codice della strada prevede l'obbligo Per facilitare l'agganciamento dei ri- 
di montare la luce lampeggiante in posi- morelli e il collegamento dell'albero car- 
zione ben visibile quando al trattore so- danico alla presa di forza è particola r- 
no collegate attrezzature portate dal sol- mente utile il gancio di traino ù slitta 
levatore idraulico (slider) 




Per bilanciare il peso de! trattore è possibile appesantire la macchina con le zavor- 
re da applicare all'apposito supporto anteriore (12) o ai dischi delle ruote (13) 



ALTRI ELEMENTI 

CHE MIGLIORANO COMFORT 

E SICUREZZA 

Quando si va da un concessionario 
per scegliere un trattore non bisogna far- 
si ingannare dalla fluidità delle linee e 
dallo sfarzo dei colori. Con questo non 
neghiamo il fatto che anche l'occhio 
vuole la sua parte, e sicuramente un 
buon design sottolinea l'impegno e l'at- 
tenzione del costruttore nella progetta- 
zione della macchina. Ai fini pratici in- 
teressano però maggiormente la facilità 
di accesso al posto di guida, la raziona- 
lità e l'ergonomia dei comandi (raziona- 
le collocazione e facilità d'uso), la co- 
modità del sedile, la possibilità di vede- 
re dal posto di guida gli attrezzi applica- 
ti al trattore. 

Vediamo perciò alcuni elementi in 
grado di migliorare ulteriormente 
comfort e sicurezza. 

Uno specchietto retrovisore (7) di 
adeguate dimensioni è indispensabile 
nella marcia su strada e di valido aiuto 
anche in campagna. 

Per le lavorazioni notturne è richiesto 
il faro di lavoro posteriore e se il tratto- 
re è dotato di cabina è interessante l'ap- 
plicazione sulla stessa dei fari di lavoro 
sia anteriori (8) che posteriori (9). Per 
i trattori destinati a lavorare in filari ric- 
/\ chi di vegetazione è importante che 
^— ^ comandi e dispositivi di illuminazio- 
ne non costituiscano facile appiglio per 
tralci, rami e frutti che verrebbero dan- 
neggiati dal passaggio della macchina. 

Il codice della strada prevede inoltre 
l'obbligo di montare la luce lampeg- 
giante (10) in posizione ben visibile si 
tratta di un dispositivo importante per 
segnalare agli altri utenti della strada la 
presenza di veicoli lenti come i trattori. 

Per facilitare l'agganciamento dei ri- 
morchi e il collegamento dell'albero 
cardanico alla presa di forza è partico- 
larmente utile e comodo il gancio di 
traino a slitta (slider) (11), che si può 
regolare velocemente in verticale, agen- 
do su una leva o un pomello, senza do- 
ver armeggiare scomodamente con i 
tradizionali spinotti di fermo. 

Per bilanciare il peso del trattore, nel 
caso di collegamento con attrezzature 
pesanti e di utilizzo dell'elevatore idrau- 
lico (muletto), oppure per aumentare la 
forza di trazione in aratura è possibile 
appesantire la macchina con le zavorre 
da applicare all'apposito supporto ante- 
riore (12) o ai dischi delle ruote (13). 

Utilissimi in caso di pioggia o di ter- 
reni fangosi sono i parafanghi applica- 
ti alle ruote anteriori (14) che riparano 
da fastidiosi spruzzi il posto di guida, 
migliorando la visibilità, la comodità e 
la sicurezza di guida. 



40 



PICCOLA MECCANIZZAZIONE 



VITA IN CAMPAGNA 2/2009 




14-Utilissimi in caso di pioggia o di terreni fangosi sono i parafanghi applicati al- 
le ruote anteriori. 15-1 corrimano applicati ai parafanghi posteriori sono partico- 
larmente utili per meglio accedere al posto di guida e per ancorarsi, quando si è 
seduti, durante le lavorazioni in pendenza 

I corrimano applicati ai parafan- 
ghi posteriori (15), per esempio, sono 
particolarmente utili per meglio accede- 
re al posto di guida e per ancorarsi du- 
rante le lavorazioni in pendenza. 

MANUTENZIONE: ACCESSIBILITÀ 
E FACILITÀ DI ESECUZIONE 



Altro aspetto importante da valutare 
in fase di acquisto è la facilità di accesso 
ai vari organi meccanici per l'esecuzio- 
ne della manutenzione ordinaria che può 
essere eseguita personalmente. 

L'apertura del cofano motore deve 
essere di semplice manovra e non ri- 
chiedere l'impiego di attrezzi (16). È 
importante che siano di facile esecuzio- 
ne le operazioni di ispezione, di rabboc- 
co e sostituzione dei fluidi (olio del mo- 
tore, della trasmissione, del sollevatore 
idraulico e dei freni), di verifica dei li- 
velli dei liquidi contenuti negli impian- 
ti di raffreddamento e frenatura e nella 
batteria. I filtri dell'aria, del gasolio, del- 




Sui trattori, considerato che lavorano in 
ambienti polverosi, è necessaria la fre- 
quente pulizia con aria compressa dei 
radiatori e pertanto le superfici degli 
stessi devono essere accessibili 



Occorre valutare l'efficienza dell'assistenza post vendita 

All'atto dell'acquisto di un trattore bisogna assicurarsi che il venditore dispon- 
ga di strutture, uomini e mezzi sufficienti a garantire l'assistenza di cui si avrà 
sicuramente bisogno per l'esecuzione dei tagliandi di manutenzione e per le 
eventuali riparazioni e messe a punto. Anche le migliori macchine possono 
avere dei problemi, alle volte pure gravi, che solo un serio ed efficiente servi- 
zio ricambi e assistenza è in grado dì risolvere con competenza e rapidità. 
Il venditore deve disporre di un 'officina attrezzata nella quale operino mecca- 
nici qualificati e aggiornati che con la loro professionalità ed esperienza risol- 
vano in tempi rapidi i problemi del trattore qualora si presentino. Se il tratto- 
re è bloccato, sarà l'officina mobile del concessionario a prestare soccorso. 
La disponibilità presso il venditore di ricambi e lubrificanti originali, per chi 
ha la volontà e la capacità di eseguire personalmente certe piccole riparazio- 
ni od operazioni di manutenzione, consente, anche grazie ai suggerimenti for- 
niti dai meccanici dell'assistenza, di curare personalmente il trattore. Molto 
spesso non basta infatti l'attenta lettura del libretto d'uso e manutenzione per 
comprendere certi particolari; molto meglio allora è fare un salto dal conces- 
sionario e parlare direttamente con i meccanici che con la loro esperienza aiu- 
teranno a risolvere rapidamente tutti i dubbi. 




L'apertura del cofano motore deve esse- 
re di semplice manovra^ e non richiedere 
l'impiego dì attrezzi. E importante che 
siano di facile esecuzione le operazioni 
di ispezione, di rabbocco e sostituzione 
dei fluidi, di verifica dei livelli dei liqui- 
di contenuti negli impianti di raffredda- 
mento e frenatura e nella batteria 

l'olio motore e del sollevatore non de- 
vono essere in posizioni impossibili, di 
difficile accesso. Sui trattori, considera- 
to che lavorano in ambienti polverosi, è 
necessaria la frequente pulizia con aria 
compressa dei radiatori e pertanto le su- 
perfici degli stessi devono essere acces- 
sibili (17). 

Maurizio Valer 

[1] Esiste anche un allestimento inter- 
medio, quello dei trattori «semipiatta- 
formati», nei quali i parafanghi sono in- 
dipendenti dalla semipiattaforma che è 
modellata sul carter della trasmissione. 

Puntate pubblicate. 

• In azienda serve un piccolo trattore? 
Ecco come acquistare quello giusto (n. 
12/2008). 

• Scelta di un piccolo trattore: tipo, ster- 
zo, freni, trasmissione e pneumatici (n. 
1/2009). 

• Scelta di un piccolo trattore: allesti- 
menti e dotazioni indirizzano l'acquisto 
(n. 2/2009). 

Prossimamente. 

• Il collegamento e l'azionamento del- 
le diverse attrezzature abbinabili al 
trattore. 



VITA IN CAMPAGNA 2/2009 



PICCOLA MECCANIZZAZIONE 



41 




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Risposte ai lettori 

PER COLTIVARE 

UN GRANDE ORTO È UTILE 

UN TRATTORINO LEGGERO 

E MANEGGEVOLE 

A DOPPIA TRAZIONE 

Vorrei un consiglio sul tipo di tratto- 
re da acquistare per la coltivazione di 
6.000 metri quadrati di orto. 

Enrico Mattugini 
Forte dei Marmi (Lucca) 

Per la coltivazione di un grande or- 
to di 6.000 metri quadrati consigliamo 
un trattorino leggero e maneggevole 
a doppia trazione (con potenza da 20 a 
35 CV), che permetta Taratura e la pre- 
parazione del terreno senza costiparlo, 
con ridotti ingombri che rendano facili 
le manovre di fine campo. Ricordiamo 
che sul sito Internet di Mad (Macchine 
agricole domani) - rivista mensile del- 
le Edizioni L'Informatore Agrario dedi- 
cata agli utilizzatori di macchine agri- 
cole e agli appassionati di meccanica - 
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Wè operativo «ilCercaTrattore®», un 
servizio che permette di accedere, in mo- 




Un trattorino leggero e maneggevole 

a doppia trazione può essere 

utile nella lavorazione di un orto 

di 6.000 metri quadrati 

do rapido e intuitivo, alle caratteristiche 
tecniche dei trattori in commercio. La ri- 
cerca può essere fatta attraverso due fine- 
stre di dialogo: «Cerca modello» e «Con- 
fronta modello». Nella prima si selezio- 
na la marca e il modello di trattore che 
interessa, del quale vengono forniti tutti 
i dati (potenza, tipo di trasmissione, pe- 
so, prezzo, ecc.); nella seconda si posso- 
no fare confronti ragionati fra più model- 
li in base alla classe di potenza, al tipo di 
trasmissione, al peso, ecc. fino alla fascia 
di prezzo. (Redazione) 




Inviateci la foto del vostro vecchio trattore 

Vi invio la foto del modello di 
trattore Sanie Samecar agricolo 
DT del 1962, appartenuto a mio 
nonno, per qualche notizia stori- 
ca e non per la quotazione, in 
quanto non ho intenzione di ven- 
derlo. 

Roberto Ronzoni 
Trivero (Biella) 

Il Samecar fu una macchina in- 
novativa, ma non ottenne il suc- 
cesso sperato. Dal 1962 al 1965 
ne furono venduti circa 200 
esemplari. Il modello agricolo fu 
costruito per la maggior parte 
sulla meccanica doppia trazione 
del Puledro (35 CV), poi del 250 
(45 CV) e anche dell'Atlanta (4 cilindri a V da 45 CV). Così risulta consultan- 
do sia i dati dell'Urna (Utenti motori agricoli), sia la produzione pubblicitaria 
del costruttore. Controllando la pubblicità, abbiamo notato come lo scudetto 
anteriore (o la finta calandra) avesse le barre centrali e il bordo dipinti del co- 
lore della meccanica, che sembra grigio chiaro. Ci fa piacere apprendere che lei 
non vuole venderlo, anche perché non sapremmo come quotarlo data la man- 
canza di scambi negli ultimi anni. (William Dozza) 

Coloro che ci inviano le foto dei loro trattori sono pregati di specificare: co- 
struttore, modello e quant'altro si trova sulla targhetta di identificazione del 
veicolo (tipo, numero dì motore e di telaio, potenza, peso, ecc.). 



Il Samecar agrìcolo DT 



42 



PICCOLA MECCANIZZAZIONE 



VITA IN CAMPAGNA 2/2009 





Tacchino: dal pascolo a tutte le strutture 
necessarie per l'allevamento 

Per allevare un gruppo di tacchini costituito da 15 femmine e 3 maschi occorre avere a disposizione 

un pascolo recintato di almeno un ettaro. I ricoveri per i riproduttori e per l'allevamento 

dei tacchini nei primi due mesi di vita vengono ricavati in un edificio aziendale, mentre la crescita 

dei tacchini avviene al pascolo dove devono essere predisposte delle arche apposite 



Abbiamo visto nel numero scorso 
che il tacchino è un animale rustico di 
facile allevamento. Nell'esempio qui ri- 
portato (vedi il progetto illustrato qui 
sotto) abbiamo preso in considerazio- 
ne un pascolo di circa un ettaro (10.000 
metri quadrati) e illustrato le attrezza- 
ture necessarie per l'allevamento di 15 
femmine e 3 maschi; nella prossima 
puntata vedremo tutti i dettagli del ciclo 
di allevamento. 



IL PASCOLO E TUTTE 
LE STRUTTURE NECESSARIE 

Per il nostro piccolo allevamento di 18 
tacchini in riproduzione è necessario di- 
sporre di: un ettaro di terreno recintato 
per il pascolo; un ricovero per i riprodut- 
tori e per l'allevamento dei piccoli nei pri- 
mi due mesi di vita; una idonea incubatri- 
ce per l'incubazione artificiale delle uova; 
tre arche dislocate nell'area del pascolo. 



Il pascolo recintato. Il terreno desti- 
nato al pascolo dei tacchini può essere an- 
che marginale (collinare o montano), ma 
è importante che sia permeabile in modo 
che non si creino ristagni di acqua. Il pa- 
scolo deve poi garantire il massimo be- 
nessere degli animali: devono quindi es- 
sere presenti alberi per l'ombreggiamento 
estivo e radure per i «bagni di sole». 

La recinzione esterna (vedi i detta- 
gli costruttivi nel disegno 1 qui in basso) 




I-Esempio di recinzione esterna idonea a proteggere il pascolo dall'attacco di predatori. a-Paletti di ferro o di legno. b-Re- 
te metallica a maglia media (4x4 cm), interrata per circa 30 cm. c-Bordo anti scavalcamento costituito da una fascia di rete 
sporgente verso l'esterno di circa 50 cm. d-Rete antifaina con maglia fine (1,2x7 cm) posizionata nei primi 50 cm da terra, 
dotata superiormente di un eventuale filo elettrificato a bassa tensione e ripiegata per 50 cm sul terreno esternamente alla 
recinzione, per evitare che i predatori dall'esterno scavino passando sotto la recinzione 



VITA IN CAMPAGNA 2/2(10') 



PICCOLI VLLEVAMENTI 



43 



2- Visto in pianta 

del ricovero 

per i riproduttori (A) 

e dei tre box per 

l'allevamento 

dei tacchini 

nei primi due mesi 

di vita (U). 

Rimandiamo 

ai disegni 3 e 4 

qui sotto riportati 

per i dettagli 

delle attrezzature da 

introdurre nei due tipi 

di ricovero 





3-Ricovero per i riproduttori ( 

// ricovero per ospitare 

15 tacchini femmina 

e 3 tacchini maschi può 

essere ottenuto 

in un ambiente 

preesistente e deve 

avere la superficie 

di almeno 9 

metri quadrati 

(3x3 metri). 

a-Posatoi su metà 

della superficie. 

b-Nido collettivo. 

c-Mangiatoia 

a canaletto. 

d-Abbeveratoio 

a sifone su pedana 

per il drenaggio 

dell 'acqua. 

c-Rastrelliera per erbe e foraggi. 

I '-Apertura per l'accesso al pascolo. 

g-Lampada per l 'integrazione luminosa 



i-Ricovero per l'allevamento 

dei tacchini nei primi due mesi 

di vita (!>)• Dopo 

la schiusa delle uova 

i tacchini devono essere 

allevati in un locale 

riscaldato; nel nostro 

esempio il locale è stato 

suddivìso in tre box 

ognuno di 6 metri 

quadrati (2x3 metri) 

e munito di un 

parchetto esterno 

di 3x1 metri. 

a-Mangiatoie 

a canaletta. b-Cerchio 

in faesite riscaldato. 

c-Rastrelliera per erbe e foraggi. 

d-Abbeveratoi a sifone. c-Lampade 

riscaldanti. i-Apertura per l'accesso 

al parchetto esterno. g-Recinto esterno 




non ha tanto lo scopo di evitare la fuga 
degli animali, quanto quello di proteg- 
gere eventuali colture presenti nelle vi- 
cinanze e, soprattutto, di impedire l'in- 
gresso di animali predatori (volpi, faine, 
cani e gatti randagi). 

Il ricovero per i riproduttori (vedi i 
disegni 2 e 3). Il ricovero per ospitare 15 
femmine e 3 maschi di tacchino può es- 
sere ottenuto in un ambiente preesisten- 
te e deve avere la superficie di almeno 9 
metri quadrati (3x3 metri); la concentra- 
zione di tacchini non deve superare i 3 
capi per metro quadrato. 

Il ricovero va attrezzato per circa il 
50% della superficie con posatoi; l'area 
restante deve essere coperta da uno stra- 
to di almeno 10 cm di truciolo di legno. 
Non devono mancare una mangiatoia (a 
canaletta o a tramoggia), un abbevera- 
toio a sifone e una rastrelliera per verdu- 
re e foraggi. Da ricordare che l'abbeve- 
ratoio deve essere sistemato in modo da 
non bagnare la lettiera: allo scopo deve 
essere realizzata una pedana (di 80x80 
cm) con griglia soprastante per il dre- 
naggio dell'acqua. 

Per la deposizione delle uova viene 
realizzato un nido collettivo (vedi parti- 
colari nel disegno a pag. 45 in basso). 

Nel ricovero è anche presente una 
lampada per l'eventuale integrazione lu- 
minosa al fine di favorire la deposizione 
delle uova anche nelle giornate più cor- 
te dell'anno. 

La comunicazione del ricovero con il 
pascolo avviene attraverso un'apertura 
(di 30x40 cm) ricavata nel muro. 

Da un gruppo di 15 tacchine in ri- 
produzione si raccolgono da 45 a 60 
uova alla settimana. E pertanto neces- 
sario l'acquisto di un'incubatrice della 
capacità di almeno 200 uova di tacchi- 
no con un settore di schiusa (il casset- 
to dove vengono trasferite le uova po- 
co prima della nascita dei pulcini) per 
50 capi. Considerando che le incubatri- 
ci in commercio esprimono una capaci- 



44 



PICCOLI ALLEVAMENTI 



VITA IN CAMPAGNA 2/2009 







5-Esempio di arca da collocare sul pascolo per l'allevamento dei giovani tacchini (C). Per l'allevamento all'aperto dei 
tacchini in crescita occorrono tre di queste arche della superficie di circa 24 metri quadrati (6x4 metri di base). 5a-Lo spac- 
cato mette in evidenza come è attrezzata all'interno l'arca: si nolano i posatoi (a) che occupano i 2/3 della superficie, le 
mangiatoie a canaletto (b) per la somministrazione dei mangimi e la rastrelliera per erbe e foraggi (e); gli abbeveratoi a 
sifone (d) sono invece collocati ali 'esterno 



tà riferita alle uova di gallina, nel caso 
prospettato è necessaria un'incubatri- 
ce della capacità di almeno 400 uova di 
gallina dotata di cassetti alveolari adat- 
ti a ospitare uova di tacchino. 

Lo spazio necessario per l'incuba- 
trice e per la conservazione delle uova 
si può limitare a un angolo del ricovero 
con sufficiente ricambio di aria. 

II ricovero per l'allevamento dei 
tacchini nei primi due mesi di vita (ve- 
di disegni 2 e 4). Dopo la schiusa i tac- 
chini devono essere allevati in un loca- 
le riscaldato; nel nostro esempio - come 
meglio vedremo nel pros- 
simo numero - il loca- 
le è stato suddivi- 
so in tre box, 
ciascuno 





Per l'incubazione artificiale delle uova è 
necessario l 'acquisto di un 'incubatrice 
della capacità di almeno 400 uova di gal- 
lina, dotata dì cassetti alveolari adatti a 
ospitare uova dì tacchino (vedi freccia) 



Nido collettivo per tacchini. 

Il nido consigliato, costruito 

in legno, confondo aperto 

che appoggia direttamente 

sulla lettiera del ricovero 

per consentire una più facile 

pulizia, dispone di due 

aperture per favorire accesso 

e uscita delle tacchine, 

prevenendo così rotture 

delle uova; il tetto apribìle è 

utile per l'ispezione quotidiana 

del nido e per raccogliere 

facilmente le uova man mano 

che vengono deposte 



di 6 metri quadrati (2x3 metri) e mu- 
nito di un parchetto esterno di 3x1 me- 
tri. Ogni box deve essere attrezzato, ol- 
tre che con un paio di lampade a raggi 
infrarossi per il riscaldamento degli ani- 
mali nelle prime due-tre settimane di vi- 
ta, anche di mangiatoie, abbeveratoi e 
rastrelliera per verdure e foraggi. 

Le arche al pascolo per l'alleva- 
mento dei giovani tacchini (vedi dise- 
gni 5 e 5a). Per l'allevamento all'aper- 
to dei tacchini in crescita occorrono tre 
arche della superficie di circa 24 metri 
quadrati ciascuna (6x4 metri di base); 
ognuna di queste arriverà a ospitare cir- 
ca 120 tacchini in crescita, come meglio 
vedremo nel prossimo numero. 

Il pavimento dell'arca dev'essere at- 
trezzato con posatoi che coprano alme- 
no i 2/3 della superficie; la restante par- 
te del pavimento deve essere coperta da 
uno strato di almeno 10 cm di trucio- 
lo di legno. 

Ogni arca è attrezzata con 4 mangia- 
toie a canaletta da un metro, 4 abbeve- 
ratoi a sifone e una rastrelliera per ver- 
dure e foraggi. 

Maurizio Arduin 

Puntate pubblicate. 

• Il tacchino, un pascolatore rustico 
sempre da consigliare (n. 1/2009). 

• Il tacchino: dal pascolo a tutte le at- 
trezzature necessarie per l'allevamento 
(n. 2/2009). 

Prossimamente. 

• Il ciclo di allevamento. 



VITA IN CAMPAGNA 2/2009 



PICCOLI ALLEVAMENTI 



45 



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FBE WOODLIVING dichiara che i dati che Lei fornirà verranno utilizzati per l'invio di materiale pub- 
blicitario. Il titolare dei dati è Fongaro Giovanna. I Suoi dati verranno comunicati ai nostri incaricati 
che li tratteranno, in forma manuale o informatizzata. I suddetti non saranno comunicati o diffusi 
ad altri soggetti senza Suo consenso. In qualsiasi momento sarà Suo diritto, ai sensi dell'art. 7 del 
D.lsg., n°1 96/03, consultare, modificare, aggiornare, cancellare i dati od opporsi al loro utilizzo. 



FIRMA: 



(DI ACCETTAZIONE AL TRATTAMENTO DEI DATI! 






Razze locali di avicoli: 
l'anatra Nostrana veneta 

L'allevamento dell'anatra Nostrana veneta è consigliato soprattutto a chi dispone di un ampio pascolo, 

poiché questa razza sfrutta in modo eccellente le risorse naturali. Cova con ottimi risultati 

le proprie uova. Produce una carne delicata e saporita, col giusto livello di grasso 



Quest'anatra, un tempo tipica della 
pianura veneta, può essere il palmipe- 
de ideale per un piccolo allevamento ru- 
rale con ampia disponibilità di pascolo. 
Ancora oggi è possibile trovare in Vene- 
to allevatori che riproducono anatre pez- 
zate (la pezzatura è una caratteristica del 
piumaggio tipica di questa razza) gros- 
se, produttive e molto adattate al territo- 
rio in cui sono nate. 

ALCUNI DATI STORICI 

Quest'anatra era considerata da- 
gli addetti ai lavori una razza minore 
che doveva essere migliorata attraverso 
l'incrocio o, addirittura, sostituita con 
razze più famose (come la Pechino o 
la Rouen) di cui erano ben note le otti- 
me produzioni. Fanno eccezione, però, 
alcuni autori: Teodoro Pascal ad esem- 
pio, nel 1908, descrive in termini po- 
sitivi un'anatra pezzata che può esse- 
re ricondotta alla razza Nostrana vene- 
ta attuale. 

IL SUO ASPETTO 

Quest'anatra ha una struttura gros- 
sa ma slanciata, portamento orizzonta- 
le, ed è caratterizzata da zampe e bec- 
co gialli. 

Piumaggio. Si tratta di una tipica 
anatra pezzata (1-2-3): il colore bian- 
co è sempre presente assieme al mar- 
rone chiaro o scuro, mescolati e distri- 
buiti sul corpo in modo casuale. Il colo- 
re del piumaggio non consente la distin- 
zione dei sessi. Gli anatroccoli (4) han- 
no uno sviluppo lento e a 15 settimane 
(100-1 10 giorni) di vita possono essere 
già destinati alla mensa. 

Peso. Il peso dei maschi si aggira in- 
torno ai 4,5 kg; quello delle femmine su- 
pera di poco i 4 kg. 

I SUOI PREGI E DIFETTI 

Pregi. L'anatra Nostrana veneta è 
un'ottima anatra da riproduzione in 
quanto è in grado di covare e allevare 
direttamente la propria prole. 

Se le uova non vengono lasciate al- 
la femmina, ma tolte con regolarità per 




1-2-3- L'anatra Nostrana veneta presenta un piumaggio pezzato con i colori bian- 
co e marrone chiaro o scuro (non vi sono differenze di piumaggio tra maschio e fem- 
mina). 4-Gli anatroccoli presentano un piumino prevalentemente giallo macchiato 
di grigio, nero e marrone 



destinarle al consumo o all'incubazio- 
ne artificiale, possono essere raggiunte 
produzioni che vanno da 50 a 70 uova 
all'anno. Quest'anatra, data la sua no- 
tevole rusticità, raggiunge buone pro- 
duzioni di uova e carne alimentando- 
si di erbe e verdure che trova al pasco- 
lo. La carne è eccellente e molto sa- 
porita grazie al giusto livello di gras- 



Indirizzi per l'acquisto 

di riproduttori 

e giovani animali 

Per l'acquisto di esemplari di ana- 
tra Nostrana veneta potete rivol- 
genti a: 

- Castaldelli Claudio - Via P. Ma- 
scagni, 4 - 45026 Lendinara (Rovi- 
go) - Tel. 348 2946009. 



so che si infiltra tra le fibre del tessu- 
to muscolare. 

Difetti. Non presenta difetti degni 
di nota. 

Maurizio Arduin 

Puntate pubblicate. 

• Anatra Corritrice indiana (n. 1/2009), 
anatra Nostrana veneta (n. 2/2009). 
Prossimamente. 

• Anatre: Polesana bianca. Galline: 
Brianzola, Padovana comune, Cinque 
dita, Gigante nero d'Italia, Leccese, Ply- 
muth rock barrata, Romagnola, Mode- 
nese fulva. Pollo della Lessinia, Trenti- 
na, Argentata ligure, Mugellese, Mille- 
fiori toscana. Romagnola del Trevisani. 
Tacchini: Azzurro. 

: CONTROLLO INDIRIZZI AL 7-1-2009 \ 



VITA IN CAMPAGNA 2/2009 



PICCOLI ALLEVAMENTI 



47 




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Storia di un pastore e del suo gregge 

A partire da questo numero pubblichiamo una serie di articoli su uno dei più antichi mestieri: quello 
del pastore. Raccontando, in questo breve articolo, il rapporto che Giovanni - pastore 

nella Val di Viù, Alte Valli di Lanzo, in provincia di Torino - ha con il gregge e con la natura, spieghiamo 
innanzitutto cosa significa essere pastore e quali e quanti sacrifici bisogna affrontare 



Quando piove, quando nevica, quan- 
do fa caldo: si va sempre, perché le pe- 
core mangiano sempre. Chi fa il pastore 
ama profondamente le sue bestie: dal 
cane, insostituibile collaboratore, al for- 
te mulo, instancabile e robusto «mezzo 
di trasporto». Il gregge, poi, ricopre un 
ruolo fondamentale perché è il cardine 
della sua economia: deve essere condot- 
to ai pascoli, spesso situati in punti estre- 
mamente scomodi della montagna; sor- 
vegliato e spostato di frequente. Nel pe- 
riodo estivo si concentrano le nascite 
che spesso avvengono di notte e non 
sempre senza problemi. 

Il pastore è esperta guida di monta- 
gna (conosce ogni singolo sasso dei 
suoi alpeggi) e, al contempo, ottimo ve- 
terinario sul campo, con spiccate capa- 
cità ostetriche. Quell'agnello che nasce 
avrà spesso bisogno del suo intervento: 
quando si affaccia alla vita nell' uscire 



dal ventre materno e persino alla prima 
poppata, quando il parto è gemellare. 
In questo caso il buon pastore lo affide- 
rà ad una «zia» (pecora) scelta con cu- 
ra nel gregge. Sarà sempre presente per 
ricondurlo, in caso di smarrimento, al- 
la madre, situazione piuttosto frequen- 
te considerato il notevole numero di 
soggetti che compongono un gregge, 
oggigiorno. E se alla madre accadesse 
un incidente mortale, sarà colui che ca- 
ricandoselo in spalla, lo condurrà con 
sé al seguito del gregge. 

Il lavoro del pastore richiede im- 
pegno, spirito di sacrifìcio, tanto sa- 
crificio. Spesso la sua giornata ha ini- 
zio prima del crepuscolo mattutino e 
volge a termine ben oltre il tramon- 
to... come quando a metà settembre, 
verso le ore quindici, Giovanni e due 
dei suoi collaboratori partirono diretti a 
quota 2.400 metri per andare a ripren- 



dere una parte degli animali che sareb- 
bero poi stati trasportati la sera stessa, 
poiché erano stati venduti; prima della 
fine dell'estate, si diminuisce sempre il 
numero dei capi in modo da facilitare la 
discesa ai pascoli invernali di pianura, 
difficile non tanto per la percorrenza 
quanto per la gestione. 



Foto dell'Autore 



Barbara Stefanelli 



Puntate pubblicate. 

• Storia di un pastore e del suo gregge 
(n. 2/2009). 

Prossimamente. 

• Il gregge e il cane; il lupo cercato ma 
da alcuni indesiderato; quel prezioso 
mantello che sì chiama lana; gli alpeg- 
gi delle Valli di Lanzo, in Piemonte; il 
gregge ed i bambini; è il momento del 
ritorno a valle delle greggi. 




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i^l^HHBBHHBiHiHBlI 

A sinistra La conta delle pecore. A destra Giovanni e suo figlio, Andrea, si passano un agnello che si era allontanato dalla madre 








A sinistra. Controllo di alcune pecore per la vendita. A destra. Giovanni incontra un amico lungo il cammino che lo conduce 
al gregge; ha con sé, caricato a dorso di somaro, il prezioso sale da dare alle pecore come integratore della dieta 



VITA IN CAMPAGNA 2/2009 



PICCOLI ALLEVAMENTI 



49 




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Risposte ai lettori 

COME CURARE E PREVENIRE 

LA ROGNA AURICOLARE 

DEI CONIGLI 

Alcuni conigli del mio allevamento 
presentano delle vistose croste alle orec- 
chie che arrecano ad essi estremo fasti- 
dio. Di cosa si tratta? Cosa devo fare 
per curarle e come devo comportarmi 
per evitare il problema? 

Felice Rigamonti 
Gironico (Como) 

Si tratta di rogna auricolare, detta an- 
che otocariasi, causata da un piccolissi- 
mo acaro, lungo circa mezzo millimetro, 
che causa un'intensa irritazione all'in- 
terno dell'orecchio del coniglio. La ma- 
lattia si trasmette per contatto. 

La rogna auricolare, che si trasmette 

per contatto, da conigli malati 

a conigli sani (vedi freccia), 

è causata -^ A 

da un 

piccolissimo 

acaro 

(0,5 mm) 




I conigli colpiti sono irrequieti, scuo- 
tono spesso la testa e si grattano violente- 
mente con le zampe posteriori. All'interno 
delle orecchie si nota un'emissione di es- 
sudato giallo-brunastro di odore acido. 

In presenza di rogna evidente è possi- 
bile praticare una cura semplice con pro- 
dotti dermatologici a base di estratti vege- 
tali con attività antiparassitaria, che non ri- 
chiedono prescrizione del veterinario (per 
esempio Apaderm spray della ditta Apa-ct 
- Via Schip, 21-47100 Forlì - Tel. 0543 
705152). E sufficiente irrorare il condotto 
uditivo e le orecchie del conigli una volta 
al giorno fino a completa guarigione. 

Per una corretta prevenzione della ma- 
lattia è consigliabile esaminare periodica- 
mente i conigli e isolare immediatamente 
gli animali colpiti da sottoporre a cura. E 
buona nonna anche mantenere un idoneo 
stato di igiene all'interno dell'allevamen- 



to. Occorre prestare inoltre particolare at- 
tenzione agli animali di nuova introduzio- 
ne, praticando comunque una quarantena 
(isolamento di 40 giorni) prima di intro- 
durli nell'allevamento. (Maurizio Ardititi) 

: CONTROLLO INDIRIZZI AL 5-1-2009 | 

SE LE GALLINE DEPONGONO 

POCO SI PUÒ RICORRERE 

A UN'INTEGRAZIONE 

LUMINOSA PRIMA DELL'ALBA 

Tengo quattro galline ovaiole in un 
recinto su un prato di 100 metri quadra- 
ti con a disposizione una buca di sabbia, 
un piccolo pollaio e alimentazione varia. 
Ciò nonostante, almeno per il momento, 
vedo ben poche uova. Cosa posso ancora 
fare per aumentare la deposizione? 

Roberto Adami 
Vidor (Treviso) 

Le galline entrano in deposizione al 
raggiungimento della maturità sessuale 
(6-8 mesi di vita) e quando le ore di lu- 
ce giornaliere (fotoperiodo) si avvicina- 
no alle 14. Per questo nei mesi invernali 
si consiglia di integrare l' illuminazione 
giornaliera con luce artificiale (per un 
piccolo pollaio familiare una lampadina 
da 40 watt è sufficiente). 

L'integrazione luminosa deve avve- 
nire prima dell'alba e anticipare quindi 
il sorgere del sole. Per i dettagli relativi 
all'ora esatta in cui si consiglia di accen- 
dere la lampada si rimanda all'apposita 
tabella pubblicata nel supplemento «i 
Lavori», ad inizio rubrica Allevamenti. 
/\ È importante non prolungare l'il- 
t— ^ luminazione di sera perché le gal- 
line rimangono più tranquille con il cre- 
puscolo naturale, momento in cui si av- 
viano al posatoio per trascorrere la not- 
te. (Maurizio Arduin) 




Una corretta integrazione luminosa del 
pollaio nei mesi invernali incrementa la 
deposizione di uova. L'importante è che 
l'integrazione sia apportata prima del 
sorgere del sole e che non venga altera- 
to il naturale crepuscolo serale 



50 



PICCOLI ALLEVAMENTI 



VITA IN CAMPAGNA 2/2009 



\ (§lwùtecllukj(i Imkaim - (^\mkmté j 

Programmi di sviluppo rurale 2007-2013: 
i contributi per la cura del paesaggio 

Nei Psr sono previsti contributi per interventi di cura e salvaguardia del paesaggio agrario, quali ad esempio 

la creazione di laghetti, di siepi e filari poderali, l'installazione di nidi artificiali, la manutenzione di muretti 

a secco. In questo primo articolo prendiamo in esame Regioni e Province autonome del nord Italia 



Continuiamo la presentazione dei 
provvedimenti (misure) più interessanti 
per i lettori di Vita in Campagna previsti 
nei Programmi di sviluppo rurale (comu- 
nemente chiamati Psr) delle varie Regio- 
ni e Province autonome prendendo in 
esame quelli relativi alla cura del paesag- 
gio agrario. Essi prevedono delle azioni 
(che si rifanno generalmente alla misura 
216 dell'asse 2) di vario genere (creazio- 
ne di aree umide, di siepi e filari podera- 
li, l'installazione di nidi artificiali, ecc.) 
che hanno la caratteristica comune di non 
avere finalità produttive. Facciamo un 
esempio: se utilizzo i contributi di questa 
misura per realizzare un laghetto che de- 
ve servire come punto sosta per gli uccel- 
li, non posso usare lo stesso laghetto per 
l'acquacoltura (allevamento di pesci) o 
per la pesca sportiva [1]. 

Gli interventi legati alla misura 216 so- 
no di varia natura per cui è difficile entra- 
re nel dettaglio di ciascuno di essi: qui cer- 
chiamo di dare comunque le informazioni 
per utilizzare gli interventi stessi. Il consi- 
glio, come nei precedenti articoli, è di ri- 
volgersi a un tecnico di fiducia (privato o 
dei centri di assistenza tecnica delle orga- 
nizzazioni agricole) per sapere, innanzitut- 
to, se queste misure sono attualmente ope- 
rative nella propria Regione (in pratica, 
occorre informarsi sulla presenza o meno 
di un bando regionale sul Psr che parli 
esplicitamente della misura che interessa) 
e, poi, per conoscere tutte le condizioni e 
gli obblighi posti dalle misure stesse. 



Sono numerose 

le Regioni 

che concedono 

contributi 

agli agricoltori 

che costituiscono 

siepi, filari d'alberi 

o boschetti. 

Tutto ciò allo scopo 

di riservare 

delle zone di rifugio 

agli animali 

selvatici 




La Regione Piemonte concede dei con- 
tributi a chi installa nidi artificiali per 
uccelli insettivori (nella foto qui sopra) 
o per pipistrelli (foto piccola) all'inter- 
no dei vigneti o dei frutteti 

Una avvertenza. Nel descrivere le 
misure e le diverse tipologie di interven- 
to sono state utilizzate le classificazioni 
dei Programmi di sviluppo rurale delle 
diverse Regioni, ciò spiega alcune appa- 
renti incongruenze presenti nel testo: 
per esempio, la misura 216 in alcune re- 
gioni è stata indicata come misura 2.1.6 
perché è stata così scritta nel testo del 
relativo Psr. 




Come gli altri articoli, an- 
che questo è stato suddiviso in 
due puntate. Iniziamo con le 
Regioni del nord Italia. 

VALLE D'AOSTA 

Nel Programma di sviluppo 
rurale (Psr) di questa Regione 
non sono previste misure spe- 
cifiche per la cura del paesaggio agrario. 

PIEMONTE 

Come individuare i contributi nel 
Psr regionale. Gli interventi sono conte- 
nuti nella misura 216 «Sostegno agli in- 
vestimenti non produttivi - Realizzazio- 
ne di elementi dell' agroecosistema con 
funzione ambientale e paesaggistica». 

Misure previste e contributi. Gli in- 
terventi ammessi sono: impianto di zone 
arbustive e arboree con funzione di luo- 
go-rifugio per la fauna selvatica; realiz- 
zazione di aree umide; installazione di 
nidi artificiali per uccelli insettivori e/o 
chirotteri (pipistrelli) all'interno di vi- 
gneti e frutteti. 

Il contributo potrà arrivare fino ad un 
massimo del 100% delle spese sostenute 
per attuare gli investimenti. Al momento 
non risulta sia stato attivato il bando rela- 
tivo a questa misura, per cui il contributo 
non è ancora stato quantificato. 

Altre informazioni utili. I beneficia- 
ri possono essere imprenditori agricoli 
singoli o associati. La misura si applica 
sull'intero territorio regionale, con prio- 
rità per la pianura e la collina. Per l'in- 
stallazione di nidi artificiali è necessario 
aderire all'azione 214.1 (produzione in- 
tegrata) o all'azione 214.2 (produzione 
biologica). 

Sito Internet dove avere ulteriori 
informazioni su questi contribu- 
ti: www.regione.piemonte.it/agri/ 
psr2007_13/index.htm 

LIGURIA 

Come individuare i contributi nel 
Psr regionale. Gli interventi sono con- 
tenuti nella misura 2. 1 .6 «Sostegno agli 



VITA IN CAMPAGNA 2/2009 



AGRICOLTURA BIOLOGICA -AMBIENTE 



51 



investimenti non produttivi nei terreni 
agricoli». 

Misure previste e contributi. Sono 
previste quattro tipologie di intervento: 
A) ripristino dei muri a secco; B) costi- 
tuzione di siepi, filari e altri elementi 
adatti alla protezione di specie selvati- 
che, quali gli uccelli; C) realizzazione o 
recupero di piccoli invasi (abbeveratoi 
per fauna selvatica, laghetti, ecc.); D) al- 
tri investimenti non produttivi nelle aree 
della Rete Natura 2000 [2] e nei parchi 
nazionali o regionali (come ad esempio 
la realizzazione di punti di osservazione 
della fauna selvatica). 

Il contributo previsto è pari al 70 o 
all'80% della spesa ammissibile, in base 
alla tipologia di intervento e alla zona in 
cui lo stesso è realizzato. I dettagli sono 
contenuti nella misura 2. 1 .6 (consultabi- 
le tramite Internet, vedi qui sotto). 

Altre informazioni utili. La misura 
è operativa su tutto il territorio della Re- 
gione. I beneficiari possono essere le 
aziende agricole o gli enti pubblici (co- 
me ad esempio i Comuni). 
fiSL Sito Internet dove avere ulteriori 
^3 informazioni su questi contribu- 
ti: www.asriliaurianet.it (sezione Psr 
Liguria 2007-2013) 

LOMBARDIA 

Come individuare i contributi nel 
Psr regionale. Gli interventi sono con- 
tenuti nella misura 216 «Investimenti 
non produttivi». 

Misure previste e contributi. Gli 
interventi previsti sono: A. 1 -costituzio- 
ne di siepi, filari e fasce tampone bo- 
scate [3]; B.l-recupero dei fontanili; 
B.2-rinaturalizzazione di altri tipi di 
zone umide (questo intervento può 
comprendere la creazione o il migliora- 
mento di luoghi adatti alla nidificazio- 
ne degli uccelli); B.3-miglioramento di 
ambienti agricoli ad alto valore natura- 
le a rischio di scomparsa, presenti nel- 
le aree protette e nelle aree della Rete 
Natura 2000 [2]. 

Il contributo previsto può arrivare fi- 
no al 100% degli investimenti realizzati. 

Altre informazioni. L'azione è atti- 
va su tutto il territorio regionale, con 
priorità per alcune aree (ad esempio le 
aree Natura 2000 e altre aree protette). I 
beneficiari sono le imprese agricole in- 
dividuali, le società agricole e le coope- 
rative agricole. 

Nel Psr della regione Lombardia so- 
no attivi anche altri due interventi. Si 
tratta di due azioni della misura 214 (Pa- 
gamenti agroambientali): la F-Manteni- 
mento di strutture vegetali lineari (quali 
le siepi e/o i filari già esistenti) e fasce 
tampone boscate [3]; e la G-Migliora- 
mento ambientale del territorio rurale. 




Anche i laghetti, gli stagni ed altre zone umide sono soggetti a contributi che varia- 
no a seconda delle Regioni. Lo scopo è sempre quello di creare delle zone di rifu- 
gio, specie per gli uccelli selvatici 



L'azione F riguarda la cura di siepi e 
filari già presenti in azienda: prevede un 
impegno di 10 anni e un aiuto di 450 eu- 
ro/ettaro. L'azione G riguarda il ritiro 
dei seminativi (ad esempio i terreni col- 
tivati a cereali) per scopi naturalistici: 
l'impegno dura 15 anni e l'entità del- 
l'aiuto è di 450 euro/ettaro. 
K Sito Internet dove avere ulteriori 
"-OT informazioni su questi contribu- 
ti: www.agricoltura.regione.lombardia. 
it/sito/tmpl_action.asp?SezioneId=2305 
()2()0()0&action=Sezione 

BOLZANO 
PROVINCIA AUTONOMA 

Come individuare i contributi nel 
Psr provinciale. La misura 216 non è 
presente nel Psr della Provincia di Bol- 
zano. Misure analoghe si trovano però 
nell'intervento 7 «Tutela del paesaggio» 
della misura 214 (Pagamenti agroam- 
bientali). 

Misure previste e contributi. Sono 
previsti 6 sottointerventi (per ciascuno 
viene indicato il contributo base annua- 
le per ettaro): 7- 1 prati magri (630 euro); 
7-2 prati di montagna ricchi di specie 
(360 euro); 7-3 prati da strame, cioè 
quelli il cui sfalcio autunnale o inverna- 
le serve da strame, cioè da lettiera nelle 
stalle (630 euro); 7-4 prati e pascoli al- 
berati (da 300 a 740 euro, in funzione 
degli ostacoli presenti sul terreno); 7-5 
torbiere e ontaneti (145 euro); 7-6 siepi 
e fasce riparie (da 50 a 620 euro, in base 
ai metri quadrati di siepe per ettaro). 

Altre informazioni utili. In questo 
caso, pur avendo grande valore ecologi- 
co e paesaggistico, le misure hanno co- 
munque una finalità produttiva, anche se 
con l'adozione di tecniche di coltivazio- 
ne estensiva, indicate per ciascun sot- 
tointervento (ad esempio la rinuncia alle 
concimazioni chimiche). 



Sito Internet dove avere ulteriori 
informazioni su questi contribu- 
ti: www.provinz.bz.it/landwirtschaft/ 
3 1 06/publ/publikationen_i.asp 

TRENTO 
PROVINCIA AUTONOMA 

Come individuare i contributi nel 
Psr provinciale. Anche nella Provincia 
di Trento non è prevista la misura 216. 
Interventi attinenti alla cura del paesag- 
gio agrario sono contenuti nella misura 
2 1 4, azione C 1 (cura del paesaggio agra- 
rio tradizionale). Gli interventi hanno 
come finalità la conservazione della bio- 
diversità e delle specie animali. 

Misure previste e contributi. Sono 
previste tre sub-azioni: C. 1 . 1 (siepi); C. 1 .2 
(filali, alberi isolati e boschetti); C. 1 .3 (ge- 
stione ambientale dei fossati di bonifica). 

Il contributo consiste in un aiuto an- 
nuale per ettaro. Per la C. 1 . 1 il contribu- 
to per la costituzione ex novo o la ge- 
stione di siepi esistenti può andare da 
450 a 900 euro/ettaro, in funzione della 
presenza di altre colture. Nella CI. 2 il 
contributo è calcolato con criteri diversi 
per i filari di alberi, le piante isolate e i 
boschetti. Per la CI. 3 il contributo non 
può superare i 450 euro/ettaro. 

Altre informazioni utili. Le misure 
si applicano in tutta la Provincia, con 
priorità per le aree ad agricoltura inten- 
siva (Valle dell'Adige e Valle di Non). 
Sito Internet dove avere ulteriori 
informazioni su questi contribu- 
ti: www.trentinoagricoltura.net/704/In 
termediary.aspx 

VENETO 

Come individuare i contributi nel 
Psr regionale. Gli interventi sono con- 
tenuti nella misura 216 «Investimenti 
non produttivi». 



52 



AGRICOLTURA BIOLOGICA - AMBIENTE 



VITA IN CAMPAGNA 2/2009 



Misure previste e contributi. Sono 
previste queste azioni: 1) creazione di 
strutture per l'osservazione della fauna; 
2) realizzazione di strutture funzionali 
alla diffusione della fauna selvatica; 3) 
realizzazione di zone di fitodepurazione 
e creazione di zone umide; 4) realizza- 
zione di strutture per la raccolta e la con- 
servazione del patrimonio rappresentato 
dai prati ad elevato valore naturalistico 
(realizzazione di stratture per lo stoccag- 
gio del fieno per caratterizzare la tipolo- 
gia genetica delle specie e poter riutiliz- 
zare la semente per la semina di nuove 
superfici); 5) creazione di corridoi ecolo- 
gici, fasce tampone, siepi e boschetti. 

La percentuale massima del contribu- 
to è dell' 80% della spesa ammissibile 
nelle zone svantaggiate di montagna, del 
70% nelle altre zone. Sono previsti dei 
massimali di spesa ammissibili: azione 1 , 
euro 10.000; azione 2 e 3, euro 20.000; 
azione 4, euro 250.000; azione 5, euro 
5,45 al metro lineare. 

Altre informazioni utili. Sono previ- 
sti vincoli e condizioni di ammissibilità 
specifici per ciascuna delle cinque azioni. 
Facciamo un esempio: alcune delle azio- 
ni previste (come la 1 , 2 e 4) devono es- 
sere necessariamente associate all'ado- 
zione di altre misure del Psr, in partico- 
lare la misura agroambientale 214. 

Sito Internet dove avere ulteriori 
informazioni su questi contribu- 
ti: www.regione.veneto.it/Economia/ 
Agricoltura+e+Foreste/Sviluppo+Rurale 

FRIULI VENEZIA GIULIA 

Come individuare i contributi nel 
Psr regionale. Gli interventi sono con- 
tenuti nella misura 216 del Psr. 

Misure previste e contributi. Sono 
previste due azioni. 1) Manutenzione 
straordinaria di muretti a secco divisori 
e di sostegno a terrazzamenti; il contri- 
buto è di 32 euro/metro lineare per i mu- 
retti a secco divisori e di 94 euro/metro 
quadrato per i muretti a sostegno di ter- 
razzamenti (in questa azione è esclusa la 
costruzione di nuovi muretti). 2) Costi- 
tuzione di habitat; sono previsti tre inter- 
venti per la costituzione di: siepi (anche 
alberate) e di piccoli boschi (superficie 
massima 15 ettari); stagni e laghetti di 
acqua dolce; sistemi macchia-radura 
(costituiti da gruppi di alberi e arbusti e 
aree di prato permanente). 

I contributi previsti sono: 2.800 euro/ 
ettaro per siepi e boschetti; l,17euro/ 
metro quadrato per stagni e laghetti; 
1.950 euro/ettaro per i sistemi macchia- 
radura. 

Altre informazioni utili. Per ciascu- 
na azione le zone ammesse al contributo 
sono indicate nel testo della misura 216. 
Per l'azione 1 (muretti a secco) non sono 



ammessi a contributo muri di cinta di abi- 
tazioni; non sono accettate domande in- 
feriori a 400 euro. Per l'azione 2 (costitu- 
zione di habitat) sono esclusi dai premi i 
terreni in precedenza coltivati a prato, 
prato-pascolo e pascolo; il beneficiario 
(ad esempio l'azienda agricola) si impe- 
gna per dieci anni a non modificare la de- 
stinazione d'uso degli habitat realizzati. 
Sito Internet dove avere ulteriori 
informazioni su questi contribu- 
ti: www.regione.fvg.it/rafvg/econo 
miaimprese/dettaglio.act?dir=/rafvg/ 
cms/RAFVG/AT4/ARG4/FOGLI A I 

EMILIA ROMAGNA 

Come individuare i contributi nel 
Psr regionale. Gli interventi sono con- 
tenuti nella misura 216 «Sostegno agli 
investimenti non produttivi». 

Misure previste e contributi. Le 
azioni previste sono tre: 1) accesso al 
pubblico e gestione faunistica (realizza- 
zione e ristrutturazione di piccole infra- 
strutture turistiche come sentieri e punti 
di osservazione e di strutture per la ge- 
stione della fauna selvatica); 2) conser- 
vazione di ecosistemi di alto valore na- 
turale e paesaggistico; 3) ripristino di 
spazi naturali e seminaturali e del pae- 
saggio agrario (ad esempio la creazione 
di siepi, boschetti, stagni, laghetti e ba- 
cini per la fitodepurazione). 

Il contributo previsto è pari al 70% 
della spesa massima ammissibile per 
l'azione 1 e al 50% per l'azione 2; per 
l'azione 3 il pagamento è di 0,4 euro/ 
metro quadrato in pianura e 0,2 euro/ 
metro quadrato in collina. 




Anche il ripristino dei muretti a secco 
divisori e dì sostegno a terrazzamenti 
viene finanziato dai Programmi di svi- 
luppo rurale, che prevedono contributi 
per la cura del paesaggio 



Altre informazioni utili. Nel Psr, 
per ogni azione sono previste indicazio- 
ni specifiche relative ai beneficiari (tra 
cui sono sempre compresi gli imprendi- 
tori agricoli) e alla localizzazione degli 
interventi, che è ben definita. 

Sito Internet dove avere ulteriori 
informazioni su questi contribu- 
ti: www.ermesagricoltura.it/wcm/erme 
sagricoltura/servizi_imprese/piano_re 
gionale/s_prsr_2007_20 1 3.htm 

Pier Francesco Lisi 

[1] Interventi simili, legati al paesaggio 
agrario, si trovano anche all'interno di 
altre misure dei Programmi di sviluppo 
rurale e in alcuni di essi ci sono poi mi- 
sure analoghe a quelle che presentiamo 
in questo articolo, ma rivolte esclusiva- 
mente alla cura delle foreste, di solito 
rintracciabili sotto il titolo «Sostegno 
agli investimenti non produttivi nel set- 
tore forestale». 

[2] La Rete Natura 2000 è un sistema di 
aree naturali presenti nel territorio del- 
l'Unione europea e destinate alla con- 
servazione della biodiversità ed in parti- 
colare alla tutela di habitat naturali e/o 
di specie animali e vegetali. L'indivi- 
duazione dei siti è stata realizzata in Ita- 
lia dalle singole Regioni e Province au- 
tonome. La Rete Natura 2000 è compo- 
sta da due tipi di aree: 1 ) le Zone di pro- 
tezione speciale che ospitano popolazio- 
ni significative di specie di uccelli di in- 
teresse comunitario; 2) i Siti di impor- 
tanza comunitaria (Sic), previsti dalla 
direttiva Habitat e individuati dalle Re- 
gioni, che diventano Zone speciali di 
conservazione (Zsc), dopo essere stati 
approvati dai singoli Stati membri (in 
Italia, dal Ministero dell'ambiente). 

[3] Le fasce tampone boscate sono fasce 
di vegetazione (alberi e/o arbusti) poste 
lungo i corsi d'acqua intorno ai campi 
coltivati; la loro funzione è quella di ri- 
durre il carico di sostanze inquinanti che 
arriva'nei corsi d'acqua stessi. 

Puntate pubblicate. 

• Le razze ammali a rischio (n. 2/2008, 
pag. 49). L'agricoltura biologica, I parte (n. 
9/2008, pag. 45). Agricoltura biologica, II 
parte (n. 10/2008, pag. 41 ). Varietà vegeta- 
li a rischio di estinzione, 1 parte (n. 1 1/2008, 
pag. 57). Varietà vegetali a rischio di estin- 
zione, II parte (n. 12/2008, pag. 56). Spazi 
naturali e cura del paesaggio agrario, I 
parte (n. 2/2009, pag. 51). 
Prossimamente. 

• Spazi naturali e cura del paesaggio 
agrario, II parte. 

: CONTROLLO INDIRIZZI AL 5-1-2009 l 



VITA IN CAMPAGNA 2/2009 



AGRICOLTURA BIOLOGICA - AMBIENTE 



53 




Fatica, stress ma anche «amore» 
degli animali selvatici nell' allevare la prole 

Per gli animali selvatici, uccelli o mammiferi indistintamente, le cure per la crescita della prole 

rappresentano un comportamento innato molto complesso. Allevare i piccoli 

implica stress e dispendio di energie, spesso in situazioni di vero e proprio pericolo per i genitori 

stessi, ma lo stimolo a far continuare la vita è più forte di qualsiasi altro 

Per gli animali selvatici l'allevamen- 
to della prole comporta indubbiamen- 
te un notevole dispendio di energie. In 
questo campo le varie specie adotta- 
no strategie riproduttive diverse, basa- 
te ovviamente sulle proprie esigenze. 
Le attenzioni che, per un certo periodo 
di tempo, i genitori mostrano verso la 
prole sono chiamate dagli zoologi «cu- 
re parentali» (dal latino parentes, cioè 
genitori) e per tutte le specie terminano 
quando i figli sono in grado di affronta- 
re la vita da soli. 

Nel mondo animale sono soprattut- 
to gli uccelli e i mammiferi a pratica- 
re cure parentali vere e proprie, anche 
se nei pesci e nei rettili vi è qualche ca- 
so (spinarello e coccodrillo) in cui i ge- 
nitori accudiscono la prole appena nata. 
Nel mondo degli insetti rapporti di que- 
sto tipo si segnalano tra i cosiddetti «in- 
setti sociali», come le api e le vespe, che 
si preoccupano dello svezzamento delle 
larve, mentre negli anfibi non vi sono at- 
tenzioni verso la prole perché questa na- 
sce già autosufficiente. 

In questo articolo ci occupiamo de- 
gli uccelli e dei mammiferi, «costretti» 
a essere genitori premurosi perché i loro 
figli alla nascita sono incapaci di badare 
a se stessi (prole «inetta»). 

UCCELLI: MOLTO IMPEGNO 
E STRATEGIE DIVERSE 

Negli uccelli questo comportamen- 
to varia da una specie all'altra, in base al 
«sistema nuziale». Nel caso degli uccel- 
li monogami (accoppiamento di un ma- 
schio con una sola femmina) entrambi 
i genitori contribuiscono alla cura della 
prole. Diverso è il caso dei poligami, cioè 
di un maschio che si accoppia con più 
femmine o, più raramente, di una femmi- 
na che si accoppia con più maschi. 

Nell'ipotesi di un maschio con più 
femmine, la femmina si occupa da sola 
della cova e, in parte preponderante, del- 
la nutrizione dei pulcini, perché il ma- 
schio è impegnato con altre nidiate. Nel- 
l'ipotesi di una femmina con più maschi, 
che è però molto più rara, è la femmina a 
beneficiare del sistema perché durante lo 
svezzamento dei nidiacei riceve un note- 
vole aiuto dai maschi. 




1-Nel caso del pendolino (Remiz pendolinus) è 
spesso la femmina a occuparsi della prole, perché 
il maschio diserta la famiglia per trovarsi una 
nuova compagna e mettere al mondo altri figli. In 
questo caso il vantaggio per la specie consiste 
nell 'alto numero di figli messi al mondo. 2-11 cu- 
culo (Cuculus canorus) si comporta da parassita 
(depone le uova nei nidi di altre specie). Nella fo- 
to: l'imbeccata a un giovane cuculo, già di rile- 
vanti dimensioni, da pente di una cannatola 



Ovviamente, per il maschio è più 
vantaggioso in termini di successo ri- 
produttivo accoppiarsi con più femmi- 
ne, perché, anche se deve dividere le sue 
fatiche tra nidiate diverse, avrà un mag- 
gior numero di figli. 

Ricordiamo comunque che fra gli 




3-La tortora (Streptopelia turtur) può 
abbandonare il nido o ì figli se ritiene 
che vi sia una situazione di pericolo. In 
questo caso viene data maggiore impor- 
tanza alla vita del genitore che si impe- 
gnerà in una nuova nidificazione 



uccelli il sistema nuziale più diffuso è 
quello della monogamia, in cui entram- 
bi i «coniugi» assistono i figli fino alla 
loro indipendenza. 

Pensate che le strategie riproduttive 
siano finite qui? Assolutamente no! Esi- 
stono addirittura casi di diserzione tra 
i coniugi, dove il maschio o la femmi- 
na possono abbandonare la nidiata la- 
sciando al partner il compito di accudi- 
re i pulcini. Apparentemente questi ca- 
si possono far pensare a uno svantaggio 
nell'ambito della riproduzione, ma non 
sempre è così. 

Nel caso del pendolino (1), per 
esempio, entrambi i genitori parteci- 
pano all'allevamento dei nidiacei, ma 
spesso capita che uno degli adulti (di so- 
lito il maschio) lasci la prole per cerca- 
re un'altra compagna. Ovviamente la fa- 
tica per il genitore rimasto solo aumen- 
ta, in quanto deve soddisfare le richie- 
ste di pulcini continuamente affamati. 
Consideriamo però, che il partner che 
ha disertato inizierà con la nuova com- 
pagna (o compagno) un'altra riprodu- 
zione dando vita ad altri pulcini con ot- 
timi risultati per il buon proseguimento 
della specie. 

ff Non manca chi preferisce far alle- 
^-•-' vare i propri figli da altri: di questo 
comportamento è un esempio lampante 



54 



AGRICOLTURA BIOLOGICA - AMBIENTK 



VITA IN CAMPAGNA 2/20(19 







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4-Figli che fatica! La nascita dei figli comporta sempre un grande lavoro per i genitori che accudiscono la prole fino al mo- 
mento della loro indipendenza. Nella foto: mamma germano reale (Arias platyrhynchos) porta a spasso i suoi pulcini tenen- 
do d'occhio i dintorni dello stagno. 5-AU 'avvicinarsi dì un potenziale predatore la femmina del germano reale si finge ferita 
e sbatte le ali sufi 'acqua mostrandosi in difficoltà. In questo modo attira su di sé l 'attenzione del nemico e lo svia dalla nidia- 
ta. Al momento giusto, però, la madre volerà in salvo per tornare dai pulcini 



il cuculo (2) che depone le uova nei ni- 
di altrui, lasciando ai genitori adottivi la 
fatica di accudire i suoi figli. Il vantag- 
gio ottenuto è che nessuna energia viene 
spesa per la nutrizione della prole e i ge- 
nitori non subiscono lo stress dell'alle- 
vamento. Le fatiche sono riversate sulla 
specie parassitata che deve, suo malgra- 
do, assistere una prole non sua magari 
molto più grande. 

La nutrizione non è comunque la par- 
te più gravosa, poiché anche la difesa del 
nido e dei giovani comporta un impegno 
che, a volte, può far perdere la vita ai ge- 
nitori. Non tutti gli uccelli si comporta- 
no però allo stesso modo e può succede- 
re che, in caso di pericolo, una tortora 
(3) abbandoni il nido e, colta dal terro- 
re, non torni più a covare o addirittura a 
occuparsi dei piccoli. 



ff\ La femmina del germano reale 
^*^ (4-5), invece (ma tanti altri uccel- 
li adottano questo stratagemma), all'av- 
vicinarsi di un predatore o di un poten- 
ziale nemico, si finge ferita e incapace 
di volare: in questo modo cerca di atti- 
rare l'attenzione su di sé, sviando l'ag- 
gressore dai pulcini che hanno tempo 
per mettersi in salvo. 

L'allocco (6), addirittura, per difen- 
dere i figli non esita ad attaccare l'uomo 
e pure i gabbiani (6a) e le sterne (6b) 
hanno l'istinto di affrontare una perso- 
na che incautamente si sia avvicinata al- 
la nidiata. Ma chi difende i figli a co- 
sto della vita è più zelante del genito- 
re che fugge disinteressandosi della co- 
vata? Nel mondo animale no. L'animale 
agisce seguendo l'istinto della sua spe- 
cie: chi fugge trae vantaggio perché sal- 



va la vita e quindi ha la possibilità di 
procreare nuovamente, chi rimane a di- 
fesa della prole può sacrificare se stesso 
per salvare i figli, consentendo comun- 
que che il suo patrimonio genetico non 
vada perduto. 

Strategie diverse, ma un unico fine: 
assicurare in qualsiasi modo la conti- 
nuità della specie. 

MAMMIFERI: CURE ASSIDUE 
E SCUOLA DI VITA 

I mammiferi, più degli uccelli, sono 
conosciuti per le cure assidue e prolunga- 
te nel tempo che riservano alla loro prole: 
nella maggior parte dei casi anche alla fi- 
ne dell'allattamento rimangono con i figli 
preparandoli alla vita e insegnando loro le 
astuzie per non soccombere. 







">* 



|6b| 

6-Allocco (Strix aluco), 6a-gabbiano reale (Larus cachinnans), 6b-sterna codalunga (Sterna 
paradisea): tre specie di uccelli in grado di fronteggiare l'uomo per allontanarlo dal nido o dai 
pulcini. Tre esempi di comportamento in cui l'incolumità della prole è più importante di quella dei genitori 




VITA IN CAMPAGNA 2/2009 



AGRICOLTURA BIOLOGICA -AMBIENTI-: 



55 




I-La volpe (Vulpes vulpes) custodisce i figli in una tana e li protegge a costo della vita. 8-Una femmina di cinghiale (Sus scrofa) 
mentre allatta i piccoli. In questi frangenti l'animale è molto sensibile al disturbo e non esita ad attaccare anche l'uomo, mentre 
quando il cinghiale non ha prole da accudire è molto timoroso e fugge al minimo cenno di pericolo 




9-La lepre (Lepus europaeus) non procura nessun rifugio ai piccoli e li difende facendosi inseguire dal predatore di turno. 
10-1 cuccioli dei mammiferi erbivori - nella foto femmina e piccolo di daino (Dama dama) - alla nascita sono tutti in gra- 
do di spostarsi, ma dipendono completamente dalla madre che deve allattarli 



Un ottimo esempio lo si può avere os- 
servando la micia di casa. Avrete avuto mo- 
do di vedere che, finito l'allattamento, può 
portare ai piccoli un topolino o un uccellino 
morto e in seguito arriva a consegnare loro 
addirittura una preda viva, esortandoli ad 
attaccarla. Questo gioco, che può sembra- 
re crudele, non è altro che una scuola di so- 
pravvivenza. Ovviamente i nostri gatti, che 
non hanno il problema della nutazione, si 
comportano così perché seguono semplice- 
mente il loro istinto primordiale. 

Nei mammiferi la cura della prole è 
solitamente affidata alla madre, che dopo 
il periodo di allattamento inizia i figli alla 
caccia o alla ricerca di vegetali. Il tempo 
di permanenza con i figli varia da specie 
a specie e quando i giovani sono in grado 
di provvedere a se stessi cade ogni vinco- 
lo familiare; addirittura, quando i «ram- 
polli» sono indipendenti, vengono scac- 
ciati con decisione dal territorio. 

L'attaccamento dei mammiferi per i 
figli non ancora autosufficienti è invece 
molto forte, ed è in questa fase che si os- 
servano i casi più eclatanti di difesa della 
prole. La volpe (7), per esempio, arriva a 



farsi sbranare da un gruppo di cani randagi 
nel tentativo di salvare i cuccioli, e il cin- 
ghiale (8) non esita ad attaccale cani e uo- 
mini per proteggere la figliata. 
(\\ Diversa è la strategia della lepre (9) 
^J che fugge di fronte al pericolo, ma 




ll-Una nutria (Myocastor coypus) con 
i cuccioli sta scendendo dall'argine per 
raggiungere il canale. Anche in acqua la 
madre riesce ad allattare i figli, grazie alle 
mammelle poste molto in alto sui fianchi 



in realtà si fa inseguire volontariamen- 
te dai predatori per distoglierli dal luo- 
go dove sono nascosti i piccoli. Per il re- 
sto, la lepre non sembra essere una madre 
esemplare, poiché non prepara nessun 
nascondiglio per i figli e li lascia sempli- 
cemente tra l'erba restando con loro sol- 
tanto nelle ore notturne e durante l'allat- 
tamento. Bisogna dire, però, che i cuccio- 
li di lepre sono molto precoci: nascono 
con gli occhi aperti, con il coipo già rico- 
perto di pelo e subito dopo la nascita so- 
no in grado di muoversi da soli. 

Tutti i figli dei mammiferi erbivo- 
ri (10) fin dalla nascita sono padroni dei 
loro movimenti, ma per un certo periodo 
necessitano della costante presenza del- 
le madre che deve allattarli ed è proprio 
in questo tempo che le femmine sono più 
vulnerabili agli attacchi dei nemici. 

Questo problema è meno sentito dal- 
la nutria (11), che avendo le mammelle 
molto alte sui fianchi riesce ad allattare i 
figli, in grado di seguirla in acqua poche 
ore dopo la nascita, anche mentre nuota. 



Funi dell'autore 



Maurizio Bonora 



56 



AGRICOLTURA BIOLOGICA - AMBIENTE 



VITA IN CAMPAGNA 2/2009 




Terriccio 

Protettivo 

protegge 
le piante dai 
marciumi 
radicali e stimola 
l'accrescimento 

Terriccio 

Rigenerante 

stimola 
l'attività 
radicale ed 
esplica azione 
rinverdente 
su piante 
sofferenti 
e stressate 



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l'habitat naturale 
per le tue piante 

www, vigorplant. it 



Quanti funghi «curiosi» esistono in natura! 

Definirli «curiosi» forse è riduttivo. Si tratta di vere e proprie meraviglie che la natura offre 
all'ammirazione di chi cerca il bello e l'insolito tra le cose non fatte dalla mano dell'uomo 



Prendendo lo spunto dalle foto di 
uno strano fungo che ci ha inviato il 
lettore Basilio Romano di Biella, ab- 
biamo deciso di concedere la ribalta 
di Vita in Campagna ai curiosi e in- 
soliti funghi - nessuno dei quali è 
da considerare commestibile - che 
potete ammirare in queste pagine. 

UN FUNGO «CURIOSO» CHE 

RICORDA I PETALI DI UN FIORE 

O I TENTACOLI DI UN POLIPO 

Cominciamo dalle belle foto che ci 
ha inviato il nostro lettore di Biella. 

Il fungo ritratto è Clathrus archeri (1 
la) noto anche con il nome di Anthunis 
archeri, una curiosa e non comune specie 
la cui forma - caratterizzata da un corto 
gambo che fuoriesce da un sacco (vedi 
particolare in alto a sinistra) bianco dal 
quale si dipartono dei bracci ritorti di un 
bel colore rosso vivo - richiama i petali di 
un fiore o, anche, i tentacoli di un polipo. 

I FUNGHI DALLA FORMA 
BIZZARRA SONO NUMEROSI 



Clathrus archeri appartenente all'or- 
dine delle Phallales, al quale apparten- 
gono diverse altre specie reperibili nelle 
nostre zone. 

Tra queste ricordiamo Clathrus ru- 
ber (2), Phallus impudicus (3), Phallus 
hadriani (4), Lysurus cruciatus (5) e 
Mutinus elegans (6). 

Tutti questi funghi negli stadi giovani- 
li sono caratterizzati da forme globose, 
un po' simili a un uovo, con evidenti cor- 
doni biancastri che partono dalla base e si 




l-Clathrus archeri richiama nella forma i petali di un fiore o i tentacoli di un po- 
lipo. Nelle foto 1 e la si notano le diverse fasi di sviluppo del ricettacolo. Nel par- 
ticolare in alto a sinistra è visibile l'esemplare giovane ancora chiuso nell'ovolo 




2-Clathrus ruber cresce dalla primave- 
ra all'autunno, solitamente su terreni 
ricchi dì humus, sia nei radi boschi lito- 
ranei che nei parchi e nelle radure delle 
zone pianeggianti e collinari 



3-Phallus impudicus cresce dall'inizio 
dell'estate all'autunno inoltrato. Nella 
foto si nota un esemplare con il ricettaco- 
lo bianco in quanto la mucillagine che lo 
ricopriva è stata mangiata dagli insetti 




'i-Phallus hadriani cresce in autunno, 
preferibilmente in pianura, in parchi e 
giardini e sui litorali sabbiosi fino a po- 
chi metri dalla battigia 



S-Lysurus cruciatus, che a pieno sviluppo 
può ricordare una zampa d'uccello, cre- 
sce in autunno, in pianura, in luoghi ricchi 
di residui legnosi in decomposizione 



6-Mutinus elegans cresce dalla prima- 
vera ali 'autunno, in pianura, sia nei giar- 
dini che nei parchi cittadini, ma anche in 
altri luoghi ricchi di detriti legnosi 



58 



AGRICOLTURA BIOLOGICA -AMBIENTE 



VITA IN CAMPAGNA 2/200'; 




1-Cyatus olla. Nella foto 7 si può osservare la curiosa forma ad imbuto contenente 
delle palline (peridioli) che rendono questo fungo simile ad un nido. Nella foto 7a si 
vede il peridiolo che, dopo essere stato catapultato fuori dal «nido» da una goccia di 
pioggia che lo ha centrato, si è attaccato a un rametto che si trovava nella traiettoria 
di volo grazie al filamento vischioso che si distende nella fase di espulsione 



8-Geastrum triplex, il cui nome (dal gre- 
co gè - terra e astèr = astro/stella) de- 
scrìve la forma che lo caratterizza. Nella 
foto si nota l'apertura strozzata (frecce) 
attraverso la quale fuoriescono le spore 



ramificano nel terreno. La parte esterna 
dell'ovolo è costituita da una membrana 
con superficie generalmente liscia e di 
consistenza molliccia, mentre la parte in- 
tema presenta uno strato di sostanza ge- 
latinosa che avvolge il fungo allo stadio 
embrionale. Con lo sviluppo si ha la rot- 
tura della membrana, che rimane sotto 
forma di sacco alla base (volva), e la fuo- 
riuscita del ricettacolo (corpo fruttifero e 
a cui spetta il compito di produrre le spo- 
re che assicureranno la riproduzione), il 
quale assume forme molto variabili a se- 
conda della specie. 

La parte fertile contenente le spore è 
generalmente costituita da una sostanza 
mucillaginosa di colore verdastro che ri- 
copre il ricettacolo e che emana un odore 
molto sgradevole percepibile anche a de- 
cine di metri di distanza. Ma in natura 
nulla è lasciato al caso, e l'odore nausea- 
bondo serve ad attirare numerosi tipi di 
insetti, i quali si cibano della mucillagine 
dolciastra che ricopre il fungo. Gli inset- 
ti in questo caso vengono usati, a loro in- 
saputa, come strumenti per la dissemina- 
zione delle spore nell'ambiente. Infatti 
molte spore, proprio per il fatto di essere 
immerse nella mucillagine, rimangono 
appiccicate alle zampe e al corpo degli 
insetti, i quali con i loro spostamenti ne 
assicurano il trasporto anche a notevoli 
distanze. È questo uno dei più efficaci ed 
evoluti sistemi elaborati da madre natura 
per facilitare la riproduzione e la diffusio- 
ne nell'ambiente dei funghi. 

Descriviamo di seguito altri curiosi e 
interessanti sistemi messi a punto per 
raggiungere tale obiettivo da altre spe- 
cie di funghi. 

Cyatus olla (7): è un piccolissimo 
fungo di diametro di poco superiore al 
centimetro, che cresce su residui legno- 
si. Da giovane ha la forma di una coppa 



Ci sono anche i tartufi 

/ tartufi sono dei funghi ipogei, cioè che crescono sotto la superficie del terreno, 
dotati di un profumo molto intenso che li pone ai vertici delle bontà gastronomi- 
che che la natura ci offre. E proprio sul particolare profumo che si basa la loro 
strategia riproduttiva. Il tartufo, infatti, assume il suo aroma solo quando le spore 
sono mature, e solo allora può essere facilmente individuato dagli animali del bo- 
sco che ne vanno ghiotti (cinghiali, soprattutto, ma anche cervi, caprioli, scoiat- 
toli). Le spore di tali funghi sono in grado di passare attraverso l'apparato dige- 
rente degli animali senza subire alcun danno (non vengono digerite) e in questo 
modo vengono disseminate con le feci 
nell'ambiente. 

Tuber melanosporum, noto con il 

nome di tartufo nero di Norcia, è 

secondo per pregio solo al rinomato 

tartufo bianco di Alba. 

Nella foto si nota il foro praticato 

probabilmente da una lumaca che si 

è cibata della carne interna 

contenente le spore 




chiusa da una membrana per poi assu- 
mere quella di un piccolo imbuto conte- 
nente delle palline (peridioli), che lo 
rendono del tutto simile a un nido con 
delle uova. In questa specie la dissemi- 
nazione delle spore, che sono contenute 
f'~f\ nei peridioli, avviene in un modo 
^^ veramente particolare: quando il 
fungo maturo viene centrato dalle gocce 
di pioggia, i peridioli vengono letteral- 
mente schizzati fuori dall'imbuto e si 
trascinano dietro un lungo filetto vi- 
schioso (funicolo) che, se durante il tra- 
gitto di espulsione tocca un filo d'erba o 
un rametto, vi si attacca provocando, 
sotto l'azione della forza centrifuga, 
l'attorcigliamento del peridiolo attorno 
all'ostacolo. A questo punto il peridiolo, 
sotto l'azione del sole, si apre e lascia 
cadere, dalla posizione privilegiata che 



si è procurato, le spore che vengono 
quindi facilmente disseminate nell'am- 
biente circostante a opera del vento. 

Geastrum triplex (8): in questa spe- 
cie le spore sono contenute nell'involu- 
cro posto al centro del fungo e la loro 
fuoriuscita è affidata all'azione delle 
gocce di pioggia che colpiscono l'invo- 
lucro direttamente od opportunamente 
deviate dalla parte stellata. La particola- 
re struttura interna dell'involucro, in se- 
guito alla pressione esercitata dalle goc- 
ce d'acqua, convoglia le spore verso 
l'apertura strozzata, vedi freccia, dalla 
quale vengono proiettate in alto sotto 
forma di sbuffi di polvere per poi essere 
disseminate nell'ambiente a opera del- 
l'azione del vento e dell'acqua. 

Pieremìlio Ceccon 



VITA IN CAMPAGNA 2/2009 



AGRICOLTURA BIOLOGICA -AMBIENTE 



59 



Risposte ai lettori 

LA LOTTA ALLE ZANZARE 

NEI DINTORNI 

DELL'ABITAZIONE 

DI CAMPAGNA CON L'AIUTO 

DEI PIPISTRELLI È FATTIBILE 

Di recente ho sentito parlare, in tele- 
visione, della lotta alle zanzare con ì pi- 
pistrelli. Vi chiedo se la cosa è davvero 
fattibile e come. 

Valter Rossetto 
Santo Stino di Livenza (Venezia) 

©Ciò che ha sentito il lettore è 
senz'altro attuabile in quanto i pi- 
pistrelli sono delle vere e proprie «mac- 
chine alimentari» volanti che ogni notte 
divorano una quantità di insetti pari al- 
la metà del loro peso, nutrendosi sia di 
insetti che causano danni alle piante che 
di altri che danno fastidio all'uomo co- 
me per l'appunto le zanzare. 

Un'esperienza positiva. Per attira- 
re questi mammiferi e favorirne la dif- 
fusione sul territorio, diversi anni fa, 
assieme ad alcune amministrazioni co- 





La lotta alle 
zanzare (nella 
foto in alto 
zanzara 
comune, 
5-7 min) passa 
anche 
attraverso 
la tutela 
dei pipistrelli 
come suggerito 
nel testo 



munali del Veronese, ho realizzato un 
progetto di introduzione di nidi per pi- 
pistrelli (e per uccelli) in alcune zone 
frutticole del Veneto. Il progetto, che 
prevedeva la sistemazione e il controllo 
di appositi nidi presso le aziende ade- 
renti, fin dal secondo anno di attuazio- 
ne ha evidenziato il fatto che il 90% dei 



nidi era stato abitato da 1 a 10 pipistrel- 
li per nido. 

Per favorire la presenza di questi 
preziosi mammiferi nel territorio con- 
sigliamo quindi al lettore di porre nei 
dintorni dell'abitazione uno o più ni- 
di del tipo illustrato nel riquadro ripor- 
tato in basso in questa pagina, al qua- 
le rimandiamo per ulteriori approfondi- 
menti. (Giovanni Rigo) 



Di seguito riportiamo l'indirizzo di 
due ditte che dispongono dei nidi per 
pipistrelli illustrati nel riquadro di que- 
sta pagina; la lettera tra parentesi corri- 
sponde al tipo di nido che hanno in ca- 
talogo: 

- Bavicchi - Via della Valtiera, 293 - 
06087 Ponte San Giovanni (Perugia) - 
Tel. 075 393941 - Fax 075 5997859 (C); 

- Natur Protection - Via Rencio. 4 - 
39100 Bolzano -Tel. 0471 981471 -Fax 
0471 324847 (A-B e D). 

: CONTROLLO INDIRIZZI AL 9-1-2009 : 

PROPRIETÀ DELLE BACCHE 

DI ALCUNI ARBUSTI 

ORNAMENTALI 



Pipistrelli: come ospitarli nella casa di campagna 




I pipistrelli sono preziosi 
alleati nella lotta agli in- 
setti e perciò meritano 
una grande considera- 
zione da parte nostra, 
soprattutto perché tutte 
le specie europee di pipì 
strello comprese quelle 
presentì nel nostro Pae 
se, sono in diminuzione e 
seriamente minacciate di 
estinzione. Per questo, 
laddove sia possìbile, vi 
consigliamo di installare 
nel vostro giardino (ap- 
pesi ad alberi o a pali) o sui muri 
siti ricoveri come quelli illustrati 
te in calce alla risposta 



Ecco alcuni dei più co- 
muni ricoveri per pipi- 
strelli che si possono re- 
perire in commercio: A 
(altezza cm 33, diametro 
cm 1 6), B (altezza cm 43, 
larghezza cm 27, profon- 
dità cm 10) e C (altezza 
cm 40, larghezza cm 19, 
profondità cm 15), tut- 
ti nidi per la riproduzio- 
ne; D (altezza cm 50, dia- 
metro cm 36) cassetta-ni- 
do per il riposo invernale 



di casa (a tre-quattro metri da terra), appo- 
quì sopra, reperìbili presso le ditte rìporta- 




Alcuni amici mi hanno donato alcune 
piante selvatiche e alcuni arbusti orna- 
mentali che producono frutti e bacche di 
vario genere. Desidererei sapere se i frut- 
ti che producono sono commestibili. 

Le specie in mio possesso sono le se- 
guenti: stranvesia (appantenente alla 
famiglia delle Rosacee) che produce dei 
frutti molto simili alle ciliegie ma più 
grandi, color cremisi, che maturano in 
dicembre; cotoneaster, con bacche co- 
lor rosso-arancio; piracanta, con bac- 
che color giallo e arancio vivo; viburno, 
con bacche color blu-nero; alloro, con 
bacche color porpora-nerastro. 

Paolo Massone 
Bultei (Sassari) 

, L'argomento sollevato dal lettore è 
estremamente interessante in quanto 
moltissime specie selvatiche e/o orna- 
mentali sono utili e spesso commestibi- 
li, ma le conoscenze a tale riguardo so- 
no scarse e spesso sono state dimentica- 
te. Tra le specie elencate dal lettore, al- 
cune hanno usi alimentari. Più in parti- 
colare precisiamo che: 

- la stranvesia (Stranvaesia davidiana) 

(1) ha un utilizzo esclusivamente orna- 
mentale e i suoi frutti non sono comme- 
stibili; 

- cotoneastro (Cotoneaster varie specie) 

(2) e piracanta (Piracanta varie specie) 

(3) sono arbusti ornamentali con bacche 
colorate. Appartengono alla stessa fami- 



60 



AGRICOLTURA BIOLOGICA - AMBIENTE 



VITA IN CAMPAGNA 2/2009 



/ Primi nei sistemi elettrici. 
Potatura e raccolta agevolata a batteria. 




1-Stranvesia (Stranvaesia davìdiana). 
2-Cotoneastro (Cotoneaster varie spe- 
cie). 3-Piracanta (Piracanta varie spe- 
cie). 4-Viburno (Viburnum tinus). 5-A1- 
loro (Laurus nobilis) 

glia del melo e del pero, e come questi, 
danno frutti commestibili, anche se non 
altrettanto buoni. Con i frutti si possono 
fare marmellate o passate di frutta elimi- 
nando i semi con il passaverdure: i se- 
mi contengono infatti le stesse sostanze 
contenute nelle mandorle amare e, se nel 
preparare la marmellata se ne schiaccia- 
A. no troppi, questa diventa amara e 
^ — ^ può risultare tossica (ma a dosi li- 
mitate queste sostanze conferiscono il 
caratteristico gusto di amaretto, grade- 
vole e anche salutare). In sostanza, se 
la marmellata o il frutto crudo risultano 
gradevoli e non amari, vuol dire che il 
contenuto di queste sostanze è basso e il 
prodotto perfettamente commestibile; 

- il viburno (Viburnum tinus) (4) è una 
pianta molto ornamentale, ma non ha usi 
commestibili documentati; le sue bacche 
blu hanno solo un aspetto attraente; 

- l'alloro (Laurus nobilis) (5) è una 
pianta nota a tutti per il suo utilizzo in 
cucina, ma anche perché un tempo la si 
usava per incoronare i poeti (famosa è 
l'immagine di Dante Alighieri con coro- 
na d'alloro). Le sue foglie si usano come 
aromatizzante, ma anche i suoi frutti so- 
no utili: se ne estrae un grasso utilizza- 
bile per preparati cosmetici e medicina- 
li. (Adolfo Rosati) 



VITA IN CAMPAGNA 2/2009 



Forbice Frutteto 



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La nostra qualità al vostro servizio. 

Loc. Ponte S. Antonio s.n. PENNE (PESCARA) 

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(Syutòirw ìukak e amkentak 



Tra le Valli del Mincio l'escursionismo 
fluviale integra il reddito di un agriturismo 

Un agriturismo di Rivalta sul Mincio, in provincia di Mantova, ha fatto dell'escursionismo fluviale 

un'attività che integra il reddito dell'azienda. Da fine marzo ai primi di ottobre, in base 

all'andamento climatico, si può infatti partecipare a rilassanti gite a bordo di un'imbarcazione 

alla scoperta dei suggestivi paesaggi della riserva naturale delle Valli del Mincio 



Lungo il medio corso del fiume Min- 
cio, tra gli abitati di Rivalta sul Min- 
cio e Angeli, si estende la riserva natu- 
rale delle Valli del Mincio. Quest'am- 
pia zona umida a nord-ovest della città 
di Mantova è costituita prevalentemente 
da un sistema di paludi che si estendo- 
no su una superficie di 1 .500 ettari, inte- 
ressando circa dieci chilometri del cor- 
so del Mincio. 

Nel lontano 1 190 la città di Mantova 
affidò ad Alberto Pitentino (ingegnere 
idraulico bergamasco) un grande inter- 
vento di difesa idraulica della città, che 
si concretizzò nella costruzione di una 
diga, denominata Ponte dei Mulini, la 
quale rallentò il corso del Mincio crean- 
do il Lago Superiore (uno dei tre specchi 
d'acqua che circondano la città). Que- 
st'opera diede origine ad un ambiente 
palustre che per secoli 
ha costituito il sosten- 
tamento delle popola- 
zioni della zona con 
la pesca, la caccia e la 
raccolta della canna 
palustre e del carice 
(pianta erbacea palu- 
stre utilizzata per im- 
pagliare sedie, fiaschi, 
sporte, cesti, ecc.; ve- 
di foto qui a sinistra). 
Oggi l'ambiente 
delle Valli del Mincio 
si presenta come una 
grande distesa d'ac- 



LOMBARDIA 



Rivalta 
sul Mincio 

partenza/arrivo , 
escursioni 





«Insolitomincio» 
è il nome 
dell 'imbarcazione 
utilizzata da un 
agriturismo di 
Rivalta sul Mincio 
per le escursioni 
fluviali nella riserva 
naturale delle 
Valli del Mincio. 
La sua navigazione 
lenta permette 
di godere appieno 
delle bellezze 
di questi incantevoli 
luoghi umidi 




Grazie* 



Angeli 



qua coperta da una rigogliosa vegeta- 
zione costituita prevalentemente da can- 
na palustre e carice, da specie come ca- 
stagna d'acqua, giaggiolo e ibisco pa- 



Come raggiungere 
la zona. Rivalta 
sul Mincio si trova 
a 10 chilometri 
da Mantova, 
seguendo l 'ex 
statale cremonese 
in direzione 
Goito-Brescia. 
Neil 'area 
ali 'interno della 
linea gialla si 
estende la riserva 
naturale delle Valli 
del Mincio 



VENETO 



Lago Superiore 

I 

• Mantova 



Questo ambiente è frequentato da nume- 
rose specie di uccelli acquatici, come ad 
esempio il cannareccione (\)elo svasso (2) 

lustri, ninfee e tante altre. Tra le piante 
si apre un intrico di canali, i cosiddetti 
«giochi», frequentati da numerose spe- 
cie di uccelli acquatici come ad esempio 
il cannareccione, Vairone cenerino, la 
folaga, \a.garzetta, lo svasso, la nittico- 
ra e il germano reale. 

La riserva delle Valli del Mincio offre 
inoltre da luglio sino ai primi di settem- 
bre, se la stagione si presenta favorevole, 
la spettacolare fioritura bianca e rosa del 
loto (Nelumbo nucifera). Questa pianta 
giunse a Mantova nel 1921 dall'Orien- 
te a seguito di un esperimento di Maria 
Pellegreffi Zambianchi (1890-1981 ), bo- 
tanica presso l'Università di Panna, che 
mise a dimora alcuni rizomi (radici) di 
questa pianta nelle tranquille acque del 
Lago Superiore: le piante trovarono sin 
da subito un ambiente ideale di crescita. 



62 



TURISMO RURALE E AMBIENTALE 



VITA IN CAMPAGNA 2/20IW 




I-La riserva naturale delle Valli del Mincio offre da luglio sino ai primi di settembre, se la stagione si presenta favorevole, la 
spettacolare fioritura bianca e rosa del loto (nel particolare il fiore). 2-Tra la vegetazione si apre un intrico di canali, i cosid- 
detti «giochi», frequentati da numerose specie di uccelli acquatici (vedi testo) 



tant'è che oggi ben 50 ettari di superfìcie 
del lago sono coperti da loto. 

È UN ESCURSIONISMO FLUVIALE 
RISPETTOSO DELL'AMBIENTE 

In questo ambiente, Francesco e Sara 
Saccagi, padre e figlia, hanno ideato un 
nuovo modo di vivere e scoprire la riser- 
va delle Valli del Mincio. Al fine di inte- 
grare il reddito del loro agriturismo, de- 
nominato «Valli del Mincio», propon- 
gono da fine marzo ai primi di ottobre, 
in base all'andamento climatico, un tipo 
di turismo nuovo e intelligente: l'escur- 
sionismo fluviale su barca. Durante le 
escursioni si ha modo di ammirare le 
bellezze di una natura nella quale regna 
l'elemento acqua e di ascoltare le storie 
e le leggende legate a questi luoghi, rac- 
contate dalla voce di Francesco Sacca- 
gi, che vive il fiume sin dall'infanzia ed 
è diventato barcaiolo per passione. 

Oltre ad offrire un'impareggiabile 
occasione per gustare da vicino questo 
spettacolo naturale, l'agriturismo «Val- 
li del Mincio» si pone come mezzo per 
salvaguardare l'ambiente, diffondendo- 
ne la conoscenza senza danneggiarlo. 
L'imbarcazione che viene utilizzata per 
queste escursioni, denominata «Insolito- 



mincio», è infatti provvista anche di un 
motore a trazione elettrica che non rila- 
scia nelle acque del fiume sostanze in- 
quinanti e che, con la sua navigazione 
lenta, permette di godere appieno delle 
bellezze di questo ambiente nel quale si 
possono udire i caratteristici richiami di 
uccelli acquatici oppure osservare il leg- 
giadro volo di un airone cenerino o l'im- 
provviso guizzo di un pesce. 

Finora, in Italia, quella dell'agrituri- 
smo «Valli del Mincio» è l'unica espe- 
rienza di questo tipo. 




// Santuario delle Grazie è un emozio- 
nante luogo di culto che si può visitare 
scegliendo qualsiasi tipo di percorso 
(vedi riquadro riportato qui sotto) 



Si può scegliere fra tre percorsi, 
con partenza e arrivo a Rivalta sul Mincio 

L'agriturismo «Valli del Mincio» propone tre percorsi che partono da Rivalta 
sul Mincio e ritornano nello stesso luogo di partenza: 

- il primo percorso raggiunge Grazie, Angeli e Mantova e dura 2 ore e 30 minuti; 

- il secondo percorso raggiunge Grazie e Angeli e dura 2 ore circa; 

- il terzo percorso raggiunge Grazie e dura 1 ora e 30 minuti. 

Per maggiori informazioni contattate Sara e Francesco Saccagi - Via France- 
sca, 98 - 46040 Rivalta sul Mincio (Mantova) - Tel. 0376 653491 - sito Inter- 
net: www.insolitomincio.it - E-mail: info@insolitomincio.it 
A tutti gli abbonati di Vita in Campagna che esibiscono alla biglietteria la 
«Carta Verde» l'agriturismo «Valli del Mincio» concede sino al 31-10-2009 
uno sconto del 10% sul prezzo del biglietto. 



IN BASE AL TIPO DI ESCURSIONE 

SI POSSONO AMMIRARE 

DIVERSI LUOGHI 

«Insolitomincio» parte dal porticciolo 
di Rivalta sul Mincio, un vecchio borgo di 
pescatori risalente all'XI secolo. Accanto 
al punto d'imbarco sorge Corte Mincio, 
oggi sede del Centro Parco di Rivalta sul 
Mincio che ospita il museo dedicato al- 
le arti e ai mestieri antichi del borgo, alla 
storia dell'ambiente e della sua evoluzio- 
ne ed alle specie animali che popolano la 
riserva (per maggiori informazioni contat- 
tate il numero di telefono 0376 653340). 

In base al tipo di percorso scelto e alla 
sua durata (vedi riquadro di questa pagina) 
si possono toccare luoghi diversi ma tutti 
affascinanti che si trovano lungo il corso 
del fiume Mincio. Uno di questi è il bor- 
go di Grazie con il Santuario della Ma- 
donna delle Grazie (del XV secolo). Que- 
sto borgo è un suggestivo luogo del passa- 
to che mota attorno alla piazza dell'omo- 
nimo Santuario, dove, nel giorno dell'As- 
sunta (15 agosto), si tengono un'antichis- 
sima fiera ed il noto concorso dei madon- 
nari, che a colpi di gessetti colorati fanno 
a gara a chi realizza l'immagine sacra più 
bella. L'interno della chiesa conserva una 
serie di statue in legno, cera e cartapesta e 
numerosissimi ex voto, tutti «sorvegliati» 
da un feroce coccodrillo imbalsamato, che 
dal XVI secolo penzola dal soffitto a sim- 
boleggiale il male, ma anche a proteggere 
da esso il luogo sacro. 

Proseguendo attraverso il fitto intrico 
di canneti, lungo canali e specchi d'acqua, 
si può giungere sino al Lago Superiore, 
costeggiando le «isole» di loto e toccan- 
do il borgo di Angeli, per arrivare infine 
a scorgere il romantico profilo di Manto- 
va, la città dei Gonzaga, che si specchia 
nelle placide acque che la circondano. 

Anastasia Malacarne 

: CONTROLLO INDIRIZZI AL 7-1-2009 : 



VITA IN CAMPAGNA 2/2009 



TURISMO RURALE E AMBIENTALE 



63 



LA COPERTURA 
CHE FARÀ "STORIA 



jj 







iste 



gpjx) 



la lastra metallica a forma di coppo 
indicata anche per "Centri Storici" 




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Risposte ai lettori 

NORME PER VENDERE 

LO ZAFFERANO 
PRODOTTO IN AZIENDA 

Ho pensato di vendere io zafferano da 
me prodotto e, a tal scopo, di esporre un 
cartello con scritto «Produzione dì zaffe- 
rano. Vendita diretta». Non possedendo 
partita Iva, vorrei sapere cosa devo fare 
per non incorrere in sanzioni pecuniarie. 

Loris Petreni 
Rapolano Terme (Siena) 

La vendita diretta dei prodotti propri da 
patte di un imprenditore agricolo è con- 
sentita, ai sensi dell'articolo 4 del Decreto 
legislativo n. 228 del 18 maggio 2001 
(pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 137 
del 15 giugno 2001, Supplemento ordina- 
rio n. 149), a condizione che lo stesso im- 
prenditore sia iscritto nel registro delle im- 
prese e quindi in possesso di partita Iva. 
Pertanto il lettore dovrà comunicare all'uf- 
ficio Iva l'inizio della propria attività, otte- 
nendo l'assegnazione della partita Iva, e 
iscriversi al registro delle imprese presso 
la camera di commercio provinciale. 

Lo stesso Decreto legislativo stabilisce 
che per esercitare la vendita diretta occor- 
re indirizzare al Sindaco una comunica- 
zione di inizio attività (i Comuni dispon- 
gono di una apposita modulistica). 

Ricordiamo poi che tutto il processo di 
produzione, dalla raccolta al confeziona- 
mento, deve essere sottoposto a una accu- 
rata prevenzione dei rischi igienico-sanita- 
ri, finalizzata a ottenere la massima sicu- 
rezza del prodotto finale. A questo fine de- 
ve essere redatto - ai sensi del Regola- 
mento Ce n. 852 del 29 aprile 2004 (pub- 
blicato sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unio- 
ne Europea del 25 giugno 2004, n. 226) - 
uno specifico manuale aziendale di auto- 
controllo basato sul sistema «HACCP» 
che prevede l'analisi dei pericoli per la sa- 
lute e la definizione dei punti critici di con- 
trollo. Per i locali dove avviene la lavora- 
zione e lo stoccaggio del prodotto occorre 
ottenere dal Comune l'autorizzazione sa- 
nitaria e il personale che tratta il prodotto 
alimentare deve essere munito di libretto 
sanitario, oppure opportunamente adde- 
strato, secondo quanto dispongono in ma- 
teria le leggi regionali. In Toscana il libret- 
to sanitario è stato abolito dalla Legge re- 
gionale n. 24 del 12 maggio 2003: dispo- 
sizioni in materia di formazione del per- 
sonale che tratta prodotti alimentari sono 
state impartite dalla Deliberazione della 
Giunta regionale n. 559 del 21 luglio 2008 
(pubblicata sul Bollettino Ufficiale della 
Regione Toscana n. 3 1 del 30 luglio 2008). 
(Giorgio Lo Surdo) 



VITA IN CAMPAGNA 2/2(109 



1 (sPfedima - (^{limmUmow j 

Le vene varicose si prevengono 
camminando e curando la stitichezza 

Il presupposto fondamentale per una buona circolazione venosa è prima di tutto una regolare attività 

fisica, senza la quale il «cuore periferico» (cioè la rete venosa situata sotto il piede) non può svolgere 

correttamente il suo lavoro, cioè far risalire il sangue verso il cuore. Va poi prevenuta la stitichezza 

attraverso una dieta ricca di alimenti vegetali. I benefici effetti dei preparati a base di ippocastano 



In Italia (ma anche in Europa e ne- 
gli Stati Uniti) si calcola che una buo- 
na percentuale della popolazione (a 
seconda delle stime, dal 10 al 40%) 
soffra di vene varicose. Si tratta di 
una anomala dilatazione delle vene 
delle gambe, accompagnata da una 
compromissione delle speciali valvo- 
le che, all'interno di questi vasi san- 
guigni, consentono al sangue di risa- 
lire dai piedi verso il cuore. 

Le conseguenze di queste altera- 
zioni sono ben note. Inizialmente si 
avverte una certa pesantezza alle 
gambe (aggravata dal caldo ambien- 
tale e dalla stazione eretta prolungata) e un 
gonfiore delle caviglie (specialmente verso 
sera). In seguito, con la progressione della 
malattia, si manifestano visibilmente la di- 
latazione delle vene superficiali (che di- 
ventano grosse e tortuose) per arrivare, più 
tardi, anche ad alterazioni della cute con 
pigmentazioni scure e, talvolta, anche a ve- 
re e proprie ulcere assai diffìcili da curare. 

Le due più importanti vene superfi- 
ciali delle gambe si chiamano grande 
safena e piccola safena. Esse sono prov- 
viste di speciali valvole che permettono 
il passaggio del sangue solamente dal 




Una semplice passeggiata quotidiana 
favorisce la corretta circolazione 
del sangue (indicata dalle frecce) 
dalla pianta del piede verso 
il cuore. In caso di necessità, 
anche l'uso delle calze elastiche 
è un mezzo che consente di 
contenere lo sviluppo delle 
vene varicose nei soggetti 
predisposti 

basso verso l'alto (nella 
direzione del cuore) e 
comunicano con i 
vasi sanguigni 
fra più profondi 
P^ per mezzo di 
piccole vene 
dette perfo- 
ranti. Il sistema 
venoso delle gambe inizia dalla rete ve- 
nosa situata nella pianta del piede, una 
vera e propria «spugna» che, spremuta a 
ogni passo durante la deambulazione, 
spinge il sangue verso l'alto. 

Le valvole venose permettono il pas- 
saggio del sangue in un'unica direzione, 
rendendone così possibile lo spostamen- 
to progressivo verso il cuore. 



u* 



rC'^y 



L'ippocastano, un buon tonico per le vene 




L'ippocastano è la principale e sicuramente la più 
nota tra le piante impiegate nella cura delle vari- 
ci e della insufficienza venosa delle gambe. 
Per questo i suoi estratti sono presentì in numero- 
si preparati per uso esterno, disponibili in farma- 
cia o in erboristeria. 

L'ippocastano è un ottimo antinfiammatorio, un 
tonico per le vene, un regolatore della permeabi- 
lità dei vasi sanguigni e può essere impiegato, ol- 
tre che nella terapia delle varici, anche in caso di 
traumi (specialmente quando sono accompagnati 
da gonfiore) e nelle emorroidi. 
Un buon prodotto da prendere per bocca è il mace- 
rato glicerico di ippocastano (chiedete, in farmacia 
o in erboristeria, Aesculus hìppocastanum 1DH 
Gemme): prendetene 50 gocce, diluite in poca ac- 
qua, 2-3 volte al giorno per 2-3 mesi. Ricordatevi 
di questa preparazione durante i caldi mesi estivi. 



PRIMA DI TUTTO CAMMINATE 

È evidente, dunque, che il presupposto 
fondamentale per una buona circolazione 
venosa è prima di tutto una regolare atti- 
vità fisica, senza la quale il «cuore perife- 
rico» (cioè la «spugna venosa» situata 
sotto il piede) non può svolgere corretta- 
mente il suo lavoro. Ecco, a questo propo- 
sito, qualche suggerimento pratico: 

- camminate ogni giorno, se potete, al- 
meno un'ora, usando scarpe comode 
(per le signore i tacchi non dovrebbero 
essere più alti di 2-3 centimetri); 

- se il vostro lavoro vi costringe a man- 
tenere per lungo tempo la posizione se- 
duta o in piedi, concedetevi almeno ogni 
ora una piccola interruzione per poter 
fare qualche passo benefico; 

- la prossima estate, se andrete al mare, 
ricordatevi di passeggiare nell'acqua fino 
all'inguine. In questo modo la pressione 
dell'acqua su tutta la gamba eserciterà 
un'azione di «spremitura» sulle vene, 
spingendo il sangue verso al cuore; 

- ricordate che, oltre al camminare, faci- 
litano una buona circolazione venosa del- 
le gambe anche il lavoro nell'orto e nel 
frutteto, la cura del giardino, il nuoto, 
l'andare in bicicletta, lo sci di fondo. 

PREVENIRE LA STITICHEZZA 

La stitichezza fa aumentare la pressio- 
ne all'interno dell'addome. Capita lo stes- 
so se è presente un eccesso di aria nell'in- 
testino (meteorismo), un fenomeno soven- 
te associato alla colite (infiammazione e/o 
alterazione del funzionamento dell'intesti- 
no). Questi due disturbi costituiscono un 
serio ostacolo per la risalita del sangue 
dalle gambe verso il cuore. In questo caso 
è opportuno che la dieta preveda soprattut- 
to aumenti vegetali freschi, ricchi di fibre 
e di flora batterica. Fate uso, inoltre, di ce- 
reali integrali, di semi oleosi (noci, man- 
dorle, ecc.) e di legumi. Carne, pesce, uo- 
va e latticini, opportunamente alternati, 
dovrebbero essere consumati mediamente 
solo una volta alla settimana. 

Paolo Pigozzi 



VITA IN CAMPAGNA 2/2009 



MEDICINA - AUMENTAZIONI': 



65 



Ottimi sottaceti e sottoli aromatizzati 
di barbabietole, cardi, bietole e peperoni 

Vi proponiamo tre ricette per la preparazione di sottoli e sottaceti aromatizzati 
a base di cardi, barbabietole, bietole e peperoni 



Le conserve sottaceto e sottolio che vi 
proponiamo sono di facile preparazione. 
Useremo ortaggi che di solito si consu- 
mano lessati o sono utilizzati in ricette di 
pronto consumo. 

CARDI SOTTOLIO 

Ingredienti: 1-2 cespi di cardo, olio 
extravergine di oliva, aceto, 1 spicchio 
di aglio, pepe nero in grani, alloro, sa- 
le, 3 limoni. 

Pulite i cardi eliminando le foglie ester- 
ne e la parte alla base del cespo (1). Cer- 
cate di eliminare il più possibile i filamen- 
ti delle coste aiutandovi con il coltello (2). 
Lavate le coste sotto acqua corrente (3) e 
tagliatele a pezzetti lunghi 4-6 centimetri 
(4). Mettete i pezzetti di cardo in una ba- 
cinella, copriteli con dell'acqua e il succo 



spremuto dei limoni (5) e lasciateli riposa- 
re per 30 minuti. Scolate i cardi e mettete- 
li a bollire in una pentola con acqua sala- 
ta e aceto in parti uguali (6). Fate cuocere 
fino a quando i cardi risulteranno al den- 
te, quindi scolateli e lasciateli asciugare 
per un'ora su un canovaccio (7). A questo 
punto potete metterli nei vasetti con l'ag- 
giunta di tutti gli aromi (8) (l'aglio va tri- 
tato). Chiudete ermeticamente i vasetti (9) 
e sterilizzateli per 30 minuti in acqua già 
bollente. Conservate al fresco e al buio. 

BARBABIETOLE SOTTACETO 
CON AROMI 

Ingredienti: 1 kg di barbabietole, 500 
mi di aceto bianco, 30 g di sale grosso, 3- 
4 bacche di ginepro, 4-5 chiodi di garofa- 
no, alloro, pepe in grani. 

Cardi sottolio 



Dopo aver lavato le barbabietole, 
mettetele in una capiente pentola con 
acqua fredda salata ( 1 5 grammi di sa- 
le) e fatele cuocere per due ore dall'ini- 
zio del bollore (10); se usate quelle già 
cotte al vapore bastano 15 minuti. Sco- 
latele, tagliatele a pezzetti (11) e mette- 
tele nei vasetti (12). Nel frattempo po- 
nete sul fuoco l'aceto con 300 mi di ac- 
qua, il sale rimasto (15 grammi), il pe- 
pe, le bacche di ginepro, i chiodi di ga- 
rofano, l'alloro (13). Fate bollire per 5 
minuti, lasciate raffreddare per qual- 
che minuto e versate nei vasetti attra- 
verso un passino (14). Chiudete ermeti- 
camente i vasetti (15) e sterilizzateli per 
30 minuti in acqua già bollente. Conser- 
vate al fresco e al buio (lasciate riposare 
in dispensa per almeno 1 5 giorni prima 
di consumare). 







66 



MEDICINA - ALIMENTAZIONE 



VITA IN CAMPAGNA 2/2009 



Barbabietole sottaceto 




Bietole e peperoni sottolio 




BIETOLE E PEPERONI SOTTOLIO 

Ingredienti: 2 kg di bietole, 1 pepe- 
rone rosso e uno giallo, 1 litro di aceto 
di vino bianco, sale, olio extravergine di 
oliva, 2 spicchi d'aglio. 

Lavate gli ortaggi, puliteli e tagliate- 
li a pezzetti (16). Portate a bollore un li- 
tro d'acqua salata con 1 litro di aceto e 
fate cuocere le bietole per 5 minuti (17); 
aggiungete i peperoni (18) e fate cuoce- 
re per altri 5 minuti. Scolate gli ortaggi e 
metteteli su un panno ad asciugare per 30 
minuti (19). Ponete gli ortaggi nei vasetti 
e aggiungete il trito d'aglio e l'olio (20). 



Chiudete ermeticamente i vasetti (21) e 
sterilizzateli per 30 minuti in acqua già 
bollente. Conservate al fresco e al buio. 



Poto dell'autore 



Rito Bocchello 



Ricette pubblicate. 

• Peperoni e zucchini (n. 6/2006), me- 
le (n. 9/2006), kiwi (n. 1 1/2006), aran- 
ce (n. 12/2006), broccoli e cavolfiori (n. 
1/2007), cipolline e finocchi (n. 2/2007), 
carciofi (n. 3/2007), asparagi e cetrioli- 
ni (n. 4/2007), fragole (n. 5/2007), albi- 
cocche e ciliegie (n. 6/2007), pomodori 
(n. 7-8/2007), fichi (n. 9/2007), pere (n. 



10/2007), kaki (n. 11/2007), mandarini 
(n. 12/2007), fave (n. 3/2008), zucchini 
(n. 4/2008), giardiniera (n. 5/2008), me- 
lanzane, pomodori e fagiolini (n. 6/2008), 
pesche e susine (7-8/2008), uva (9/2008), 
mostarde (10/2008), crauti (10/2008), ca- 
stagne (11/2008), sidro (12/2008), coto- 
gne e carote (1/2009), barbabietole, car- 
di, bietola e peperoni. (2/2009). 

Si declina ogni responsabilità per gli eventuali danni 
derivanti dal consumo di prodotti alimentari preparati, 
trasformati e/o conservati con metodi casalinghi. Si fa 
presente che i procedimenti illustrati sono validi e si- 
curi ai fini del consumo solo quando vengono rispetta- 
te quelle norme sanitarie che non sempre le condizioni 
dell'ambiente familiare sono in srado di garantire. 



VITA IN CAMPAGNA 2/2009 



MEDICINA - ALIMENTAZIONE 



67 



MANI - PIEDI 

SCREPOLATI 

SECCHI 



i fiducia 
tegge la pelle 

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Idrata, tonifica e mantiene la pelle 
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e le mani in particolare. 
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concentrazione, sicura, indispensabile, 
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Risposte ai lettori 



L'AGLIO SOTTOLIO, 

ASSAI GRADEVOLE AL GUSTO, 

PERDE PERÒ MOLTE 

PROPRIETÀ TERAPEUTICHE 

Vorrei sapere se gli spicchi d'aglio 
sott'olio che si trovano in commercio 
hanno la stessa efficacia degli spicchi 
d'aglio crudi ai finì della prevenzione 
dell 'ipertensione. 

Lettera firmata 
Verona 

No, gli spicchi d'aglio sottolio, assai 
gradevoli al gusto, non hanno però par- 
ticolari proprietà terapeutiche. I principi 
attivi presenti nell'aglio sono infatti, per 
la gran parte, inattivati dal calore. 

Gli spicchi d'aglio ai quali fa riferi- 
mento il lettore sono stati quasi sempre 
sbollentati prima di essere messi in vaso 
(tant'è vero che il tipico sapore del- 
l'aglio è in questi casi molto attenuato 
per non dire quasi assente). Inoltre, co- 
me tutti i prodotti conservati, prima di es- 
sere commercializzato il vasetto e il suo 
contenuto hanno senz'altro subito un ul- 
teriore trattamento ad alte temperature, 
necessario per garantirne J'igienicità e la 
perfetta conservazione. (Paolo Pigozzi) 

L'«ORXATA DE XUFA», 

BEVANDA SPAGNOLA DERIVATA 

DAI TUBERI 

DI CYPERUS ESCULENTUS 

La scorsa estate, a Valencia, in Spa- 
gna, ho bevuto una bibita chiamata «orza- 
ta» (che mi è sembrata simile alla nostra 
orzata) servita con grissini o con biscotti- 
ni alla maniera siciliana. Mi è stato detto 
che è ricavata da frutti di nome «xufa», si- 
mili alle mandorle. Ne sapete qualcosa? 

Marcello Paterno 
Caserta 

Col termine spagnolo «xu- 
fa» si indica il tubero prodotto 
dalle radici di una pianta erba- 
cea perenne appartenente alla 
famiglia delle Cyperacee: il 
Cyperus esculentus . Questa 
specie è presente allo stato 
spontaneo anche in molte re- 
gioni italiane ed è conosciuta 
con il nome di zigolo dolce; 
predilige ambienti a clima 
temperato, con terreno sciolto 
e paludoso ed è presente come infestante 
al margine dei campi coltivati non oltre i 
300 metri d'altitudine. 

Il fusto della pianta è formato da lun- 



ghe foglie guainate disposte in maniera 
alterna e raggiunge altezze variabili tra i 
40 e i 90 cm. Il fiore, ermafrodita (contie- 
ne organi maschili e femminili all'inter- 
no dello stesso fiore), è di colore verde 
chiaro ed è portato su spighette. La fiori- 
tura ha luogo nel corso dei mesi estivi 
(luglio-settembre). Il frutto è un achenio, 
un piccolo seme duro avvolto da rivesti- 
menti protettivi. L'apparato radicale, fine 
e diffuso nel terreno, produce piccoli tu- 
beri (1 cm) all'estremità della radice. I tu- 
beri mostrano un'elevata consistenza del- 
la polpa e vanno tenuti a lungo in acqua 
prima dell'utilizzo. Prima di essere con- 
sumati devono inoltre essere essiccati. Il 
loro sapore è dolce e richiama quello del- 
la noce e della mandorla. 

La pianta vanta diverse virtù medici- 
nali: ha proprietà digestive, stimolanti, 
diuretiche (aiuta la depurazione del san- 
gue dalle tossine e aumenta la produzione 
di urina) e toniche. Le parti utilizzate a 
scopo alimentare sono le foghe e, soprat- 
tutto, i caratteristici tuberi. Sotto l'aspetto 
nutrizionale, i tuberi manifestano un teno- 
re ridotto di grassi del tipo monoinsaturo 
(come l'olio di oliva), sono privi di cole- 
sterolo, ricchi in zuccheri semplici e han- 
no un elevato contenuto in sali minerali, 
in particolare fosforo e potassio. 

Il derivato più noto, l'«orxata de xu- 
fa», è una bevanda rinfrescante ricavata 
dai tuberi, tipica dell'alimentazione spa- 
gnola e può essere consumata fresca o 
sotto forma di granita. Nella regione di 
Valencia, in Spagna, è stato creato un 
Comitato di controllo della «xufa de Va- 
lencia» che ha ottenuto dall'Unione eu- 
ropea la Denominazione di origine pro- 
tetta (Dop). (Guido Bassi) 




Dai tuberi sotterranei di Cyperus escu- 
lentus (vedi freccia) si ricava una be- 
vanda che in Spagna è chiamata «orxa- 
ta de xufa» 



68 



MEDICINA • AUMENTAZIONE 



VITA IN CAMPAGNA 2/2009 



\ Leggi - Tributi - Finanziamenti 

Importanti novità per chi gestisce 
un distributore automatico di latte crudo 

Un'ordinanza del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali dispone che i distributori 

automatici di latte crudo riportino sul frontale l'indicazione «prodotto da consumarsi solo dopo bollitura». 

Se l'impianto fornisce anche le bottiglie, la stessa dicitura dev'essere riportata anche su queste 



La vendita diretta di latte crudo alla 
stalla a mezzo di distributori automati- 
ci [1] è una realtà presente in molte 
aziende agricole italiane (ma anche in 
altri ambiti) e apprezzata da tanti con- 
sumatori. 

Per gli agricoltori che gestiscono tali 
distributori a fine anno 2008 è giunta 
una novità: il sottosegretario del Mini- 
stero del lavoro, della salute e delle po- 
litiche sociali, Francesca Martini, il 10 
dicembre 2008 ha emanato un'ordinan- 
za relativa alle «misure urgenti in ma- 
teria di produzione, commercializza- 
zione e vendita diretta di latte crudo 
per l'alimentazione umana». 

IL LATTE DEI DISTRIBUTORI 

AUTOMATICI VA CONSUMATO 

SOLO DOPO BOLLITURA 

Tale ordinanza 
dispone che i di- 
stributori (chia- 
mati anche eroga- 
tori) automatici 
di latte crudo 
debbano riporta- 
re sul frontale (in 
rosso e con carat- 
teri alti almeno 4 
cm) l'indicazione 
«prodotto da con- 
sumarsi solo do- 
po bollitura». 

Se il distributo- 
re automatico for- 
nisce anche le bot- 
tiglie, la stessa di- 
citura, con caratte- 
ri alti almeno 1 
centimetro dev'essere riportata anche su 
queste (vedi riquadro). 

È invece vietata, sempre secondo 
l'ordinanza, la commercializzazione di 
latte crudo attraverso i distributori au- 
tomatici non rispondenti ai requisiti, 
così com'è vietata la messa a disposi- 
zione di bicchieri destinati al consumo 
sul posto. Inoltre, è vietata la sommini- 
strazione di latte crudo nell'ambito del- 
la ristorazione collettiva, comprese le 
mense scolastiche. 




Un distributore 
automatico 
di latte crudo 



Fac-simile di etichetta per il latte crudo 
fornito in bottiglia da un distributore automatico 



LATTE CRUDO VACCINO 
2 I non pastorizzato 

Az. Agr. Mario Rossi, via del Campo 1 Biandrate (reg. XXX) 

3 confezionato i 1 31 .01 .2009 
da consumarsi entro il 3.02.2009 
4 conservare in frigorifero tra e 4° C 



llitro 



L'etichetta del latte cru- 
do fornito in bottiglia 
da un distributore auto- 
matico non è soggetta 
alla, nonnativa genera- 
le in materia di prodotti 
alimentari preconfezio- 
nati, ma a quanto previ- 
sto dall'intesa tra Stato 
e Regioni (del 25 gen- 
naio 2007) e da even- 
tuali regolamenti della 
propria Regione e/o 
Provincia autonoma. 
Legenda. 1-Denomi- 
nazione di vendita. 2- 
Ragione sociale, sede 

e numero di registrazione dell'impresa responsabile della gestione dell'impian- 
to. 3-Data di confezionamento e data di scadenza (massimo tre giorni dopo il 
confezionamento). ^-Modalità di conservazione domestica. S-Contenuto netto. 
6-Nuova indicazione sulla bollitura (in rosso e con caratteri alti almeno 1 cm). 
Analoghe indicazioni vanno riportate sul distributore automatico. 




PERCHE E STATA EMANATA 
QUESTA ORDINANZA? 

Eccovi brevemente la storia. Il mi- 
crorganismo Escherìchia coli, che è un 
batterio normalmente presente nell'inte- 
stino degli animali a sangue caldo, uo- 
mo compreso, è generalmente innocuo, 
ma un suo ceppo può dare problemi an- 
che rilevanti, tra i quali gravi disfunzio- 
ni renali che possono imporre la neces- 
sità di una dialisi. 

Con questa sintomatologia si regi- 
stra una trentina di casi all'anno (e si 
sono registrati anche nel 2008), che 
spesso riguardano bambini fino ai sei 
anni (fascia d'età in cui non è infre- 
quente mettere in bocca un po' di tut- 
to). Poiché tra gli alimenti che si posso- 
no contaminare con X Escherìchia coli 
(per contatto con feci di animali infetti) 
vi è anche il latte - alimento che consu- 
mato crudo può essere ritenuto a ri- 
schio - il Ministero del lavoro, della sa- 
lute e delle politiche sociali ha emana- 



to, a tutela della salute dei consumato- 
ri, l'ordinanza qui illustrata. 

L'ORDINANZA È VALIDA 24 MESI 

DALLA PUBBLICAZIONE 

SULLA GAZZETTA UFFICIALE 

L'ordinanza avrà validità di 24 mesi 
a decorrere dalla data di pubblicazione 
sulla Gazzetta Ufficiale della Repubbli- 
ca italiana che, al momento in cui scri- 
viamo, non è ancora avvenuta. 

Anche se, per ora, non sussistono 
formalmente obblighi, è comunque bene 
adeguarsi all'ordinanza senza attender- 
ne l'ufficializzazione tramite pubblica- 
zione sulla Gazzetta Ufficiale. 

Roberto Pinton 

[1] Sul n. 9/2005, pag. 68, abbiamo pub- 
blicato un articolo sulla vendita diretta 
al consumatore di latte crudo con distri- 
butore automatico posto nell'azienda 
agricola. 



VITA IN CAMPAGNA 2/2009 



LEGGI - TRIBUTI - FINANZIAMENTI 



69 



6-7-8 Marzo 2009 

Piacenza Expo 



Mostra Mercato 
Nazionale di 
Apicoltura, 
dei Prodotti e 
delle Attrezzature 
Apistiche 

www.apimell.it 

Orari: 

venerdì sabato e domenica 
dalle h. 9,00 alle h. 19,00 



Biz^f^^£jj^^2 



28" Mostra Mercato delle Piante Ornamentali e 

Agrarie, Florovivaismo, Sementi ed Attrezzature per 

Giardinaggio e Orticoltura Amatoriale 






BER* NI NT! 

SALONE DEL TEMPO UBERO, DEL DIVERTIMENTO E DELLA VITA ALL'ARIA APERTA 

Ferrara Fiere Congressi - 5" edizione 

28 Febbraio, 1 Marzo 2009 

Arriva la quinta edizione di Liberamente! 
Dopo la conferma del grande successo ottenuto dall'edizione 2008, con quasi 21 .000 visitatori in un solo 
fine settimana, il 28 febbraio e l'I marzo 2009 torna a Ferrara il Salone del tempo libero, del 
divertimento e della vita all'aria aperta! 

Per le proprie vacanze e momenti di svago oggi si cercano alternative che possano essere nuove, curiose, 
divertenti e magari economiche al tempo stesso: Liberamente diventa quindi la fiera ideale per aggiornarsi 
sulle mete turistiche ma anche per sviluppare il proprio hobby, per ammirare le novità dei vari settori ed 
assaggiare i prodotti tìpici delle regioni italiane. 

Anche per questa edizione grande raduno organizzato dal Camper Club Italia, che nell'appuntamento 
2008 ha portato ben 769 camper nel parcheggio della fiera, battendo così il record dell'edizione 2007! 



Ritaglia questa pagina e presentala alle casse: avrai diritto ad un BIGLIETTO RIDOTTO per l'ingresso 
alla manifestazione al costo di € 4,00 (ingresso intero € 6,00). Minori di 14 anni ingresso gratuito. 




contemporaneo: 



antaau 



JBc hobby) ... 



<&. 



Assaggi tra Storia e Cultura 



organizzato da: 

multimedia tre in collaborazione con: con il patrocinio di: 

via Veneto, -J9-CP. 51 

30030 VigonovolVe) v ^/> — 

t. +39 049 9832150 W m'. B j gg ff £3 ft 

f + 39 0*9 9830728 N^rONGfif IST «» ,*? 



info@liberamentefiera.it - www.liberamentefiera.it 




Risposte ai lettori 



UN MURO DI PROPRIETÀ 

RIMANE TALE ANCHE DOPO 

IL RIVESTIMENTO 

CON LASTRE DI ARDESIA 

A SPESE DEL CONFINANTE 

Ho fatto costruire sul mio terreno un 
muro divisorio in cemento alto circa 1 
metro. Il nuovo vicino, che ha appena 
acquistato la proprietà confinante, mi 
ha chiesto di rivestire con lastre di arde- 
sia, per motivi estetici, la parte di muro 
che si affaccia sulla sua proprietà. Al 
mio rifiuto, mi ha chiesto di poter fare a 
sue spese tale intervento. Vi chiedo se 
dopo questo intervento egli potrà vanta- 
re «diritti» sul muro costruito intera- 
mente sulla mia proprietà. 

Lettera firmata 
Cuneo 

Il muro di confine in oggetto, essen- 
do costruito interamente sulla proprietà 
del nostro lettore, rimarrà di proprietà 
dello stesso anche dopo l'intervento di 
rivestimento di una delle due facciate a 
spese del confinante. 



Per quanto riguarda il costo dell'in- 
tervento, sarebbe stato ingiustamente 
pretenzioso da parte del confinante insi- 
stere sulla richiesta di rivestire il muro 
di confine a cura e spese del nostro let- 
tore, in quanto l'intervento ha una rile- 
vanza solo estetica. (Flavio Benati) 

IL CANONE DI AFFITTO 

DI UN TERRENO È SOGGETTO 

AL LIBERO MERCATO 

Ho ottenuto dal Comune la conces- 
sione per la coltivazione di un terreno 
di 8.840 metri quadrati da coltivare so- 
lo a seminativo per l'importo di 743 
euro all'anno. Ritenendo l'importo di 
affitto troppo alto, vorrei sapere se esi- 
stono tabelle di riferimento alle quali 
attenermi. 

Luciano Brunelli 
Cerea (Verona) 

La normativa che disciplina l'applica- 
zione dell'equo canone dei fondi instici è 
stata abrogata con sentenza della Corte 
costituzionale n. 318 dell'I luglio 2002. 
Alla data odierna, quindi, non esiste alcu- 
na tabella a cui far riferimento per deter- 
minare un canone di affitto legale. 



L'unico dato reperibile e al quale è 
possibile riferirsi è il canone di libero 
mercato. Relativamente alla provincia 
di Verona, per i terreni a seminativo, si 
va da un valore minimo di circa 300 eu- 
ro/ettaro/anno a un valore massimo di 
circa 700 euro/ettaro/anno per colture 
tradizionali. L'ampia differenza del va- 
lore minimo rispetto al valore massimo 
è dovuta alle molteplici caratteristiche 
possedute dal terreno; per esempio: la 
consistenza del terreno stesso (leggero, 
medio impasto, forte, sabbioso, ghiaio- 
so, ecc.), la presenza o meno di acqua 
per l'irrigazione, la forma dell'appezza- 
mento, la facilità di raggiungimento dal- 
la via pubblica, ecc. 

Dal quesito non si comprende inoltre 
se la concessione rilasciata dal Comune 
proprietario del terreno è stata precedu- 
ta da una perizia di un tecnico esperto 
nel settore o se è il risultato di un'asta 
pubblica rivolta al miglior offerente. 
L'unico fatto concreto è che il canone 
pagato dal nostro abbonato è superiore 
al massimo canone pagato nel libero 
mercato per i terreni a seminativo della 
zona. Consigliamo pertanto al lettore di 
contattare l'ufficio competente del Co- 
mune e chiedere la revisione del canone. 
(Flavio Benati) 



Finanziamenti e opportunità dalle Regioni 



LIGURIA 

Misura: contributi per gli apicolto- 
ri (delibera della Giunta Regionale 
n.1570 del 28-11-2008): si tratta della se- 
conda annualità del Programma triennale di 
interventi in apicoltura 2008-2010. 
Scadenza: 28 febbraio 2009. 
A chi presentare la domanda: le domande 
devono essere indirizzate a Regione Liguria 
- Ufficio produzioni agroalimentari - Via 
D'Annunzio, 113 - 16121 Genova. 
Beneficiari: associazioni degli apicoltori 
in nome dei loro soci. 
Spese che sono ammesse al finanziamen- 
to: u - a le azioni ammesse segnaliamo in par- 
ticolare: acquisto di amie nuove con fondo 
a rete antivarroa, di sciami e api regine. 
Per informazioni: tutte le informazioni utili, 
compresa la delibera regionale e l'allegato, 
sono disponbili nel sito Internet http://www. 
agriligurianet.it nella sezione Apicoltura. 

SARDEGNA 

* Misura: aiuti per l'ammoderna- 
mento delle aziende agricole (misu- 
ra 121 del Programma di sviluppo rurale 
2007-2013 della Regione Sardegna). La mi- 
sura prevede un aiuto alle imprese agricole 
per la realizzazione di investimenti materia- 
li e immateriali finalizzati all'ammoderna- 
mento delle strutture e all'introduzione di 



tecnologie innovative. 
Scadenza: è possibile presentare le domande 
di aiuto dall'I febbraio 2009 al 30 gennaio 
2010 (in questo periodo sono previste tre fasi 
con tre scadenze diverse: 29 maggio 2009, 30 
settembre 2009 e 30 gennaio 2010). 
A chi presentare la domanda: la domanda 
di aiuto deve essere presentata presso i Ser- 
vizi territoriali di Argea Sardegna (l'elenco 
degli uffici si trova all'indirizzo Internet ht- 
tp://www.sardegnaagrico!tura.it/finanzia- 
menti/argea/ nella sezione Organigramma/ 
Servizi territoriali), prima tramite Internet - 
rivolgendosi ai Caa (Centri di assistenza 
agricola) o a liberi professionisti abilitati al- 
la redazione del progetto (es. agronomi) - e 
poi, in formato cartaceo. 
Beneficiari: aziende agricole con terreni si- 
tuati in Sardegna. Gli interventi devono esse- 
re realizzati su terreni agricoli, ad eccezione 
dei laboratori e dei piccoli imipianti di tra- 
sformazione, che possono essere anche rea- 
lizzati in zona artigianale e/o industriale. 
Spese che sono ammesse al finanziamento: 
per ogni singolo comparto produttivo l'allega- 
to 1 al Decreto assessoriale 111 del 22- 1 2- 
2008 elenca in dettaglio gli interventi e le rela- 
tive priorità. Per esempio, per il settore ovica- 
prino hanno priorità alta gli interventi per la 
produzione di energia da fonti energetiche al- 
ternative (biomasse, pannelli solari, ecc.); han- 



no media priorità la realizzazione di recinzioni 
e/o cancelli per i pascoli, le strutture e i mac- 
chinari per piccoli impianti di trasformazione 
aziendale (come i minicaseifici) e la realizza- 
zione di impianti irrigui finalizzati al risparmio 
idrico; hanno bassa priorità l'acquisto di at- 
trezzature zootecniche come impianto di mun- 
gitura o di refrigerazione del latte. I comparti 
produttivi interessati dalla misura sono: ovica- 
prino, suinicolo, bovino da carne e da latte, 
apicoltura, avicunicolo, olivicolo, ortofruttico- 
lo, florovivaismo, piante aromatiche e offici- 
nali, cerealicolo, vitivinicolo, settori minori 
(colture oleoproteaginose, foraggere, semen- 
tiere, allevamento selvaggina, elicicoltura). 
Tipo ed entità dell'agevolazione: l'entità 
degli aiuti è pari al 40% degli investimenti 
riconosciuti ammissibili per le aziende che 
si trovano in zone non svantaggiate e al 
50% per quelle in zone svantaggiate. Per i 
giovani agricoltori le percentuali di aiuto 
possono raggiungere, rispettivamente, il 
50% e il 60%. Il volume massimo di inve- 
stimento ammissibile per azienda, per l'in- 
tera durata del Piano di sviluppo rurale, è 
fissato in 800.000 euro. 
Per informazioni: tutte le informazioni uti- 
li, compresi il bando e gli allegati, si posso- 
no trovare all'indirizzo Internet http://www. 
sardegnaagricoltura.it/index.php ?xsl=443& 
s=104161&v=2&c=3520&vd=l 

A cura di Pier Francesco Lisi 



VITA IN CAMPAGNA 2/2009 



LEGGI - TRIBUTI - FINANZIAMENTI 



71 




Lt fAqitft Ptt MqAZZi 



Come costruire una carrucola 



Le leve sono «macchine sempli- 
ci», cioè strumenti che consen- 
tono di equilibrare una determi- 
nata forza (detta «forza resisten- 
te») con un'altra di minore intensi- 
tà (detta «forza motrice»). Lo stu- 
dio della leva risale ad Archime- 
de (287 - 212 a.C.) che, molto 
eloquentemente disse: 
«datemi un punto di 

forza 
resistente 





appoggio e solle- 
verò il mondo». 

Intorno a noi 
possiamo osser- 
vare molti stru- 
menti e giochi 
che sfruttano 
i principi delle 
leve. Per esem- 
pio le «altale- 
ne sali-scendi» 
con cui due 
bambini, se- 
dendosi sul- 
le due estre- 
mità del- 
l'asse, giocano a sollevar- 

maschera di carnevale 



si (vedi disegno 
qui a sinistra); il 
peso del bambi- 
no che si siede ad 
una estremità è la 
«forza resistente» 
da sollevare; per 
fare ciò serve il pe- 
so di un altro bam- 
bino all'altra estre- 
mità dell'asse, che è 
la «forza motrice». 

Anche nel nostro 
corpo sono presen- 
ti «strumenti» che 
funzionano secondo 
il principio delle leve. 



febbraio arriva il carneva- 
le (l'ultimo giorno, il mar- 
I tedi grasso, è il 24 febbraio). 
I Quanti scherzi si possono fa- 
I re senza farsi riconoscere, na- 
■ scosti dietro una mascherina. 
Ma come si può preparare una mascherina 
per il carnevale? È facile! Segui attentamente le nostre 
indicazioni. 

Ti servono: cartoncino (puoi 
utilizzare anche la confezio- 
ne in cartone della pasta!), 
colla, piccola corda di tessu- 
to o spago per alimenti, for- 
bici con la punta arrotonda- 
ta, matita, pennarello, salva- 
buchi, giornali e ritagli di ri- 
viste colorate. 

E ora al lavoro. Disegna sul cartoncino una 
maschera (1), facendo 
attenzione a deli- 
neare gli occhi. 
Per sicurezza, 
disegnala prima 
con una matita e poi 
con un pennarello. Ritaglia 
il cartoncino con le forbici 





72 Lt rAqitft. PU M<fAZ2U 





compresi i contorni degli 
occhi, seguendo il bordo 
del tuo disegno (2). Facen- 
doti aiutare dalla mamma 
o dal papà, fai due picco- 
li fori alle estremità (3) e 
applica su di essi un sal- 
vabuco. Poi sfoglia dei vec- 
chi giornali e rita- 
glia le pagine co- 
lorate in tanti 
piccoli pezzetti . 
Incolla i pezzet- j 
ti di carta co- 
lorata sopra il 
cartoncino (4) 
secondo la fantasia 

che preferisci. Fai però attenzio- 
ne a non coprire i buchi degli oc- 
chi! Prendi due pezzi di spago o 
nastrino colorato e inserisci- 
li nei due buchi alle estremità 
della mascherina (5). Fai un no- 
do. Ecco la maschera di Arlecchino 
pronta per essere indossata! 

Arianna Gandolfi 



VITA IN CAMPAGNA 2/2009 



Pensiamo a come si muove l'arti- 
colazione braccio-mano quando 
si afferra un oggetto pesante: l'og- 
getto (o «forza resistente») si tro- 
va nella mano, e la «forza motri- 
ce» che deve sollevarlo si trova 
nei muscoli. Anche il piede è una 
leva: la «forza resistente» è da- 
ta dal peso del nostro corpo sulla 
caviglia, la «forza motrice» è in- 
vece costituita dalla forza musco- 
lare del polpaccio, mentre il ful- 
cro (punto di appoggio della leva) 
si trova sulla punta delle dita. 

Un altro esempio è quello della 
carrucola - un tipo di leva como- 
do e vantaggioso - che permette 
di spostare oggetti anche molto 
grossi e pesanti quando la forza 
dell'uomo non è più sufficiente. 
Quindi una carrucola è una mac- 
china molto semplice utile a sol- 
levare pesi, costituita da una ruo- 
ta girevole attorno ad un perno. 

Vuoi vedere e capire come 
funziona, in modo molto sem- 
plice, una carrucola? Ti basta 
poco tempo e poco materiale. Pro- 
curati una spagnoletta (cioè un 
rocchetto) o un piccolo cilindro 
cavo simile, dello spago, un picco- 
lo contenitore con dei mani- 
ci e una forbice (che ti ser- 



Lo sai che... 

a tinca nel linguaggio popolare era 
/chiamata «pesce dottore», perché si 
credeva che gli altri pesci si sfregasse- 
ro contro il muco 



l: 





che copre le sue 
squame per cu- 
rare le proprie ferite.. 
...il barbagianni riesce a catturare un topo 
nella più completa oscurità e a volare senza 
fare rumore. 



...la sfinge testa 
di morto si chia- 
ma così per via di un disegno a forma di 

teschio che porta 
sul dorso... 
...la cicala produ- 
ce un suono sfre- 
gando due mem- 
brane contro l'addo- 
me, che è udibile a 
grande distanza, fino 
oltre i 400 metri... 
...la folaga non ha le zampe palmate co- 
me le anatre e quindi nuota meno veloce- 
mente, ma può camminare sul fango e sul 
ghiaccio con più disinvoltura. 





Maurizio Bonora 




FY 



vira per tagliare lo spago). Lega ai 
manici del contenitore un pezzo di 
spago (A) che infilerai prima nella 



| Il consiglio per chi naviga su Internet 

V>*5jr-^ Vi stuzzica l'idea di im- 
parare a cucinare piatti 
di tutti i Paesi d'Europa? E allo- 
ra, cosa aspettate? C'è un sito Internet 
dell'Unione europea http://eu.mini- 
chefs.eu che fa. per voi: qui trovere- 
te ricette e consigli degli chef. Ma non 
solo! C'è anche un gioco divertente che 
vi aiuterà a memorizzare gli alimen- 
ti che vi servono per ogni ricetta e vi 
spiegherà come prepararla. E per chi 
vuole sentirsi un vero cuoco c'è la pos- 
sibilità di «scaricare» il modello per 
realizzare il cappello da chef. (C.C.) 




spagnoletta (B). Ora attorciglia un 
altro pezzo di spago (C) intorno 
alla spagnoletta; fissane un'estre- 
mità ad un punto fisso (D) mentre 
l'altra falla passare attorno ad un 
perno (E) che permetterà di tirare 
lo spago e quindi di sollevare il pe- 
so del contenitore. Quello che hai 
costruito ora è un semplicissimo 
modello in miniatura di carruco- 
la, con una struttura simile a quel- 
la usata nei pozzi di una volta per 
tirare su i secchi d'acqua. 

Se poi nel magazzino del papà 
o nel garage trovi qualche ruota o 
pezzi utili per costruire una car- 
rucola di tutto rispetto... allora 
buon lavoro! 

Laura Brisotto 



VITA IN CAMPAGNA 2/2009 



L£ rAqtfft Pèt KAqAZZi 73 



FIERE E MANIFESTAZIONI 

Gli abbonati che trovano motivi di insoddisfa- 
zione nei servizi «Carta Verde» sono pregati 
di darne comunicazione scritta a: 
Edizioni L'Informatore Agrario - Servizio 
Carta Verde - C.P. 443 - 37100 Verona. 

1 DATI QUI RIPORTATI DI OGNI SINGOLA MANI- 
FESTAZIONE SONO AGGIORNATI AL 9-1-2009 

Lombardia 



□ MONTICHIARI (BRESCIA) - Fiera 
agricola zootecnica italiana 
Da/ 13 al 15 febbraio si svolge a Montichiari 
(Brescia), presso il Centro Fiera del Garda, la 
81 a edizione della «Fiera agricola zootecnica 
italiana». Anche quest'anno la manifestazione 
presenta al pubblico una vasta esposizione di: 
macchine agricole ed attrezzature zootecni- 
che; mostre zootecniche nazionali ed interna- 
zionali; l'8° Dairy Open Holstein Show, il 
confronto europeo della razza Holstein; la 4P' 
Mostra nazionale del libro genealogico della 
razza Bruna italiana; la Mostra Italialleva con 
la rassegna tecnico-divulgativa delle specie e 
razze allevate in Italia; la mostra suinicola. 
È presente alla manifestazione lo stand di Vita 
in Campagna con un proprio rivenditore. Gli 
abbonati, presentando la «Carta Verde», usu- 
fruiscono dello sconto del 10% sul prezzo di co- 
pertina di libri, videocassette, DVD e Cd-Rom 
editi dalle Edizioni L'Informatore Agrario. 
Superficie espositiva: 45.000 m 2 . 
Orario continuato di apertura al pubblico: 
dalle ore 9 alle 20. 

Ingresso: euro 8,00; euro 4,00 per gli abbo- 
nati che presentano il coupon inserito nel- 
la guida «Servizi e vantaggi - Carta Verde 
2009» allegata a questo stesso numero. 
Come arrivare in auto: autostrada A4, usci- 
ta casello di Brescia Est, a 8 km dalla mani- 
festazione seguendo le indicazioni per Man- 
tova; oppure autostrada A21, uscita casello 
Manerbio poi in direzione Leno, Ghedi, 
Montichiari; per altre vie di percorrenza con- 
sultare il sito internet www.viamichelin.it 
Parcheggio: per 9.000 posti auto, gratuito, 
adiacente al quartiere fieristico. 
Per informazioni: Centro Fiera del Garda - 
Tel. 030 961 148 - Fax 030 9961966. 
Internet: www.centrofiera.it 
Alloggio, luoghi da visitare e prodotti tipici 
locali: www.bresciaholiday.com 



Veneto 



J PADOVA - Flormart/Miflor 
Dal 20 al 22 febbraio si svolge, presso il quar- 
tiere fieristico di PadovaFiere, «Flormart/Mi- 
flor» (Salone internazionale di primavera del 
florovivaismo, attrezzature e giardinaggio); al 
suo interno si svolge Forestry (Salone di pro- 
dotti e soluzioni per la manutenzione del ver- 
de). Nel settore dedicato a Flormart/Miflor si 
possono vedere colture mediterranee, fiori e 
piante di ogni genere, macchine e accessori, ar- 
ticoli per fioristi, sementi, ecc. Forestry presen- 
ta, invece, attrezzature e prodotti per la gestione 
e manutenzione del verde pubblico e privato. 
È presente alla manifestazione lo stand di Vita 
in Campagna. Gli abbonati, presentando la 



«Carta Verde», usufruiscono di uno sconto 
speciale sull'acquisto di libri, videocassette, 
DVD, raccoglitori e Cd-Rom. 
Superficie espositiva: 30.000 m 2 . 
Orario continuato di apertura al pubblico: dal- 
le ore 9 alle 19; domenica dalle ore 9 alle 17. 
Ingresso: gratuito per gli operatori del setto- 
re in possesso della Florcard (la tessera per- 
sonalizzata che viene inviata agli operatori 
del settore accreditati); la «Carta Verde» in 
possesso ai nostri abbonati (anche se non 
operatori del settore) dà comunque dirit- 
to di accedere a pagamento (euro 15,00) 
alla manifestazione. 

Come arrivare in auto: autostrada A4 con 
uscita a Padova Est, a circa 2 km dalla mani- 
festazione, seguire poi le indicazioni per la 
fiera; autostrada A13 con uscita a Padova 
Sud, a circa 7 km dalla manifestazione, se- 
guire poi le indicazioni per la fiera; per altre 
vie di percorrenza consultare il sito internet 
www.viamichelin.it 

Parcheggio: per 3.000 posti auto, a pagamen- 
to (euro 6,00), vicino alla fiera (Via Goldoni, 
ViaRismondo,ViaMaroncelli,ViaMurialdo). 
Per informazioni: PadovaFiere - Tel. 049 
840111. 

Internet: www.flormart.it 
Alloggio, luoghi da visitare e prodotti tipici 
locali: www.turismopadova.it 

□ GODEGA DI S. URBANO (TREVISO) 
- Antica Fiera di Godega 

L' «Antica Fiera di Godega» si svolge, presso 
il quartiere fieristico, dal 28 febbraio al 2 
marzo e offre al pubblico un'ampia esposi- 
zione di macchine ed attrezzature per l'agri- 
coltura e il giardinaggio. 
Superficie espositiva: 20.000 m 2 . 
Orario continuato di apertura al pubblico: saba- 
to 28 febbraio e domenica 1 ° marzo dalle ore 8,30 
alle 19, lunedì 2 marzo dalle ore 8 alle 1 8,30. 
Ingresso: sabato 28 febbraio euro 3,00, do- 
menica 1 e lunedì 2 marzo euro 5,00; euro 
2,50 per gli abbonati che presentano (nei 
giorni di sabato e lunedì) la «Carta Verde». 
Come arrivare in auto: autostrada A27 con 
uscita a Conegliano Veneto, a 6 km dalla ma- 
nifestazione, poi S.S. n. 13 Pontebbana, in di- 
rezione Pordenone; autostrada A28 con usci- 
ta a Godega di S. Urbano, a 2 km dalla mani- 
festazione, poi S.S. n. 1 3 Pontebbana, in dire- 
zione Sacile; per altre vie di percorrenza con- 
sultare il sito internet www.viamichelin.it 
Parcheggio: seguire la nuova segnaletica 
a 50 metri dall'entrata Fiera. Nella giorna- 




A Piacenza, dal 6 all' 8 marzo si tiene, abbi- 
nata ad altre manifestazioni, «Apimell», 
Mostra mercato nazionale di apicoltura, dei 
prodotti e delle attrezzature apistiche 



ta di sabato 28 febbraio il parcheggio è gra- 
tuito, nelle giornate di domenica 1 e lunedì 
2 marzo è a pagamento (euro 1 ,00). In caso 
di maltempo il trasporto (andata/ritorno) dal 
parcheggio all'entrata Fiera è garantito da un 
bus navetta gratuito. 

Per informazioni: Ufficio Fiera - Tel. 0438 
430 160 -Fax 0438 430090. 
Internet: www.comunegodega.tv.il 
Alloggio, luoghi da visitare e prodotti tipici 
locali: http://turismo.provincia.treviso.it 

Friuli Venezia Giulia 



LI PORDENONE - Orto-Giardino 

Dal 7 al 15 marzo si svolge, presso il quar- 
tiere fieristico di Pordenone, la 30-' edizione 
di «Orto-Giardino», Salone dedicato alla flo- 
ricoltura, orticoltura, vivaistica, attrezzature 
per giardini e parchi. La manifestazione pre- 
vede i seguenti settori merceologici: attrez- 
zature e prodotti per florovivaismo, giardi- 
naggio e orticoltura; fiori freschi e artificiali; 
piante verdi, da fiore, da frutto; serre e acces- 
sori; concimi e antiparassitari; apparecchi di 
illuminazione per giardini e serre; attrezza- 
ture e arredamenti per terrazzi e giardini. 
Superficie espositiva: 28.000 m 2 coperti, 
10.000 m 2 scoperti. 

Orano di apertura alpubblico: dalle ore 14,30 
alle 19,30 nei giorni feriali e dalle ore 9,30 al- 
le 19,30 sabato e domenica, orario continuato. 
Ingresso: euro 7,00; euro 5,00 per gli abbo- 
nati che presentano il coupon inserito nel- 
la guida «Servizi e vantaggi - Carta Verde 
2009» allegata a questo stesso numero. 
Come arrivare in auto: autostrada A4, poi, 
a Portogruaro, autostrada A28 con uscita a 
Pordenone (la fiera si trova a 200 metri dal- 
l'uscita); per altre vie di percorrenza consul- 
tare il sito internet www.viamichelin.il 
Parcheggio: la fiera dispone di vari parcheggi 
nelle immediate vicinanze per un totale di circa 
1 .000 posti auto, in parte gratuiti (quelli a cui si 
accede dalla rotonda all'uscita dell'autostrada e 
il parcheggio «Seleco» con servizio di bus na- 
vetta gratuito solo le domeniche pomeriggio), 
in parte a pagamento, 3,00 euro (Via Buozzi, 
Viale Treviso e parcheggio ingresso nord). 
Per informazioni: Pordenone Fiere - Tel. 
0434 2321 1 1 - Fax 0434 570415. 
Internet: www.ortogiardinopordenone.it 
Alloggio, luoghi da visitare e prodotti tipici 
locali: www.turismo.fvg.it 

Emilia-Romagna 



□ PIACENZA - Seminat -Apimell - Buon Vivere 
Dal 6 all'8 marzo si svolgono, a Piacenza 
Expo: la 28 a edizione di «Seminat», Mostra 
mercato nazionale delle piante ornamentali ed 
agrarie, florovivaismo, sementi ed attrezzature 
per giardinaggio ed orticoltura amatoriale; la 26 a 
edizione di «Apimell», Mostra mercato nazio- 
nale di apicoltura, dei prodotti e delle attrezzatu- 
re apistiche; «Buon Vivere», la 2 J Mostra mer- 
cato di enogastronomia. Nell'ambito di Seminat 
e Apimell si tiene inoltre la 1 3 a edizione di «Na- 
turalmente», Mostra mercato dei prodotti per la 
cura della persona e della salute naturale. 
E presente alla manifestazione lo stand di Vita 
in Campagna con un proprio rivenditore. Gli 



74 



VITA IN CAMPAGNA 2/2009 



abbonati, presentando la «Carta Verde», usu- 
fruiscono dello sconto del 1 0% sul prezzo di co- 
pertina di libri, videocassette, DVD e Cd-Rom 
editi dalle Edizioni L'Informatore Agrario. 
Superficie espositiva: 13.000 m 2 . 
Orario continuato di apertura al pubblico: 
dalle ore 9 alle 19. 

Ingresso: euro 7,00; euro 5,00 per gli abbo- 
nati che presentano il coupon inserito nel- 
la guida «Servizi e vantaggi - Carta Verde 
2009» allegata a questo stesso numero. 
Come arrivare in auto: autostrade Al e A21 
con uscita al casello di Piacenza Sud, a circa 
500 metri dalla manifestazione; per altre vie 
di percorrenza consultare il sito internet 
www.viamichelin.it 

Parcheggio: per 2.000 posti auto, a pagamento 
(euro 2,00), adiacente al padiglione espositivo. 
Per informazioni: Piacenza Expo - Tel. 0523 
602711 - Fax 0523 602702. 
Internet: www.piacenzaexpo.it 
Alloggio, luoghi da visitare e prodotti tipici 
locali: www.provincia.piacenza.it/turismo 

Marche 



□ ACQUALAGNA (PESARO URBINO) - 
Fiera regionale del tartufo nero pregiato 

Al Palatartufo di Piazza Mattei di Acquala- 



gna (Pesaro Urbino) si svolge, domenica 15 
febbraio, la 26" edizione della «Fiera regio- 
nale del tartufo nero pregiato». 
Durante la rassegna i visitatori possono ac- 
quistare il tartufo nero pregiato di Acquala- 
gna, i suoi derivati e le specialità alimentari 
del territorio. 

Sono in programma anche escursioni con i 
cani da tartufo. 
Superficie espositiva: 600 m 2 . 
Orario continuato di apertura al pubblico: 
dalle ore 10 alle 19. 
Ingresso: gratuito. 

Come arrivare in auto: per chi proviene dal 
Nord oppure dal versante adriatico, auto- 
strada A 14, con uscita a Fano, poi superstra- 
da E78 per Roma verso il Furio; per chi pro- 
viene dall'area tirrenica e dal Centro Sud, 
autostrada Al con uscita a Orte, poi super- 
strada E45 e, subito dopo Perugia, in dire- 
zione Gubbio e Fano; per altre vie di per- 
correnza consultare il sito internet www. via 
michelin.it 

Parcheggio: per circa 1 .000 posti auto, gra- 
tuito, indicato dalla segnaletica. 
Per informazioni: Comune di Acqualagna, 
ufficio informazioni - Tel. 0721 796741 - 
Fax 0721 799044. 

Internet, alloggio, luoghi da visitare e pro- 
dotti tipici locali: www.acqualagna.com 




PUBBLICAZIONI CONSIGLIATE 

Valeggio, terra di sapori 

Valeggio sul Mincio - Terra di saporì e poe- 
sia, fotografie di Fernando Zanetti, testi di Al- 
berto Zucchetta, edito da 
Grafiche Ci. ti - Via Enzo 
Ferrari, 8 - 37067 Valeg- 
gio sul Mincio (Verona) - 
Tel. e fax 045 7950231; 
2008; formato cm 30x30; 
pagine 1 16 quasi intera- 
mente illustrate con foto- 
grafie a colori e in bianco 
e nero; euro 25,00. 

E un bel libro in cui è 
possibile ammirare le 
immagini di una delle 
zone più attraenti della 
provincia di Verona, 
quella compresa nel comune di Valeggio sul 
Mincio. Fernando Zanetti, come sempre 
molto attento alle tradizioni agricole delle 
zone che ritraee con la sua macchina foto- 
grafica, anche questa volta ci fa sognare. 

Ultimi arrivi in redazione 

*+ Animali della Toscana di Erasmo d'An- 
gelis, edito da Giunti Editore - Via Bologne- 
se, 165-50139 Firenze - Tel. 055 50621 - 
Fax 055 5062289; 2008. La pubblicazione 
consta di 288 pagine illustrate con 310 foto- 
grafie a colori; euro 35,00. Un volume con 
uno straordinario apparato fotografico che 
esplora il mondo degli animali della Tosca- 
na, una regione i cui habitat accolgono qua- 
si tutta la fauna italiana. Un libro che si può 
sfogliare come fosse un bellissimo atlante, 
completo e approfondito, piacevole da leg- 



gere, per saperne di più su una regione la cui 
bellezza e varietà paesaggistica corrispondo- 
no a una ricchezza faunistica unica in Italia. 
*»• Ingegneria naturalistica nei territori mon- 
tani di Sebastiano Sauna, edito da Dario Flac- 
covio Editore - Viale Croce Rossa, 28 - 90144 
Palermo -Tel. 091 6700686 
-Fax 091 525738; 2008. La 
pubblicazione consta di 238 
pagine illustrale con circa 
308 fotografie a colori e 53 
disegni in bianco e nero; eu- 
ro 38,00. 

**■ Ascolta i campi di grano 
di Fabio Bertapelle, edito da 
Editrice Missionaria Italia- 
na - Via di Corticella, 179/4 
-40128 Bologna -Tel. 051 
326027 -Fax 051 327552; 
2008. La pubblicazione con- 
sta di 141 pagine prive di il- 
lustrazioni; euro 10,00. 
*» Agri-Cultura, terra, lavoro, ecosistemi a 
cura di Riccardo Bocci e Giovanna Ricoveri, 
edito da Editrice Missionaria Italiana - Via di 
Corticella, 179/4 - 40128 Bologna - Tel. 051 
326027 - Fax 05 1 327552; 2006. La pubblica- 
zione, con Cd-Rom accluso, constadi 191 pa- 
gine, prive di illustrazioni; euro 17,00. 
**• Grandi giardini italiani edito da Gran- 
di Giardini Italiani - Via Manzoni, 4-22100 
Como - Tel. 031 75621 1 - Fax 031 756768; 
2008. La pubblicazione consta di 164 pagr- 
ne illustrate con circa 122 fotografie a colo- 
ri; euro 62,00. 

*» Il grande libro dell'ecologico ovvero il 
manuale del buon sollazzo di Piero Santoni, 
edito da AAM Terra Nuova - Via Ponte di 
Mezzo, 1-501 27 Firenze - Tel. 055 32 1 5729 
- Fax 055 3215793; 2008. La pubblicazione 
consta di 190 pagine illustrate con circa 190 
disegni in bianco e nero; euro 15,00. 



CORSI 

Giardino 

Il Turin Garden di Torino organizza, a feb- 
braio, un corso primaverile sulla cura del 
giardino (potaftira delle piante ornamentali e 
delle piante da frutto; moltiplicazione delle 
piante; cure alle piante da fiore e sempreverdi, 
ecc.). La quota di iscrizione al corso è di euro 
250,00. Per ulteriori informazioni telefonare, 
citando Vita in Campagna, allo 01 1 8610032. 

La Scuola di Giardineria del parco del Castel- 
lo di San Pelagio di Due Carrare (Padova) 

organizza, il 22 febbraio, la 5 a edizione del 
corso di «potatura della rosa antica». La quo- 
ta di iscrizione al corso è di euro 30,00. Per ul- 
teriori informazioni telefonare, citando Vita in 
Campagna, allo 049 9125008 - 049 772969. 

Presso l'Istituto Professionale di Stato per 
l'Agricoltura e l'Ambiente di Legnago (Ve- 
rona) si svolge, in febbraio e marzo, il 1° 
corso serale relativo a «Il disegno del giardi- 
no»; corso di base per pensare, progettare e 
disegnare il giardino. La quota di iscrizione al 
corso è di euro 60,00. Per ulteriori informa- 
zioni telefonare, citando Vita in Campagna, 
allo 0442 20036 (dott. Giovanni Nalin). 

Orto e frutteto, apicoltura 

L'Istituto Comprensivo «Giovanni XXIII» di 
Saliceto (Cuneo) organizza, in febbraio, un 

corso teorico-pratico di agricoltura relativo a: 
«Coltivazione e gestione dell'orto e dei frut- 
teti (potatura, innesti) e apicoltura». La quota 
di iscrizione al Corso è di euro 25,00. Per ul- 
teriori informazioni telefonare, citando Vita in 
Campagna, allo 0174 98036. 

Allevamento del coniglio 



Il Tcs-Servizi Formativi della Confedera- 
zione italiana agricoltori (Cia) di Trento or- 
ganizza, il 12 e il 19 febbraio, due incontri 
di formazione sull'«allevamento del coni- 
glio in montagna». I temi trattati sono: tec- 
niche di base per l'allevamento; migliori raz- 
ze di riproduttori; alimentazione, prevenzio- 
ne e cura delle principali malattie. Tra i re- 
latori segnaliamo la presenza di due colla- 
boratori di Vita in Campagna: il dott. Mau- 
rizio Arduin (zoonomo) e il dott. Marcel- 
lo Volanti (medico veterinario). Gli incon- 
tri sono gratuiti. Per ulteriori informazioni 
telefonare, citando Vita in Campagna, allo 
0461421214. 

Lavoro con i cavalli 

Il 21-22 febbraio e il 28 febbraio-I "marzo 

si svolgono, presso il Podere Picchio Coldi- 
pozzo a Città di Castello (Perugia), un corso 
relativo alle «Giornate di lavoro nel bosco con 
i cavalli»: decespugliamento degli arbusti del 
sottobosco, taglio e trasporto di tronchi, 
smacchio di legna con slitta e basto. Il costo 
del corso è di euro 1 50,00. Per ulteriori in- 
formazioni telefonare, citando Vita in Cam- 
pagna, al 338 8359806. 



VITA IN CAMPAGNA 2/2009 



75 



ANNUNCI ECONOMICI SU VITA IN CAMPAGNA 



Tariffe: euro 15 + IVA ogni 10 parole o frazione di 10 parole - supplemento 
neretto +30%. Diritto fisso: euro 3. 

Pagamenti: pagamento anticipato a mezzo: 
f: assegno intestato a Vita in Campagna - Verona 

conto corrente postale n. 11024379 - intestato a Vita in Campagna 

C.P. 467 - 37100 Verona (allegare copia della ricevuta) 

carta di credito: 

□ Visa D Eurocard/Mastercard □ Diners □ American Express 

' ! I I I I I I I I I 



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J L 



Scad. 



Intestata a 



Condizioni: la Direzione del giornale si riserva la facoltà di non accertare annunci ritenuti non ido- 
nei e non si assume alcuna responsabilità per il contenuto degli annunci pubblicati, né per eventua- 
li errori od omissioni. Le inserzioni mancanti dei dati anagrafici obbligatori non avranno corso. 

Desidero che l'annuncio venga inserito nella rubrica (barrare JKD 

□ Agriturismo e vacanze □ Piante □ Macchine agricole/attrezzature 

□ Lavoro domande □ Animali □ Prodotti 

□ Case e terreni □ Lavoro offerte □ Varie 

e sia pubblicato sui seguenti numeri di Vita in Campagna (indicare mese e anno): 

Mese Mese Mese 

Anno 

Mese 

Anno 

83- L'annuncio deve pervenire ahireno 40 giorni prima del mese di pubblicazione desiderato. 

Testo dell'annuncio (scrivere a macchina o in stampatello): 



Anno 


Anno 


Mese 


Mese 


Anno 


Anno 



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1. L'annuncio è composto di n. 



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di 10 parole è di euro 15. 11 costo parziale 

della mia inserzione è perciò di 

Aggiungo l'eventuale supplemento neretto (+30%) 

Il costo totale di una inserzione (sommare 

i valori dei punti 2 e 3) risulta pertanto di € . 

Ordino n. inserzioni. Il costo. totale 

delle inserzioni ordinate (moltiplicare il n. delle inserzioni 

per il valore del punto 4) è di € . 

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e memorizzati in modo manuale o automatizzato per essere utilizzati dalle Edizioni l'Informa- 
tore Agrario Spa per la promozione dei propri prodotti e per informarmi su argomenti di mio in- 
teresse. Sono informato che i miei diritti in merito al trattamento dei dati sono sanciti dalla 
D.Lgs. 196/03, e in particolare l'art. 7 che mi dà il diritto di oppormi al trattamento, richiederne 
la cancellazione o la variazione. Titolare del trattamento è «Edizioni L' Informatore Agrario Spa» 
e il Responsabile del trattamento il Dott. Giuseppe Reali, amministratore delegato. 
Se non desidera ricevere promozioni barri la casella qui a fianco. D 

Spedire in busta chiusa a: Vita in Campagna - Casella Postale 467 - 37100 Verona 



ANNUNCI ECONOMICI 

Gli abbonati possono dispor- 
re di un annuncio gratuito al- 
l'anno di circa 25 parole utiliz- 
zando il coupon riportato nel- 
lo «Speciale Servizi» allegato a 
questo stesso numero (scrivere 
il testo a macchina o in stampa- 
tello). Annunci successivi sono 
a pagamento: si prega di utiliz- 
zare il modulo pubblicato qui a 
fianco. Per ulteriori informazio- 
ni telefonare allo 045 8057511. 
La scelta degli annunci da pub- 
blicare è a discrezione dell'edi- 
tore. 

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ANIMALI 

AMATORE vende pavoni blu no- 
strani, arlecchini e bianchi. Per in- 
formazioni telefonare allo 0871 
399038 (dopo le 19). 

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glie di api in provincia di Pavia. Per 
informazioni telefonare allo 0382 
968573 (dopo il 15/02/2009). 

QUAGLIE selvatiche, qualsia- 
si selvaggina, polli puri Livornesi, 
ecc., faraone, tacchini, uova e-pul- 
cini biologici. Trasporto domicilio. 
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chi zoologici e agriturismo. Telefo- 
no 0173 90121 - Cellulare 333 
8430222. 

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mina) di pavoni giovani di un anno, 
bellissimi da giardino; prezzo ri- 
chiesto 1 00 euro. Per informazioni 
telefonare al 339 7975252. 

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zioni telefonare al numero 339 
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ta nel 2002, ottime rifiniture, situata 
in campagna con attigui cintati circa 
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ra attrezzati. Soleggiatissima, strada 



comunale asfaltata, a 2 km da Ron- 
co Scrivia (Genova). Cellulare 328 
4419716. 

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vamento amatoriale di capre Camo- 
sciate Alpine cerca lavoro estivo in 
alpeggi presso malghe, zone nord 
Italia. Chi fosse interessato può con- 
tattarmi al 339 4144755 (chiedere di 
Silvano). 

MACCHINE AGRICOLE 
E ATTREZZATURE 

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(anche snodato) con fresa e solleva- 
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Friuli Venezia Giulia. Per informa- 
zioni telefonare al 339 1513906. 

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za n. 12, ottimo stato, euro 400. Per 
informazioni telefonare al numero 
333 6026896. 

PIANTE 

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che varietà di fruttiferi a Brivio 
(Lecco). Tel. e fax 039 5320312. 

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chiomelo@libero.it oppure invian- 
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- Gri anasco (Novara) - Cellulare 
347 2454335 - Fax 0163 417258. 

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senza spine (mora) e lampone ros- 
so e giallo varietà rifiorente, zona 
di Monza (Milano). Cellulare 348 
3820922 E-mail: pepobrio@alice.it 

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te. Per informazioni telefono e fax 
0884 550094. 

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spremitura a freddo. Cellulare 328 
61 19736 - www.oliocostantini.it 

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produzione propria ottenuto dalla 
spremitura di olive delle varietà Cel- 
lina di Nardo e Ogliarola Leccese. 
Spedizioni a domicilio. Cellulare 
340 5293142 (chiedere di Andrea). 

VARIE 

SONO in possesso della rivista Vita 
in campagna, dal 1 994 al 2005 nei 
propri contenitori. Causa mancanza 
di spazio la offro ad appassionati. 
Per informazioni telefonare al nu- 
mero 059 460218. 

VIGNETO 

AFFITTO nuovo impianto di vigne- 
to di 4 ettari, 10 km da Padova. Per 
informazioni telefonare al numero 
339 4242736. 



76 



VITA IN CAMPAGNA 2/2009 



INFORMAZIONE PUBBLICITARIA 



Proposte dalle Aziende per vivere la campagna 




allottiti dei 




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rmazioni 

LEGNOLANDIA SRL 

Loc. Vinadia.Villa Santina - 33027 (UD) 
Tel 0433.74801 1 
E-mail: info@legnolandia.com 
Internet: www.legnolandia.com 



BESTGARDENS: 

Mobili da giardino. 

Dalla tradizione al design più moderno 

Per arredare in modo moderno ed elegante gli ambienti esterni, Legnolandia Sri 
propone i mobili da giardino della linea Best Garderts, proposte di alta qualità 

selezionate per soddisfare le esigenze e lo stile di ognuno. Il design innovativo e ri- 
cercato degli arredi si fonde armoniosamente con la tradizione del legno trattato 
in autoclave con sali ecologici che ne garantiscono un'ottima resistenza agli agen- 
ti atmosferici. Il set Airone, come gli altri set della linea Best Gardens, presenta- 
no linee leggere e moderne ma dalla struttura solida e funzionale adatta ad ogni 
giardino o spazio verde. Airone è composto da un elegante tavolo allungabile cor- 
redato da sedie e poltroncine impilabili realizzate in pino nordico senza nodi. Le fi- 
niture molto accurate e la verniciatura di alta qualità ne garantiscono un uso sicu- 
ro, e specifico per l'esterno. Tutti i pezzi vengono forniti già montati e sono disponi- 
bili nei colori verde bosco e noce chiaro. I cuscini in ecrù sono un optional. 




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Tel. 0434 922922 - Fax 0434 922355 
E-mail: info @palazzetti. it 
Internet: palazzetti.it 



FARO: il barbecue 

dal design rigoroso e minimalista 

Palazzetti amplia la sua offerta di barbecue con il nuovo modello Faro. Dal punto 
di vista estetico, Faro si caratterizza per il design rigoroso e minimalista, con in- 
serti in finitura mattoncino ed un comodo e resistente piano d'appoggio in graniglia 
di marmo spazzolato in tinta grigia. Dal punto di vista funzionale, Faro agevola le 
operazioni di cottura grazie all'ampio focolare con braciere laterale, che consen- 
te di caricare agevolmente il combustibile legna o carbonella per la produzione con- 
tinua di braci e permette di utilizzare completamente la zona grill, facilitando le ope- 
razioni di cottura ed alla griglia extra-large, che rende piacevoli e facili anche le gri- 
gliate "numerose". Dotato di focolare completamente rinforzato, Faro è inoltre prov- 
visto di una resistente cappa in acciaio. L'esclusivo ed innovativo sistema fast- 
fire-box favorisce l'ossigenazione della zona braci e facilita le operazioni di pulizia 
a fuoco spento. Faro: per grigliate in compagnia tutte le volte che vuoi! 



VITA IN CAMPAGNA 2/2009 




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Pyr Pronto è un insetticida a base di microcapsule a sostanze polimere contenen- 
ti Clorpirifos diluite in soluzione acquosa. La particolare formulazione conferisce al 
prodotto un minor rischio per l'utente ed una migliore e più duratura efficacia nei 
confronti degli insetti. Il prodotto è una formulazione pronta per l'uso, da impiegar- 
si senza diluizione aggiuntiva. La confezione, dotata di erogatore manuale a pres- 
sione, consente una facile e rapida distribuzione. Pyr Pronto si presta agli impie- 
ghi nel settore hobbistico: orti, giardini e serre; applicato al fogliame delle piante in- 
festate fornisce un buon controllo dei principali fitofagi e una buona selettività nei 
confronti dell'artropodo fauna utile. Pyr Pronto applicato in modo uniforme, non 
raggiunge la fase di gocciolamento al suolo. Intervenire alla comparsa dei fitofagi o 
alle prime manifestazioni della loro presenza. Pyr Pronto insetticida microcap- 
sule Kollant è disponibile nei migliori garden center e rivendite agrarie. 



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presenta: il Giardino delle Collezioni 
finalmente on line!! 

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di piante è felice di annunciare la messa on line del suo " Il giardino delle collezio- 
ni" ( www.ilgiardinodellecollezioni.it). Da metà febbraio, è possibile infatti vedere, 
scegliere ed acquistare on line le oltre 1500 varietà di rose inglesi, francesi, 
frutti antichi e peonie presenti nel catalogo ma non solo! Oltre a queste ormai fa- 
mose collezioni Flora 2000 inaugura il 2009 con altre 2 importanti novità: la colle- 
zione degli Agapanthus e quella degli Hemerocallis Due grandi novità che Flora 
2000 presenta dopo Floracares (www.flora2000.it) il primo servizio gratuito per la 
salute e la cura delle vostre piante. Flora 2000 vi aspetta sul sito internet www. 
flora2000.it, insieme ai consigli del Maestro Giardiniere Carlo Pagani e ad un sac- 
co di preziosi consigli. 




i. produce dal 1975 incubatrici e schiuse per l'avicoltura per uso familiare e 
ibionale, da anni esportate in tutto il mondo. La società offre una vasta gamma di 
incubatrici e schiuse di piccole e medie capacità (da 1 8 a 10.000 uova circa), per tutti i tipi 
Hi uova, dagli ornamentali agli esotici e struzzo incluso. __— ^ 





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y#À iniiHifciiU'K ■giKÌTiiT 



jltalv via Galileo Galilei, 3 
Tel. +39.031.976.672 - Fax +39.031.899.163 - www.fiero.it - inculiators@fiein.it - fiem@fiero.it 



II 



VITA IN CAMPAGNA 2/2009 



FRUTTETO/VIGNETO 




Risparmia il tuo tempo utilizzando 
il MOLINO TRITA PIANTE 



inazioni 

ALBRIGI LUIGI SRL 

Via Tessere, 1 - Stallavena VR 
Tel. 045.8650250 - Fax 045.907316 
E-mail : info® albrigilnigi.com 
Internet : www.albrigilnigi.com 




BROGI LORIANO 

Via Compiano, 24 

52020 Castelfranco di Sopra (AR) 

Tel. 339.1197056 - 339.6165339 

Fax: 055.9739929 

E-mail : info@brogio.com 

Internet: www.brogio.com 




nazioni 

RAGGI VIVAI SAPORE & SALUTE 

Via Cerchia di Sant'Egidio, 3000 
47023 Cesena 

Tel. 0547 382171 - Fax: 0547 631874 
E-mail: info @ raggivi vai. it 
Internet: www.raggivivai.it 



Il Molino trita piante della ditta Albrigi Luigi srl, nasce per far fronte al lavoro di 
tagliare e sminuzzare piccole piante, radici, foglie e semi. Il Molino è dotato di un 
convogliatore del prodotto a forma rettangolare per facilitare le operazioni di carico 
della materia prima da lavorare, la quale viene sminuzzata da una serie di coltel- 
li rotanti. Le lame del Molino trita piante vengono messe in funzione tramite un 
motore direttamente accoppiato, comandato con un'interruttore elettrico. 
L'apparecchiatura è fornita di tutti i dispositivi di protezione al fine di rendere la 
macchina sicura, mantenendo le caratteristiche di semplicità e facilità d'uso anche 
nelle fasi di pulizia. Vengono forniti a corredo una serie di 4 setacci che consento- 
no di ottenere diversi prodotti finiti che variano dal taglio tisana alle polveri. Ogni 
parte della macchina a contatto con la materia prima è realizzata in acciaio INOX 
Aisi 304, idonea al contatto con alimenti. 

BROGIO 2 e BROGIO 4 

Le testine flessibili per decespugliatore 
che cercavi 

Dopo il successo ottenuto con la testina Brogio 2, particolarmente efficace nella pol- 
verizzazione di erbe ed arbusti, Brogi Loriano è arrivato alla realizzazione e la messa in 
commercio di una nuova testina: Brogio 4. Il nuovo prodotto nasce dalle numerosissi- 
me richieste da parte di operatori professionali e non, che fino ad ora hanno utilizzato 
lame ed accessori poco idonei soprattutto per l'eliminazione e la polverizzazione di 
rovi ed arbusti con rami superiori a cm 1 ,5 di diametro e che necessitano di una te- 
stina capace dì frantumare arbusti anche di grosse dimensioni. Inoltre, unendo queste 
due testine: Brogio 2 e Brogio 4 la prestazione ed il risultato nel taglio sono ancora 
più efficaci. La testatina tagliente, flessibile, universale e brevettata "Brogio" è appli- 
cabile su ogni tipo di decespugliatore ed è composta da: disco di alluminio.antiurto, ca- 
tene in acciaio cementato, viti per fissaggio e dispositivi per fissaggio viti. 

POUSS'VERT Miniserre 
e minitunnel per l'orto familiare 

Distribuite dalla Raggi Vivai di Cesena, Pouss'vert sono miniserre e minitunnel com- 
ponibili per proteggere le colture dell'orto da gelate, piogge intense e grandine, per ac- 
celerare la germinazione dei semi, oppure per anticipare e prolungare la raccolta del- 
. le fragole, degli ortaggi, delle patate e degli asparagi. Realizzate in polipropilene tratta- 
to anti raggi ultravioletti, hanno il vantaggio di essere adattabili alle diverse lunghezze 
delle colture da proteggere: sono composte, infatti, da due testate terminali e da corpi 
centrali che possono essere aggiunti o tolti a seconda delle esigenze. Le miniserre 
Pouss'vert sono dotate di un ingegnoso sistema di microventilazione; sulla parte supe- 
riore sono presenti apposite cassette forate che permettono di immagazzinare e recu- 
perare l'acqua piovana e di irrigazione e convogliarla all'interno. Un ulteriore vantaggio 
sta nella possibilità di riporle, una volta asportate, in poco spazio: gli elementi della ser- 
ra, infatti, sono pieghevoli, mentre quelli del tunnel possono essere sovrapposti. 
Pouss'vert è reperibile nelle rivendite agrarie e nei più forniti garden center. La Raggi 
Vivai è specializzata inoltre nella produzione di piante di fragola, piante di frutti di bo- 
sco e frutta da tavola, zampe di asparago e minituberi di patata da seme. 



VITA IN CAMPAGNA 2/200') 



III 



MECCANICA 



Ék I ■■[ ad 



7/ii/iW ESSICCATORI 

Vìa Chiesa 36 - Rampazzo 

36043 Camisano Vicentino (VI) 

Tel. 0444 719046 - Fax 0444 412515 

E-mail: info@tauro.biz 

Internet: www.tauro.biz - www.biosec.it 



Da Tauro: B. MASTER ONE, 

essiccatore per frutta ed ortaggi 

B. Master One è un impianto di essiccazione professionale di concezione innovati- 
va e versatile per la lavorazione e la conservazione di frutta, ortaggi, funghi, erbe, 
altri prodotti alimentari e non. All'interno dell'impianto, un sistema di inversione del 
flusso dell'aria permette un'essiccazione uniforme e garantisce un'elevata qualità 
del prodotto trattato. La temperatura di lavoro è regolabile e può variare anche sen- 
sibilmente in modo da adattarsi a tutte le esigenze di essiccazione. B. Master One 
è un impianto completamente personalizzabile: dispone infatti di diverse opzioni 
nella scelta della fonte di calore; inoltre è modulare, ossia è possibile aggiungere 
nel tempo ulteriori complementi, in modo da poter essere utilizzato anche in tempi 
successivi. Essiccazione di qualità per chi desidera diversificare e valorizzare il pro- 
prio lavoro. Gli impianti di essiccazione B. Master One sono interamente progetta- 
ti e realizzati in Italia da Tauro Essiccatori. 




WOLF ITALIA SRL 

Via G. Galilei, 5 - 20060 Ornago (Mi) 
Tel. 039.628641 
Fax 039.6010257 
www. WOLF-garten. it 



Li-lon Power RR 3000 di 

WOLF - Garten: 

tagli morbidi e senza fatica 

Efficacia, facilità d'uso e praticità è ciò che più ricerca chi ama il giardinaggio e che 
puntualmente trova nei prodotti WOLF-Garten; come per le nuove cesoie a batte- 
ria Li-lon Power RR 3000. Permettono di realizzare tagli leggeri, morbidi e senza 
fatica di rami fino a 15 mm di diametro. Pratica e confortevole nell'uso, Li-lon 
Power RR 3000 alleggerisce il lavoro ed è ideale per chi deve effettuare molti ta- 
gli o deve sostituire la vecchia cesoia da giardino. Pesa solo 800 gr. ed assicura fi- 
no a 400 tagli con una sola carica. Inoltre, grazie al sistema a batterie intercambia- 
bili Li-lon Power di WOLF-Garten è possibile lavorare senza interruzioni, estenden- 
do l'autonomia di lavoro. La ricarica della batteria avviene in soli 30 minuti con il 
caricabatteria incluso. Con Li-lon Power RR 3000 nessuna fatica e massima sicu- 
rezza grazie alla protezione anti-taglio ed all'impugnatura antiscivolo. I prodotti 
Wolf- Garten sono disponibili presso i garden center ed i rivenditori autorizzati. 



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Italia 



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€2100,00 



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a partire da € 759,00!!\ 



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i 21057 (VA) 



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IV 



VITA IN CAMPAGNA 2/2009 



MECCANICA 




nazioni 

FIABA SRL 

Via Roma S.M., 74 
36043 Conóscalo Vicentino (Vi) 
Tel 0444 419811 - Fax 0444 611923 
E-mail: commerciale® 'fiaba.net 
Internet: www.fiaba.net 



SNAPPERLT75175: 

Per un prato sempre in ordine! 

Massima maneggevolezza, taglio impeccabile, ma soprattutto ampia visibilità an- 
teriore durante lo stalcio. Il nuovo rider idrostatico SNAPPER LT75175 con siste- 
ma di raccolta, è equipaggiato con motore da 17.5 Hp B&S AVS OHV e monta un 
piatto di taglio da 84 cm HI-VAC®. L'agilità e l'eccezionale raggio di sterzata (so- 
lo 30 cm) vi consentono di manovrare tacilmente attorno ad aiuole e piante del 
vostro giardino. La lama è azionabile con frizione elettromagnetica mentre il ce- 
sto di raccolta posteriore da 200 It è dotato di una comoda leva che permette al- 
l'operatore di svuotarlo con facilità, rimanendo comodamente seduto al posto di 
guida. Per il modello LT75175 è disponibile kit mulching Ninja® e kit per lo sca- 
rico laterale. La gamma 2009 si completa con due nuovi trattorini a scarico late- 
rale serie LT100 (23 Hp B&S - 1 1 7 cm / 24 Hp B&S - 1 32 cm) e YT2350 (23 Hp 
B&S - 127 cm). 




"inazioni 



HUSQVARNA OUTDOOR PROD. 
ITALIA SPA 

Via Como, 72 - 23868 Valmadrera LC 
Tel. 0341.203111 - Fax 0341.581671 
Internet: www.flymo.com 



Tagliare e bordare il prato: FLYMO 
ha la soluzione per tutte le esigenze 

Flymo propone per il 2009 la nuova gamma di Tagliabordi Contour, le cui par- 
ticolari caratteristiche facilitano il lavoro di taglio in tutte le condizioni di impiego. 
La nuova linea si contraddistingue per doti quali leggerezza, praticità, ergonomia 
e per la dotazione di un sistema speciale per la protezione delle piante. Il model- 
lo Contour XT, semplifica i lavori di bordatura, in quanto dotato di testa orienta- 
bile a 90°. È un utensile 2 in 1 , infatti è sufficiente premere un solo pulsante per 
modificare la modalità di taglio e trasformare il trimmer in un preciso bordatore. 
L'impugnatura è ergonomica e l'avviamento, con ampi interruttori risulta sempli- 
ce, confortevole e senza sforzi. Il filo dì alimentazione si regola in modo automa- 
tico. La larghezza di taglio per questo modello è pari a 25 cm. Flymo è un mar- 
chio del gruppo Husqvarna ed è distribuito in Italia da Husqvarna Outdoor 
Products Italia S.p.a. 



IMPIANTO 
.J DI FITODEPURAZIONE 
iSS A RUSSO ORIZZONTALE 




Harmazioni 

ARTEC AMBIENTE SRL 

Via Costituzione, 25 - 42015 Correggio 

Tel. 0522.691420 

Fax 178.2737322 

E-mail: info @ artecambiente. it 

Internet: www.artecambiente.it 



La FITODEPURAZIONE: 

una scelta utile, ecologica ed economica 

La titodepurazione è un sistema utile, ecologico, semplice ed economico per lo 
smaltimento dei reflui civili. Gli impianti di fitodepurazione possono essere proget- 
tati per depurare il refluo in uscita da una piccola unità abitativa, ma sono adatti an- 
che in caso di servizio nelle ristrutturazioni di edifici storico rurali come i rustici di 
campagna o di gruppi di abitazioni isolate mal serviti o per nulla dalla rete fognaria. 
Con un' adeguata e sapiente progettazione si può arrivare ad ottenere uno scarico 
in uscita adatto al riutilizzo per scopi di irrigazione. La fitodepurazione può an- 
che trattare e smaltire con successo i reflui prodotti da attività di lavorazione (can- 
tine di vinificazione, frantoi ecc..) o da allevamenti zootecnici, riducendo anche 
totalmente le superfici necessarie per lo spandimento in campo dei reflui. 
Artec Ambiente srl progetta e realizza da diversi anni in tutta Italia impianti di fi- 
todepurazione di alta qualità a funzionamento garantito. 



VITA IN CAMPAGNA 2/2009 



V 



CASA 




KAPPAZETA SPA 

Via Sardi, Il/A -Loc. Alberi (Parma) 
N" VERDE: 800.40.16.40 
Tei. 0521.648888 
Fax: 0521.648880 
Internet: wivw.kappazeta.it 







oni 



MESCOLI CALDAIE SRL 

Vie del Commercio, 285 
41058 Viqnola (MO) 
Tel. 059.772413 - Fax 059.772080 
E-mail: info@mescoli.il 
Internet: www.mescoli. il 




ioni 

FACCO GIUSEPPE & C. S.P.A 

Cso XXII Marzo 24 

20135 Milano 

internet: www.faccogiuseppe.com 



Crepe o cedimenti: 

se è un problema di fondazione 

o terreno c'è KAPPAZETA 

I problemi di cedimenti strutturali delle case e di tutti gli edifici, sono quasi sempre 
dovuti a problematiche del terreno su cui essi poggiano, fenomeno sempre più fre- 
quente sul nostro territorio. Kappazeta S.p.A. è un azienda che si occupa da 20 
anni di consolidamenti e grazie al suo lavoro, ha creato una nuova tecnologia 
in grado di risolvere ì cedimenti causati dall'assestamento del terreno al di sotto de- 
gli edifici, in pochi giorni ed usando metodologie non invasive che non neces- 
sitano di scavi o demolizioni. Il team di geologi, ingegneri e tecnici che lavora 
per l'azienda, risolve il problema dei cedimenti e delle crepe nei muri iniettando nel 
terreno una resina ad alta potenzialità espandente. La resina iniettata nelle va- 
rie formulazioni, adatte ad ogni tipo di terreno, (anche il meno permeabile) e 
Kappazeta, assicurano un risultato certificato e garantito. Inoltre, i tecnici Kappazeta 
eseguono gratuitamente sopralluoghi e valutazioni su tutto il territorio nazionale. 

MESCOLI CALDAIE 

Produce caldaie a pellet /legna 
Serie Combifire2 

Mescoli produce caldaie combinate per sfruttare la nuovissima tecnologia pellet, un 
combustibile ecologico ricavato dalla segatura. Riscaldare con il legno senza rinunciare 
alla comodità si può grazie al pellet, che consiste in un combustibile semplice da stoc- 
care e trasportare con un minimo ingombro di spazio. Queste caratteristiche contribui- 
scono alla maggior convenienza del pellet, che viene creato con residui di lavorazione del 
legno ottimizzando l'utilizzo di materia per la produzione di calore: massimo risultato 
con il minimo sforzo e minimo costo con il minimo inquinamento. A livello econo- 
mico, questo combustibile è molto economico e garantisce inoltre un risparmio in termi- 
ni di consumo; il pellet, permette di avere un risparmio di consumo che può arrivare an- 
che al 50% in meno rispetto a GPL o gasolio. Le caldaie modello PB/CB28, PB/CB35, PB/ 
CB50 hanno rendimento termico misurato con il metodo diretto superiore al 90% 
e valori di emissioni compatibili con la CLASSE 3 della normativa EN 303-5. 

È arrivato l'inverno.. 

è tornata DIAVOLINA 

Sarà un luogo comune ma non ci sono più le stagioni d'una volta. Le previsioni sul 
clima profetizzano scenari apocalittici, tuttavia anche quest'anno, l'inverno è arri- 
vato restituendoci l'opportunità dì accendere i nostri caminetti e riscoprire quel ca- 
lore e quelle sensazioni che possono essere vissute solo in questo periodo dell'an- 
no. All' appuntamento, si è presentata Diavolina Accendifuoco Silver, pronta ad 
aggiungere al piacere di stare seduti davanti al fuoco, il piacere di accenderlo con 
facilità e soprattutto con sicurezza, senza fare fumo e senza emanare cattivi odori, 
consentendo inoltre di utilizzare le braci del caminetto per cucinare, arrostire casta- 
gne e tanto altro. Diavolina non riserva le sue calde attenzioni soltanto a chi ha la 
fortuna di possedere un caminetto, perché nella vasta gamma dei "prodotti da fuo- 
co" creata nell'immediato dopoguerra dalla ditta Facco Giuseppe & C. ci sono an- 
che articoli specifici per l'accensione e la manutenzione delle stufe. 



VI 



VITA IN CAMPAGNA 2/2IH» 



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BELLOFUORI. 
RIVOLUZIONARIO DENTRO. 

BOXTER è il capostipite di una nuova generazione di trattori GOLDONI. 

La rivoluzione nasce dall'interno ma i vantaggi del nuovo brevetto sono ben evidenti anche fuori. 

Se pensi che sia la solita novità, vieni a vederlo coi tuoi occhi ! 



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Innovativo sistema -@ @- Pedana di guida 
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"Non hanno ereditato dal padre 
solo l'aspetto ... ma molto di più!" 




I tratti di famiglia sono indubbiamente riconoscibili. Tutte le nostre 
macchine per la cura del verde portano avanti una tradizione di 
famiglia: l'impareggiabile qualità John Deere. Pensate al sistema 
di taglio TurboStar brevettato. Riduce i tempi per il taglio grazie 
alla migliore compattazione dei residui e delle foglie all'interno del 
raccoglitore. 

La nostra tradizione si riflette in ogni aspetto. Valutate di persona 
con una prova di guida presso il concessionario John Deere. 



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John Deere Italiana, Via G. Di Vittorio, 1, 20060 VIGNATE, Tel. (02) 95 45.8202